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Pubblicato in Numero 9 del 17/05/2007 il 17 Maggio 2007
di Emanuele Di Bella
     DIARIO GOLOSO

Seconda puntata del viaggio tra i luoghi del buon cibo della capitale francese. Dallo storico Tour d’Argent, con vista su Notre-Dame e una carta dei vini con mezzo milione di bottiglie, a La Gazzetta dello svedese Petter Nilsson che si cimenta nel “Cassata project”

Parigi: gli chic che shock

Nel chiudere la rassegna dei ristoranti stellati di Parigi, segnaliamo lo storico Tour d’Argent (15 quai de la Tournelle, tel. 0143542331, www.latourdargent.com). Sullo “storico” non si scherza: è aperto dal 1582 ed è il più antico ristorante di Parigi. Ristorante preferito di Enrico IV, tra i suoi ospiti si potrebbero citare lo zar Alessandro II di Russia e Otto von Bismarck, conte di Bismarck-Schönhausen e Duca di Lauenburg, si, proprio il cancelliere di ferro fondatore del Reich tedesco.
New layer...
ze_kitchen_galerie.jpgAnche se le vicende gastronomiche degli ultimi due anni non sono molto felici, due cose rendono questo locale unico, oltre che l’impareggiabile vista su Notre-Dame e l’Ile-de-France: il “Caneton Tour d’Argent”, un’anatra le cui interiora sono passate alla pressa (una pressa speciale, a vista, di cui ne esistono solo tre pezzi), e una carta dei vini unica al mondo, costituita da ben 500.000 (cinquecentomila) bottiglie per 9000 (novemila) referenze circa. Immaginerete la difficoltà nella consultazione della carta. A proposito, per l’anatra alla pressa scegliete un Vosne-Romanée.
Chi desidera invece delle classiche espressioni di cucina francese a prezzi abbordabili troverà di seguito qualche suggerimento sul genere bistrò, brasserie, e ristoranti meritevoli a prezzi contenuti.
Simpatico il bistro di Bertrand Guéneron, cucina di impronta basca, Au Bascou (Rue Réaumur 38 – tel. 0142726925, 3° Arrondissement). Interessante la terrina di sanguinaccio e il ragù di vitello. Economico e divertente. Menu sui 20 euro.
Si dice che a Lione ci sia una delle cucine più interessanti di Francia. Restate a Parigi e fate una puntata al Aux Lyonnais (32 rue St-Marc, tel. 0142966504). L’impostazione di questo famoso bistro è stata firmata nientemeno che da Alain Ducasse. Prezzi medi, giusto per la firma.
Ma non è finita qui. Benoît (20 Rue Saint-Martin, tel. 0142722576, 4° Arrondissement) è il classico bistro parigino che sembra uscito da una cartolina. Cucina divertente e di tradizione parigina. Prezzi medi, e guarda caso c’è di nuovo la firma di Alain Ducasse. Thierry Breton spadella al Chez Michel (10 Rue de Belzunce, tel. 0144530620, 10° Arrondissement). Il menù degustazione è alla portata di tutti, e con pochi euro in più si può accedere ad aragoste e cacciagione. Alain Dutournier ha rinnovato completamente il suo Carré des Feuillants (www.carredesfeuillants.fr, 14 Rue de Castiglione, tel. 0142868282, 1° Arrondissement). Inserito nel circuito Relais & Chateau, la sua cucina oscilla tra i classici del sud-ovest francese e tra varia creatività. Il “Carré d’agneau de lait des pyrénées au four, le gigot cuit a l’étouffée dans l’argile” è tra i suoi piatti migliori. I menu vanno da 65 a 165 euro. 3000 le referenze in carta.
drouant.jpgAntoine Westermann del Drouant (www.drouant.com, 16-18 Pl. Gaillon, tel. 0142651516), di scuola alsaziana e chef molto apprezzato dai media, ama la formula 4. Quattro antipasti, quattro piatti forti, quattro dessert. Gli ambienti sono molto confortevoli. Il menu pranzo è a 20 euro, quello della sera a 45 euro. Très chic.
Nessun compromesso al Jean (8 Rue St. Lazare, tel. 0148786273, 9° Arrondissement) di Benoît Bordier. Nell’ultimo anno è stato notato più volte e per i gastronomi è una rivelazione. Il locale ricorda curiosamente uno chalet della Savoia. I prezzi sono accettabilissimi, ma occhio al sommelier, quel simpaticone cercherà di rifilarvi con allegria bottiglie più care del menu.
L’Espadon Bleu,(www.jacquescagna.com, 25 rue des Grands Augustins Tel. 0146330085, 6° Arrondissement) di Jacques Cagna è un ristorante specializzato in prodotti ittici. Il menu è incredibilmente assestato sui 25 euro. Un classico la sogliola alla mugnaia e le Coquille St. Jacques (cappesante).
Anche L’Huîtrier (16 Rue Saussier Leroy, tel. 0140548344, 17° Arrondissement) di Patrick Rollot è un posto per gli amanti del pesce. Chi desidera ostriche e frutti di mare non dovrebbe dimenticare questo indirizzo. La materia prima è indiscutibile. Prezzi da batter le ciglia per modicità. Da segnalare una visita al vicino mercato in Rue Poncelet.
L’Ourcine (92 Rue Broca, tel. 0147071365, 13° Arrondissement) di Sylvain Denière punta invece sulla carne, anche se sulle entree sa giocare col pesce. Resta il fatto che il filetto di manzo e il fegato di vitello lo hanno reso famoso. Sui 30 euro il piccolo menu.
Matthieu Garrel è un giovane e valente chef. Il suo tradizionale bistrò, Le Bélisaire (2 Rue Marmontel, tel. 0148286224, 15° Arrondissement) offre tante soddisfazioni a pochi euro. Il servizio è gentile e alla mano, e quando arriva della materia prima dalla Bretagna, come aragoste e gamberi, si sta proprio bene. Matthieu pare avere anche un bel feeling con i risotti. Le Châteaubriand (129 Av. Parmentier, tel. 0142655666, 11° Arrondissement) di Ainaki Aizipitarte è tra le scoperte del 2007. Giovane e Basco, a pranzo propone sarde arrostite, chorizo, e cose semplici. La sera si scatena con variazioni sui classici. Interessanti i gamberoni al tabasco con gelatina al litschi. Il bistrò Le Villaret (13 Rue Ternaux, tel. 0143578976, 11° Arrondissement) di Olivier Gaslain si trova in zona Rue Oberkampf, particolarmente intensa per vita notturna. Il petto d’anatra con patate è molto convincente e in carta vini ci sono delle belle sorprese di viticoltori sconosciuti, ma anche Romane-Conti. Menu poco sopra i 20 euro.
Les Olivades (41 Av. de Ségur, tel. 0147837009, 7° Arrondissement) non si trova distante dagli uffici dell’Unesco. Bruno Deligne vizia i suoi clienti con sardine in salsa al peperone e steak-tartare, un classico di Parigi. I coperti sono pochissimi e spesso serve ai tavoli lo stesso Bruno.
Discutibile l’ambiente del Senderens (www.senderens.fr, 9 Place de la Madeleine, tel. 0142652290) da qualcuno definito da mensa universitaria. Di fatto questo locale ha fatto scandalo già un paio di anni fa quando annunciò che avrebbe abbassato i prezzi del 60% (si mangia con 15 euro). Nel frattempo la cucina non solo è rimasta solida nei suoi fondamentali, ma è ricomparsa in menù l’ “Anatra Apicius”. Accanto, verso sinistra, dell’ingresso al Sanderens noterete un passaggio. E’ l’accesso ad un altro locale, il Le Passage (stesso indirizzo, tel. 0142655666). Sashimi di tonno con insalata asiatica e noci, spiedo di conchiglie con salsa tartara e minipatti sfiziosi sono le divertenti proposte. A partire da 15 euro.carr_des_feuillants.jpg
Di tendenza e sulla riva sinistra della Senna il Carre des Feuillants (www.zekitchengalerie.fr, 4 rue des Grands Augustins, Tel. 0144320032, 6° Arrondissement). L’ambiente è informale e minimalista con opere di artisti contemporanei e mobili firmati da designer. Quasi una galleria d’arte. Le proposte gastronomiche di William Ledeuil sono di cucina moderna e la cucina è a vista. Per qualità, prezzo e atmosfera è consigliato a pranzo.
L’attesa per Michel del Burgo è stata lunga e grande. Finalmente, dopo Mosca, Nizza e due parentesi parigine tra cui il Taillevent si ripropone a L’Orangerie (28 Rue Saint-Louis-en-l’Île, tel. 0146339398, 4° Arrondissement). L’inaugurazione è andata maluccio ma adesso gira la voce che abbia ingranato bene e faccia nuovamente grande tendenza.
Petter Nilsson è svedese, vive a Parigi e il suo locale si chiama La Gazzetta (www.lagazzetta.fr, 29 Rue de Cotte, tel. 0143474705, 12° Arrondissement). Particolare il suo “Cassata Project” nel quale ciascuno può costruirsela come vuole. Oltre questi giochini molto divertenti, la bravura si vede altrove ad esempio con la lasagna di fegato di anatra in spuma di prezzemolo. La disponibilità di vini al bicchiere è encomiabile. Sul servizio potremmo dire che le descrizioni sono talmente ben fatte che sono poesia.
Per concludere sui locali, il gourmet cinefilo che ricorda La grande abbuffata, il film di Marco Ferreri con Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni e Philippe Noiret, nel quale quattro amici decidono di incontrarsi in una villa fuori Parigi per dedicarsi ad eccessi di tipo gastronomico ed erotico, ricorderà anche qualche pietanza, che per le riprese furono fornite da un certo Fauchon (www.fauchon.com, 24-26 place de la Madeleine, 8° Arrondissement, tel. 0170393800). August Felix Fauchon aprì la sua bottega alimentare nel 1886. Da allora questo negozio, oggi una catena di numerosi punti vendita in Francia e nel mondo, è punto di riferimento mondiale per i suoi prodotti alimentari ricercati ed esclusivi. Foie gras alle lumache, cognac e pineau, chaudrée charentaise, ostriche in gelatina al caviale e galette des rois sono tra i piatti più celeri preparati dai suoi chef. Pare purtroppo che l’attività stia soffrendo di una notevole flessione, e in tanti lamentano il fatto che la fama non è all’altezza della realtà. Pare che Harrods di Londra e il KaDeWe di Berlino facciano molto molto meglio.


Francesco Pensovecchio
(2. continua)

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