Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Numero 104 del 12/03/2009

NON SOLO VINITALY Oltre il biodinamico

12 Marzo 2009
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NON SOLO VINITALY

altDal 2 al 4 aprile, nelle campagne veronesi, “Vino Vino Vino 2009”, dedicato ai prodotti realizzati secondo natura. Più di 150 i vignaioli in arrivo da tutto il mondo

Oltre il biodinamico

 Vino secondo natura, oltre ogni tipo di etichetta, oltre gli schemi del biologico e del biodinamico. Una filosofia produttiva, quella di “Vini Veri” e “La Reinassance du Terroir”, assolutamente naturalistica e che dà appuntamento agli amanti del genere e alla stampa dal 2 al 4 aprile prossimi a Villa Boschi, Isola della Scala, nella campagna a sud di Verona, con “Vino Vino Vino 2009”, una grande degustazione con più di 150 produttori in arrivo da tutto il mondo.

Una manifestazione che si svolge contemporaneamente al Vinitaly, dove invece si incontreranno migliaia di produttori tradizionali che non sempre vedono di buon occhio le iniziative di Vini Veri & C.
Identità dei vini, dunque, ma anche filosofia, etica, tradizione, cultura, storia e persino misticismo. Il credo nella naturalità, ruralità, sostenibilità  e sperimentazione, nel biologico e biodinamico e infine nella socialità, di chi con passione e volontà quotidianamente coltiva la terra e crede che il proprio vino debba innanzitutto esprimerne l’essenza. Il gruppo, fondato nel 2004, raccoglie produttori accomunati dalla stessa sensibilità per il territorio.
“Non siamo biologici, anche se la nostra regola impone condizioni di vigna e di cantina ancora più severe di quelle delle varie ‘certificazioni’ – amava ripetere Teobaldo Cappellano, anima del gruppo, scomparso pochi giorni fa -. Non siamo biodinamici, anche se molti di noi sono vicini alla filosofia di Steiner. Non lo siamo perché sappiamo che purtroppo le regole possono essere cavalcate dalle mode, non lo siamo perché sappiamo che nulla è più facile che imporre regole per poi violarle. Riteniamo che la ‘regola’ che sottoscriviamo sia un impegno così grande da estrarre da noi la parte migliore, sappiamo che violare questa ci costerebbe l’espulsione dal gruppo e la rivalsa legale di questo nei confronti di chi ha violato il patto, ma soprattutto siamo tornati a vedere l’intelligenza di chi ci aveva preceduto, siamo tornati alla conoscenza del passato, siamo tornati a guardare la ricerca con gli occhi di chi vuol comprendere e non solo accettare”.
D’altra parte i vignaioli devono sottoscrivere un patto ed applicare alcune semplici regole su tutto il ciclo di produzione, dall’uva  al vino.  Tre le regole cui attenersi in vigna: 1) esclusione totale dell’uso di diserbanti e/o disseccanti; 2) esclusione dell’uso di concimi chimici; 3) esclusione totale di prodotti chimici di sintesi. Altre tre i dettami previsti per il lavoro in cantina: 1) nessuna aggiunta di lieviti o batteri; 2) esclusione di tutto ciò che possa modificare l’equilibrio naturale delle fermentazioni e dell’affinamento del vino; 3) la solforosa totale non potrà mai essere superiore a 80 mg/l per i vini secchi e 100 mg/l per i vini dolci.
“Questo sistema – afferma il viticoltore francese Nicolas Joly, pioniere della biodinamica – incita il viticoltore ad agire meglio ed informa il cliente delle incidenze dei gesti agricoli o di cantina, sull’espressione delle denominazioni. Il nostro spirito non è di classificare ognuno in funzione degli atti che ha potuto compiere, ma al contrario, di ravvicinare quelli che condividono una stessa filosofia agricola, sia che essi siano produttori, distributori o consumatori”.
 

 

Marco Volpe