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Pubblicato in Numero 63 del 29/05/2008 il 28 Maggio 2008
di Emanuele Di Bella
    DIARIO GOLOSO

eiffel63.jpgDa Colonia a Parigi, passando per Aquisgrana. Viaggio tra piatti e bevande tipici con un occhio ai beni monumentali

Sapori d’Oltralpe

Palermo-Colonia, Colonia-Aquisgrana, Aquisgrana-Parigi, Parigi-Palermo”. Ecco l’itinerario goloso di questa settimana. La partenza serale dall’aeroporto di Palermo ci fa godere uno spettacolo unico al nostro arrivo a Colonia; percorrendo in taxi uno dei ponti sul Reno, irrompe sullo skyline notturno -magistralmente illuminata - la terza chiesa più alta del mondo: il Duomo di Colonia.

Cinque minuti a piedi dal Duomo e si giunge all’hotel scelto per il nostro pernottamento, i 12 Apostoli (http://www.12-apostel.com) un piccolo albergo a 3 stelle elegante e discreto, nato da un vecchio edificio amministrativo della città. Le stanze non sono grandissime ma i letti sono comodi. Fiori freschi sulla scrivania, aria climatizzata, collegamento internet wi-fi, pantofole, accappatoi e gadget da bagno allieteranno il vostro pernottamento in hotel. Costo per la doppia: 89,00 euro. Per cena abbiamo scelto Le Moissonnier (Krefelder Str. 25 – tel. 0221.729479 – www.lemoissonnier.de), uno tra i tre nomi più apprezzati della city. Vincent Moissonnier ed Eric Menchon, patron e chef, hanno conferito al bistrò uno stile culinario tipico del sud della Francia, sfruttando pienamente gli influssi di cucina mediterranea. Splendida la tartara di manzo accompagnata da una pastapizza, verdure, spuma di cavolfiore e tapenade. La carta vini offre propone vini francesi scelti con cura e nemmeno tanto costosi. I menu completi vanno da 50 ad 80 euro, ma si può prendere benissimo un piatto a 35. Al nostro risveglio, dopo aver visitato e vissuto con intimo pathos il Duomo di Colonia, ci spostiamo a piedi verso la stazione ferroviaria alla volta di Aachen, Aquisgrana, luogo di residenza, nonché sepoltura, preferito da Carlo Magno e da i vari “Ottoni” - Ottone I/Ottone III. La tedesca Aquisgrana - con i suoi 260 mila abitanti - è una tranquilla e ospitale città del “BENE” confine –BElgio/NEderland. Giunti nella piazza principale della città, bande musicali, vessilli, ed una “mini-Oktoberfest” allestita per Angela Merkel, che ci sta passando davanti, e che si trova qui in occasione del premio “Carlo Magno”, un premio annuale conferito dalla città tedesca di Aquisgrana a personalità che si sono distinte in favore dell'integrazione europea. Il premio è intitolato a Carlo Magno perché considerato il primo fautore dell'Europa unita in quanto, scegliendo Aquisgrana come residenza preferita intese porre una sorta di ponte tra il passato e il futuro dell’Europa”. colonia63.jpg
Come delizioso cadeau di consolazione decidiamo di arricchire le “esperienze sensoriali” in una konditorei-pasticceria nei pressi del Duomo: la Drouven (http://www.printen-drouven.de) vanta un’esperienza di oltre 110 anni, tramandata per quattro generazioni, nel campo della pasticceria e dei prodotti da forno. Scenografiche torte di ogni genere e forma, crostate, tramezzini, panini imbottiti e non, focacce, cioccolato, e Printen un caratteristico dolcetto, punta di diamante della produzione Drouven, di forma rettangolare e dal gusto singolarmente speziato. Non distante, nei bassi del Rathaus, il municipio, il “Ratskeller” (http://www.ratskeller-aachen.de) è il ristorante più quotato della city. Il motore delle cucine è Maurice de Boer, uno chef dai piedi per terra. Fine e non convenzionale, ama mixare la cucina mediterranea e quella asiatica. I menu da tre portate partono da 37,00 euro bevande escluse.
Stanchi delle “fatiche” del viaggio e dei festeggiamenti, ci riprendiamo al Sofitel Aachen Quellenhof. Le dotazioni sono all’altezza: piscina, sauna finlandese, sauna bio, bagno turco, solarium, health bar, zona relax asiatica. I prezzi per pernottamento partono da 190,00 euro per una matrimoniale, colazione inclusa.
La mattina successiva saliamo in prima classe a bordo del Thalys delle SNCF, le ferrovie francesi. Si respira un po’ il clima degli Eurostar italiani, almeno per quel che riguarda i quotidiani in omaggio e l’ampiezza delle poltrone. All’arrivo dell’hostess ci si rende conto - purtroppo/per fortuna - di trovarsi all’estero e non in Italia. Tutti i pasti, inclusi nel prezzo del biglietto, sono serviti in graziosi vassoi, nuance bordeaux - colore della compagnia ferroviaria - corredati di tutto punto da posate in metallo, bicchieri in vetro e tovagliolo in stoffa. Vasta la scelta delle bevande: calde (caffé, tè, latte macchiato e non) o fredde (succhi di frutta, bibite analcoliche, vino, birra). Le possibilità di opzioni fra i piatti variano in base alla tratta percorsa: da Aquisgrana a Parigi avrete ad esempio l’opportunità di gustare ottimi panini/tramezzini, snack dolci e salati, contorni, frutta e dessert. Per chi avesse particolari esigenze, menù vegetariani, così come biologici e prodotti del commercio equo e solidale. Lungo il tragitto sostiamo per qualche minuto alla stazione di Bruxelles. Varrebbe la pena di fare una tappa: le splendide birre, tra cui le famose trappiste, e le goduriose chocolaterie tra cui Neuhaus, Godiva e Leonidas meriterebbero un approfondimento ma, il programma ci impone altri impegni. Due ore dopo, tre in totale da Aquisgrana, arriviamo a Parigi, città dell’amore e della moda, del patriottismo sfrenato e a volte insensato, città snob, romantica, edonista e gras proprio come tutti i suoi foie d’oie. La attraversiamo in taxi: Place de la Concorde, Tour Eiffel, e su per l’avenue des Champs-Élysées fino alla rue George V; qui l’hotel “De Sers” (http://www.hoteldesers.com/), condotto mirabilmente da Jennifer Boccara, è un quattro stelle hip & design tutto da svelare. Otto piani, datati 1900, sono stati da poco ristrutturati rendendo questo hotel, dal lusso seducente, estremamente confortevole ed invitante. Qui, lo charme tipicamente francese incontra il gusto dell’innovazione; toni neutri per le pareti e le poltrone della hall e della sala da pranzo, contrastano gradevolmente con quelli più decisi dei tappeti e delle tende color prugna. Gerbere fucsia, orchidee di Singapore, neppure il “corredo botanico” è lasciato al caso; le camere sono sapientemente arredate, come il resto dell’hotel, e si dividono in 3 categorie: Superieure, Deluxe, Suite (Junior, Panoramic, Apartment). Le Superieure e le Deluxe sono eleganti camere luminose e dagli spazi aperti; godono delle stesse caratteristiche e differiscono solo nella grandezza (le prime leggermente più ampie). L’arredamento in palissandro scuro corrisponde coerentemente ai tessuti ed alla moquette viola della camera da letto. Il bagno si raggiunge attraverso porte a due battenti, che aprono lo scenario al marmo italiano in bianco e smalto della vasca e della doccia. Minibar, tv Bang & Olufsen, DVD, CD, e WiFi l’accesso a Internet. Le quattro luminose Junior Suite si affacciano sul patio all’aperto. Ogni suite, 40 mq. circa, si compone di tre parti: ingresso, salottino, e una camera da letto con le medesime tipologie d’arredamento base. Le due splendide Suite Panoramic si trovano sulla sommità dell’hotel, ciascuna delle quali copre 60 mq. Gli ospiti godono una vista mozzafiato della città di Parigi dal Sacré Coeur alla Torre Eiffel. Le spaziose suite sono pieni di luce e composto dal ingresso, soggiorno, camera da letto, bagno, con una zona doccia separata, e una magnifica terrazza che si affaccia Parigi. Al settimo piano 80 mq. per la Suite Apartment con vista sul cortile ombreggiato. Le porte a doppio legame che separano le stanze donano una percezione di profondità e ampiezza degli ambienti; cucina, sala da pranzo, camera da letto e bagno sontuoso con vasca circolare. Le due terrazze sui tetti di Parigi completano lo scenario. Lo staff è altamente professionale e competente, ed è in grado di soddisfare ogni vostra esigenza: abbiamo sollecitato spesso reception e concierge con richieste di assistenza improvvise e difficili, ed abbiamo avuto soddisfazione. Le risposte arrivano in tutte le lingue, compreso in italiano. Guillaume, tra tutti i nostri viaggi uno dei concierge più preparati e sensibili, lo parla benissimo. Per tornare alla colazione, il Continetal Breakfast - compreso nel prezzo del pernottamento - prevede una bevanda calda a scelta fra tè, caffé, latte o cioccolata, un succo di frutta, marmellate varie, cestino di croissanteria e baguette. Un piccolo santuario del fitness si trova al pian terreno dell’hotel: palestra, bagno turco, sauna, bagni termali e massaggi sono le proposte per un fine o un inizio giornata in totale relax. I costi per un pernottamento partono da 560 euro a notte per la Superieure room fino ad un massimo di 2300 euro per l’Apartment Suite. Noi siamo riusciti ad avere uno sconto particolare sulla superior: 200 euro a notte per la doppia con colazione. Il consiglio, generico, è di chiedere per qualsiasi hotel un’offerta diretta. 
La scelta delle “cene da gourmet” per le tre sere è caduto su: “Marius & Janette” (4, Avenue George V – tel. 0147.234188, 8° Arr.), “Drouant” (16, Place de Gaillon, tel. 0142.42651516, www.drouant.com, 2° Arr.) e “Il Vino di Enrico Bernardo” (13, boulevard de la Tour Maubourg, tel. 0144.117200, www.ilvinobyenricobernardo.com, 7° Arr.). Per Marius & Janette, attenzione! I locali sono desers_viaggi.jpgdue, un ristorante ed un bistro, quasi affiancati. Marius e Janette sono conosciutissimi in tutta Parigi, soprattutto in zona Champs-Élysées, ed offrono pesce in tutte le varianti tipicamente francesi. Il ristorante però è caruccio, 50 euro per un antipasto, nemmeno di aragosta, ½ di San Pellegrino e ½ bottiglia di Sancerre (incide 20 euro a persona). L’ambiente è da trattoria, con tovaglie a scacchi e simpatiche panche in legno e stoffa. Olio extravergine da dimenticare. Il bistrò ha fortunatamente un approccio più corretto. Preferite il secondo. Siamo stati più fortunati con il bistrò-chic “Drouant”. Antoine Westermann, chef ex-tristellato alsaziano, è abbastanza in forma. Il menù è congegnato con una scelta di antipasti in quattro declinazioni a tema, legumi, pesci, classici, mondo, a 25 euro, ognuna composta da 4 mini-portate, e successivamente una scelta di un piatto principali a 30 euro. I dessert seguono la stessa logica degli antipasti, a 13 euro l’uno. Quello della cucina è così un motore capace di gestire e soddisfare un altissimo numero di coperti. Ad esempio, l’offerta “mondo” prevede un brodo di funghi giapponesi speziato allo zenzero, un Sot-l’y-laisse arrostito all’orientale, polpette di merluzzo in sugo agro-dolce, una pizzetta all’italiana. Per secondo coscia di agnello “enclave des Papes”. Ottima la crostata di fragole. Il giudizio è più che positivo. A tavola si sta bene, c’è da godersi la serata, il prezzo è corretto. Con due flute di champagne rosé ed un ottimo Sancerre rosso, circa 90 euro a persona. Particolarità: dalle 22:30 in poi si usufruisce di uno sconto. Ottimo per chi ama far tardi. Altrettanto, anzi, più interessante il ristorante “Il Vino by Enrico Bernardo”, da quest’anno 1 stella Michelin. Il personaggio e la voglia di giocare sono italiani, la cucina è mediterranea –tengono a sottolineare -  e i vini sono francesi. Tutti i vini in carta – si parte da loro – sono abbinati ad un piatto. Il menu è quindi costruito sulla scelta dei vini. Per rendere la cosa più semplice, o difficile dipende dal punto di vista, ci sono delle proposte: la prima consiste in un kit vini “alla cieca” a 95,00 euro nel quale sono proposti 4 vini senza che si sappia cosa viene servito. Molto divertente, anche per l’utilizzo dei bicchieri “neri” che nascondono il colore del vino. Poi, il menu da 195 euro prevede Mosella tedesca, Borgogna e Bordeaux con un menu stagionale, per noi funghi e asparagi. Per gli appassionati c’è anche un menu da 1.000 euro nel quale Roederer ’00, Boillot ’04, Petrus ’01, Chateau de Beaucastel ’98 e Yquem ‘98 svettano. La cena è stata eccellente, il prezzo di 110 a persona.
Un’ultima avvertenza sui locali parigini: il sabato e la domenica, e luglio e agosto, la gran parte dei ristoranti migliori sono chiusi. Alcune guide gourmet, nelle prime pagine, evidenziano i locali aperti in uno speciale elenco. Abbiate cura di portarne una copia con voi.


Marina V. Carrera
Francesco Pensovecchio


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