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Pubblicato in Numero 118 del 18/06/2009 il 17 Giugno 2009
di Redazione

SPECIALE BORDEAUX



 



In calo il numero delle cantine dell’Isola presenti al Vinexpo. L’Istituto vite e vino: “Defezioni legate a diverse strategie aziendali. Le cantine puntano a strategie di marketing innovative e mirate”

L’avventura dei 16 siciliani

Saranno sedici le aziende siciliane che assieme all’Istituto regionale della vite e del vino parteciperanno all’edizione 2009 del Vinexpo di Bordeaux. Più precisamente dodici (Abbazia Santa Anastasia, Donnafugata, Feotto dello Jato, Firriato, Giona, Milazzo, Montalto, Feudo Arancio, Planeta, Settesoli, Sicania e Spadafora) si troveranno all’interno dello stand 181, quattro di loro invece si troveranno in altri stand singolarmente (Cassarà, D’Alessandro) o all’interno di gruppi come Giv (Rapitalà) e Zonin (Feudo Principi di Butera).


“Una rappresentanza che abbiamo voluto garantire – spiega Leonardo Agueci, presidente dell’Irvv – nonostante i problemi che sta attraversando il comparto e le difficoltà amministrative legate all’annosa questione del bilancio dell’Istituto”. Elemento, quest’ultimo che ha determinato e determina ancora oggi rallentamenti anche nelle altre attività dell’Irvv come quelle legate alla ricerca.
Il trend, rispetto alle precedenti edizioni, è in diminuzione. Nel 2007, ad esempio, le aziende vitivinicole partecipanti che provenivano dalla Sicilia erano una ventina. Una tendenza che viene comunque registrata anche nelle altre manifestazioni fieristiche, dal Prowine di Dusseldorf, in Germania, alle edizioni itineranti del Vinitaly e che rappresenta certamente uno dei campanelli d’allarme più significativi della crisi che il settore vitivinicolo, e quello siciliano in particolare, sta attraversando.
Secondo Giancarlo Conte, vicepresidente dell’Istituto, il motivo delle defezioni è legato al fatto che “oggi le aziende vitivinicole siciliane sono restie a spendere tempo e denaro per tentare l’inserimento in nuovi mercati”. Senza contare che allo stesso Istituto partecipare alla fiera di Bordeaux costerà quest’anno oltre 300 mila euro, di cui 120 mila solo per l’impegno degli spazi espositivi di circa 300 metri quadrati per gli stand delle aziende. “Molte di loro preferirebbero di gran lunga ottimizzare i costi – prosegue Conte – focalizzando l’attenzione su precisi buyer attraverso strategie di marketing innovative e mirate, oggi a disposizione di chi vuole farsi conoscere nei mercati potenzialmente interessati”. I fondi per queste eventuali manovre potrebbero essere messi a disposizione da risparmi dell’Irvv su manifestazioni e fiere minori.
Un vento d’innovazione e ammodernamento sembra dunque soffiare sull’Istituto che da poco ha il suo nuovo direttore, Dario Cartabellotta. Un dirigente giovane, under 40, che potrebbe capitalizzare la sua esperienza nell’internazionalizzazione delle imprese siciliane maturata nel corso della sua precedente nomina a dirigente generale del dipartimento Interventi infrastrutturali dell’assessorato regionale all’Agricoltura siciliano. 

Annalisa Ricciardi


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