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Pubblicato in Numero 172 del 01/07/2010 il 30 Giugno 2010
di Redazione

L’AZIENDA

La denominazione anche per il Cerasuolo di Vittoria Barocco, ma al termine di un lungo iter legato alle sue caratteristiche. A dare l’ok la commissione d’appello di Roma

Un Docg per Avide

Il Cerasuolo di Vittoria Barocco di Avide diventa Docg. La cantina ragusana si fregia così per la seconda volta della denominazione, già ottenuta con l'Etichetta Nera. Per il Barocco il debutto sarà il mese prossimo con l'annata 2005, quella da cui parte la Docg, come previsto dal disciplinare, l'unica dato che il vino la cantina lo fa uscire ogni cinque anni.

L'iter verso questo prestigioso traguardo ha viso però qualche intoppo ed una richiesta d'appello a Roma. Lo spiega Marco Calcaterra, agronomo della cantina. “La commissione d'assaggio della Camera di Commercio della zona lo ha reputato un vino sui generis, non conforme alle caratteristiche previste dal disciplinare. Un piccolo errore di valutazione che però è stato subito superato con l'avallo che invece ha dato la commissione d'appello di Roma, organo super partes a cui ci siamo rivolti, come vuole la prassi, subito dopo il primo esame di valutazione”. Ciò che avrebbe sviato i commissari locali secondo quanto afferma la cantina sarebbero le caratteristiche uniche di questo vino che lo differenziano dal Cerasuolo di Vittoria canonico ed un'abitudine di gusto che non li avrebbe aiutati a riconoscerlo come tale. “Probabilmente i commissari locali sono abituati a bere un Cerasuolo fresco. Certo sono vini diversi, intanto lo si vede dal colore. Il Barocco è molto carico, perché fa 2, 3 anni di barrique. Questo non significa però che il nostro non debba essere identificato con la Docg. Noi conosciamo bene il disciplinare, dato che fu proprio la famiglia Calcaterra a proporne l'istituzione – ribadisce Calcaterra -. E' stato studiato per 20 anni, ideato come prodotto longevo. Infatti anche dopo 4 o 5 anni di invecchiamento è un vino che mantiene tutte le caratteristiche. Abbiamo fatto ricerche negli archivi. Risulta che nel 1910 agronomi di Siracusa segnalassero il Cerasuolo come possibile tipologia di vino da invecchiamento”.

Ottenuto da uve nero d’avola e frappato con rese che vanno da 800 a 1000 grammi per ceppo, il Barocco è un vino che avrebbe tutto il diritto di essere una Docg. Ma è il vino che avrebbe fatto da apripista a tutta la produzione di Cerasuolo. Già, nel 1984, a dedicarsi alla sua lavorazione è stato l'enologo della cantina, Giovanni Rizzo. “Il barocco non solo ha passato la commissione d'appello, è diventato un esempio – dichiara Calcaterra -. Il Cerasuolo di Vittoria adesso può essere anche questo, questo vino è sempre stato e rimane ancora oggi unico, più che altro perché siamo solo noi a farlo, altri non si sono cimentati”.

Definito dagli stessi produttori simile ad un Barolo di Barocco Docg sugli scaffali ne adranno 12.000 bottiglie.

Manuela Laiacona



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