Siamo online da



ULTIMI COMMENTI

LE RICETTE PIU' LETTE

I VIDEO PIU' VISTI

AREA RISERVATA

cronache di gusto

Direzione, redazione
ed amministrazione:
Via Giuseppe Alessi, 44
(ex via Autonomia Siciliana)
90143 Palermo
Tel. +39 091 336915
Cronache di Gusto
autorizzazione
del tribunale di Palermo
numero 9 del 26-04-07

Cronache di Gusto
è iscritta al Roc
(Registro degli Operatori
di Comunicazione)
col numero 32897

Editoriale De Gustibus Italia
P.IVA 05540860821

Fabrizio Carrera
direttore responsabile

Coordinamento:
Giorgio Vaiana

Web & Digital design
Floriana Pintacuda

Collaboratori
Andrea Busalacchi
Andrea Camaschella
Marina V. Carrera
Sofia Catalano
Roberto Chifari
Lorella Di Giovanni

Maria Giulia Franco
Annalucia Galeone
Cristina Gambarini
Federica Genovese
Costanza Gravina
Clarissa Iraci

Francesca Landolina
Federico Latteri
Bianca Mazzinghi
Clara Minissale
Fiammetta Parodi
Geraldine Pedrotti
Stefania Petrotta
Michele Pizzillo
Fabiola Pulieri
Enzo Raneri
Mauro Ricci
Marco Sciarrini
Maristella Vita
Manuela Zanni

Concessionaria
per la pubblicità
Publisette
Via Catania, 14
90141 Palermo
tel 0917302750
info@publisette.it

COOKIE POLICY
PRIVACY POLICY
INFORMATIVA PRIVACY

Pubblicato in Numero 11 del 31/05/2007 il 30 Maggio 2007
di Emanuele Di Bella

    L’INCHIESTA

scienza_0.jpgParla Attilio Scienza, esperto di viticoltura e docente alla Statale di Milano. “Più che un clima mediterraneo, in Sicilia, sembra esserci un clima sub tropicale. La vitivinicoltura dell’Isola sarà costretta ad emigrare verso le alte quote

Il caldo cambia
la geografia del vino


Effetto serra o no, il clima in Sicilia sta cambiando. È più piovoso, più umido, in una parola meno mediterraneo e più tropicale. Fateci caso: anche in questi giorni di fine maggio in Sicilia ha piovuto molto e l’umidità è così alta da aver scatenato un’invasione di peronospora (ne parliamo in un altro articolo).

vigneti.jpgUn cambiamento di clima che già dura da qualche anno, da almeno due lustri. C’è da chiedersi se questo mutamento cambierà la geografia del vino in Sicilia. Attilio Scienza, grande esperto di viticoltura e docente alla Statale di Milano ne è convinto. Sarà un mutamento lento, come vuole la natura, però nulla di preoccupante. È necessario solo attrezzarsi in tempo.
“Non ho dati relativi ai millimetri di pioggia caduti in Sicilia negli ultimi anni - afferma Scienza - però le estati siccitose e prive di pioggia si verificano sempre meno. Le precipitazioni prima erano concentrate in primavera e in autunno, ora assistiamo a temporali estivi violenti e sempre più frequenti”.
Conseguenze immediate?
“Credo che la vitivinicoltura in Sicilia sarà costretta ad emigrare verso l’alto, almeno per quanto riguarda i vitigni a bacca bianca, a quota 700 metri sul livello del mare. Penso all’Etna ma anche a tutte quelle zone di alta collina dove ci sono le condizioni per fare vini bianchi con acidità sostenuta, di rara finezza ed eleganza”.
Anche il dilagare della peronospora è un segnale del cambiamento del clima?
“Certamente è la prova di una forte umidità. Quello che sta accadendo negli ultimi anni dal punto di vista climatico in Sicilia smentisce i timori di una prossima desertificazione. Semmai è vero il contrario: piogge violente e anche estive, inverni miti e discretamente piovosi. Più che un clima mediterraneo sembra sub tropicale”.
Cosa possono fare i viticoltori?
“Devono prendere in considerazione le piogge violente. Preparare i terreni, evitare che le coltivazioni subiscano danni notevoli. Ripeto, nulla di allarmante ma in agricoltura si deve preparare oggi quello che serve domani”.
Lei parlava di vitigni a bacca bianca favoriti da questo clima più umido. E i rossi?
“Vedo favoriti i nerelli, il Pinot nero. Certo, vicino al mare diventerà più difficile coltivare la vite. Ma anche questo problema si può risolvere. Sui rossi bisognerà lavorare su vitigni tardivi, meno su quelli precoci. Potrebbe essere un’occasione per creare nuovi incroci tra vitigni. Penso
a un merlot e un nero d’Avola, o un Cabernet e un nero d’Avola. È possibile creare nuovi vitigni a bacca rossa che si adeguino meglio al cambiamento del clima. In fondo il Grillo non è l’incrocio tra il carricante e lo zibibbo? Non sappiamo quando questo è avvenuto ma sappiamo che è avvenuto. Oggi abbiamo gli strumenti per creare nuovi vitigni in laboratorio. È un’occasione da sfruttare se si vuole rendere la vitivinicoltura adeguata al passo coi tempi”.
E il surriscaldamento del pianeta?
“Può darsi che ci sia. Non sono un esperto in questo campo. Quel che so è che ciclicamente il clima cambia. Però è giusto sapere che alcuni secoli fa il limite della vite in Europa era molto più in alto tanto che si produceva vino anche in Scozia e le valli alpine erano piene di vigneti molto più di
oggi. Come dire, nulla di nuovo e il caldo di oggi non è preoccupante”.



Fabrizio Carrera





Piogge irregolari, vigneti a rischio

 

Leggi tutto...

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

FLASH NEWS

LE RICETTE DEGLI CHEF

Gennaro Esposito

Torre del Saracino

Vico Equense (Na)

4) Crema catalana al cedro e liquirizia, fonduta di provolone del Monaco e noci

SITI AMICI
WINE POWER LIST 2019
GUIDA AI VINI DELL'ETNA

LE GRANDI VERTICALI

Copyright © 2007-2020 cronachedigusto.it. Tutti i diritti riservati. Powered by Visioni©
La riproduzione totale o parziale di tutti i contenuti, testi, foto e video, in qualunque forma, su qualsiasi supporto e con qualunque mezzo è proibita.

Search