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Pubblicato in Numero 210 del 24/03/2011
di Redazione

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Elogio a Giacomo Tachis, creatore di grandi vini, all’alba dei suoi ottant’anni

“Il principe
degli enologi”

Non credo affatto che l'enologo Giacomo Tachis fosse un cattivo professionista quarant'anni fa. Era già un talento e lo è tutt'ora, anche se dice di aver smesso con il suo lavoro.

Ne avrebbe ragione, comunque. La cosa senza senso è che lo si debba premiare all'alba degli ottant'anni. Ricordando poi che è il creatore del Sassicaia. Appunto un sacco di anni fa. Aggiungo di tanti altri ottimi vini, a seguire, nell'ultimo periodo della sua attività professionale, dopo i trent'anni trascorsi da Antinori. Mi vengono in mente Pelago, Triskelè, Rocca Rubia, Terre Brune, Argiolas. Di un viaggio in Sicilia non dimentico la sua premura verso quello che è stato definito il Rinascimento del vino italiano a cominciare dall'isola e dal Nero d'Avola. Era la fine degli Anni Novanta. Con noi c'erano Patrick Leon, allora direttore di Chateau Mouton Rothschild, l'ex direttore tecnico di Chateau Ausone, e altri illustri viaggiatori. Andammo dai Rallo di Donnafugata, dal conte Lucio Tasca d'Almerita, Duca di Salaparuta, Pellegrino a Marsala, dai Melia del Ceuso. Preso dalla smania di salutarlo, oggi, ho chiamato Giacomo al telefono. Abbiamo ridacchiato un po', gli ho ricordato tutte le volte che sul Corriere della Sera, l'ho definito "principe degli enologi". Grande compositore di blend non ha esitato a esprimere la sua perplessità su quanto sta accadendo a Montalcino per il Brunello. Difficile governare il Sangiovese.


La versione integrale dell’articolo al seguente link:
http://myslowburninglife.blogspot.com/2011/03/tachis-elogio-alla-cultura-del-vino.html
 


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