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Pubblicato in Numero 35 del 15/11/2007 il 15 Novembre2007
    L’EVENTO

merano_generica.jpgNuovo successo per l’edizione numero 16 dell’International Wine Festival. Ecco com’è andata

Vino e culinaria,
si chiama Merano

Il 12 novembre si è conclusa la 16° edizione del “Merano International Wine Festival & Culinaria 2007”. È difficile pensare ad un simile susseguirsi di eventi e degustazioni da clonare in altre parti di Italia. Restate qualche istante al centro di Piazza Terme. L’occhio verrà catturato dal box acciaio, cemento e vetro delle nuovissime Terme. A fianco, in eguale stile, lo Steigenberger Hotel Terme Merano, una sintesi ammirevole di art-design e accurata accoglienza.
Dall’altra parte, oltre il fiume Passirio, tanto amato dalla principessa Sissi, il Kurhaus, sede storica degli ambienti di cura presso le Terme e centro delle feste. Le pitture delle volte, opera di Rudolf Jettmair, Alexander Rothaug e Orazio Gaigher, perfezionano l’elegante e leggiadro stile liberty dei primi del ‘900. Attorno le Alpi che fanno da cornice ad una atmosfera quasi fiabesca, con i loro magnifici castelli, sede peraltro di alcuni padiglioni speciali del Festival.
Gli intervenuti al Kurhaus superano nelle prime ore del mattino del 10 novembre il migliaio, tanto da dover chiudere le biglietterie. La stima degli ingressi alla fine dei tre giorni supera le 5.000 unità. Informazioni più precise si acquisiranno nei prossimi giorni. Il programma è da capogiro, cercheremo di descriverlo nelle sue linee essenziali.
Pezzo forte è la degustazione Italia con “i 100” e “Italia Top selected”: 100 tra le più famose aziende del vino italiane e 147 aziende tra affermate ed emergenti. In numeri: 58 Toscana, 34 Piemonte, 33 Trentino Alto-Adige, 22 Friuli, 22 Veneto, 14 Sicilia e 10 Puglia. Le altre regioni con almeno un rappresentante. Poi Château e Clos francesi con la “Union des Grands Crus de Bordeaux” e la “Grands Crus et Premiers Crus de Bourgogne”, un’occasione unica per mettere a confronto 40 Château e 27 Clos nell’annata 2005, definita dagli esperti come l’annata del secolo, già introvabile sul mercato.
kurhaus_esterno.jpg“Cooking for Wine”, è invece la kermesse dedicata ai grandi chef e presentata da Luigi Cremona. La Gourmet Arena, una struttura appositamente allestita in piazza Terme di fronte al Kurhaus, ha visto 15 tra i più grandi chef d’Italia alternarsi per spiegare, chiacchierare e cucinare di fronte al pubblico alcune delle loro ricette. Tra questi Giacomo Gallina del Restaurant Gold - Dolce e Gabbana di Milano, Fulvio Pierangelini del Gambero Rosso di San Vincenzo (LI), Moreno Cedroni de La Madonnina del Pescatore di Senigallia (AN), Davide Scabin del Combal.Zero di Rivoli (TO), Pino Cuttaia de La Madia di Licata (AG), Heros de Agostinis dello Steigenberger Hotel Terme di Merano (BZ).
Nella stessa Arena, è stata trasmessa domenica 11 in diretta mondiale dal Castello Grinzane di Cavour “Oro Bianco d’Alba”, un’asta di tartufo bianco d’Alba il cui ricavato è andato in beneficenza alla fondazione Allegra Agnelli per la ricerca sul cancro. Il lotto finale è stato poi venduto ad un magnate di Hong Kong al prezzo di 143.000 euro.
Un’asta dei vini vera e propria si è svolta invece domenica 11 allo Steigenberger Hotel, dove il record di prezzo è stato raggiunto da un imperiale di Masseto Tenuta dell’Ornellaia, battuto per 5.800 euro. Tra i lotti segnaliamo delle bottiglie di Château Latour 2000 e di Petrus 1990. Tenuta dell’Ornellaia e Tenuta San Guido (Sassicaia), si confermano i produttori italiani più apprezzati dal mercato del collezionismo di vino globale. Meno richiesti invece vini Barbera, Chianti e Brunello di Montalcino. Sorprendente interesse per i vini del Rodano, particolarmente per i cru di Guigal ed alcuni Chateaunef-du-Pape.
Interessante il premio “Art & Wine - Cristal Award 2007, 7° edizione”, vinto dal “Primitivo Conti Zecca”. Il Cristal Award viene conferito dal 2001 per la corrispondenza tra design dell’etichetta e contenuto della bottiglia. Una giuria ha classificato le etichette presentate secondo le categorie “Eleganza”, “Grafica” e “Originalità”, nominando tre vincitori per ognuna di esse. Nella categoria “Eleganza” il secondo premio è stato vinto da “Làvico Tenuta Vajasindi” dell’azienda Duca di Salaparuta, mentre il terzo premio è stato assegnato ex-equo al “Duca Enrico”, prodotto anch’esso dalla Duca di Salaparuta, e all’Amarone della veneta Cantina Zenato.
Emozionante il gemellaggio tra la Georgia e l’Alto Adige. Le autorità georgiane hanno consegnato all’istituto Giardini di Castel Trauttmansdorff, in segno di amicizia e di cooperazione nel segno del vino, un vinacciolo datato 7.000 anni, il più antico mai rinvenuto. L’idea del patto nasce dalla presenza presso il Castello alto-atesino di Katzenzungen di una pianta di vite di 350 anni, la più vecchia al mondo: la vite “Versolan”.
Sempre al Castello di Katzenzungen, l’evento “Bio&dinamica” ha preceduto il festival di qualche giorno. Ben 70 produttori italiani, francesi e sloveni hanno proposto vini da agricoltura biologica e biodinamica.
“L’Elite” ha sede invece al castello di Trauttmansdorff, ed è limitato ad un numero ristretto di partecipanti. La prenotazione è obbligatoria. Quest’anno si è proposto Chapouitier Ermitage Cuvée de L’Orée 2000; Zind Humbrecht Pinot Gris Windsbuhl 2001; Chateau Latour 2000; Guigal; Tua Rita; Masseto Tenuta OrnellaiaChateau Climens 2001e Paul Jaboulet Aine, Hermitage La Chapelle 1978.
“VinoCulti 2007 – Prodotti delle Alpi”, a Castel Tirolo, è invece l’evento il cui scopo è sensibilizzare e comunicare che il paesaggio culturale e l’alta qualità dei vini del cantone svizzero Vallese e degli oli delle Alpi. Il Vallese, grazie a condizioni pedoclimatiche particolari, è luogo di coltivazione di ben 48 varietà autoctone tra cui Chasselas, Cornalin, Gamaret, Biolinoir, Marsanne, Gamay, e produttore di alcuni oli preziosi, come ad esempio l’olio di papavero e l’olio di cardo.
Culinaria è invece il grande evento parallelo del Wine Festival, da alcuni definito la sua “costola gastronomica”. Si può assaggiare e comprare cioccolata (tra cui una al sale dolce di Cervia che vi consigliamo, una sorpresa!), tartufi, conserve di pesce, cozze ripiene, aceti balsamici, oli d’oliva di varie regioni, pasta in vari tipi, riso, capperi di Pantelleria, pesto, mostarde, biscotti, caffè, birre e molto altro.
“Extremis” sta per viticoltura estrema. Le aziende sono state selezionate per il lavoro difficile, estremo, e sono 17 in tutto. Per loro c’è il palco d’onore.
“International Top Producers” è la migliore produzione di Australia, Austria, Cile, Croazia, Francia, Germania, Nuova Zelanda, Portogallo, Slovenia, Spagna, Sudafrica, Ungheria, Usa. Irrinunciabile.
“Dulcis in Fundo” è invece la super selezione di vini dolci da dessert con il meglio per chiudere dei momenti in dolcezza.

terme01.jpgIl Merano Wine Festival è indubbiamente il massimo evento italiano di settore, soprattutto sotto il profilo della varietà dei temi affrontati e della qualità offerta. Un modello di assoluto successo difficilmente eguagliabile.



Gli Chef della Luigi Cremona Collection 2007

Fulvio Pierangelini, chef patron del Gambero Rosso di San Vincenzo, è senza dubbio il simbolo della cucina italiana. Personaggio poliedrico ed eclettico, dopo la laurea in Scienze Politiche decide di intraprendere la carriera di cuoco. Nel 1980, insieme alla moglie Emanuela, rileva il ristorante Gambero Rosso, affacciato sul porto turistico di San Vincenzo. Da lì la sua ascesa nell’empireo della gastronomia non ha mai conosciuto freni. La sua è una cucina fatta di genio, passione e autentico talento. Lo stesso Pierangelini definisce il senso profondo del suo creare come quel misto di modernità e rigore che rendono grande e indimenticabile ogni suo piatto.

Autodidatta per passione, dopo il diploma Moreno Cedroni prende in gestione il ristorante la Madonnina del Pescatore di Senigallia. In breve riesce a rendere la Madonnina del Pescatore uno dei ristoranti più apprezzati del panorama gastronomico italiano. Grande estimatore di Ferran Adrià, nel 1998 partecipa ad un corso a El Bulli, in Catalogna, e da lì trae spunto per innovare ulteriormente la sua cucina, attraverso una ricerca costante e l’elaborazione personale della tradizione. Oggi è tra gli chef più amati stimati e seguiti del panorama italiano e non solo. Ha recentemente ottenuto due stelle Michelin.

Davide Scabin, è uno chef di formidabile fantasia ed estro che poggia su solide basi tecniche. I suoi piatti sono pensati secondo la logica della ricerca del piacere e della seduzione estetica attraverso nuove forme, nuovi contenitori, nuove cotture, nuovi colori, ma sempre con l'obiettivo principale di soddisfare soprattutto la gola. Una cucina di grande intelligenza e uno chef con il quale confrontarsi con piacere su ogni tema attuale. Dal 2002 Davide Scabin gestisce il ristorante Combal Zero presso il castello di Rivoli, sede di un museo d’arte contemporanea.

Pino Cuttaia, è chef e patron del ristorante La Madia di Licata. Ci vuole tanta passione e amore per le proprie radici per fare di Licata un punto di attrazione per i golosi di tutto il mondo. Ma con le sue capacità è riuscito in questa impresa non facile. E’ chef di grandissime doti, umane e tecniche e vederlo qui all’opera sarà un occasione da non perdere: i grandi sapori di quest’ isola stupenda proposti in modo nuovo e sorprendente.

Giacomo Gallina è uno chef eclettico che ha vissuto tante esperienze in giro per il mondo. Storica la sua collaborazione con BICE, per cui ha aperto una dozzina di ristoranti in Asia e America. E, a parte Bice, sono da ricordare le aperture del Four Seasons di Milano, e l’ottimo lavoro svolto in alberghi famosi in tutto il mondo. L’ultima esperienza è forse ancora più impegnativa e spettacolare: il nuovissimo ristorante Gold di Dolce&Gabbana, molto discusso per il suo stile e la sua ambientazione, ma dove Giacomo conferma ancora una volta la sua grande professionalità.

Heros de Agostinis è un giovane chef ma di grande esperienza e di talento. Dopo la scuola si trova ai fornelli di alcune delle più importanti cucine europee, come quella di Marc Veyrat in Francia, quella di Heinz Winkler in Germania e di Heinz Beck della Pergola di Roma. Oggi Heros è responsabile delle cucine dello splendido Steigenberger Hotel Terme Merano, dove propone una raffinata cucina altoatesina con accenti internazionali nel confortevole ristorante Wolkenstein dell’hotel.



Gemellaggio Georgia – Alto Adige
All’International Merano Wine Festival 2007 è stato lanciato un ponte fra l’Alto Adige e la Georgia, ospite speciale di questa edizione. Uno dei momenti più emozionanti della kermesse meranese si è “consumato” nella Vip Lounge “Air Dolomiti” del Kurhaus, dove la delegazione della Georgia, rappresentata dal ministro dell’agricoltura, ha consegnato al direttore dei Giardini botanici di Castel Trauttmansdorff, Klaus Platter, un vinacciolo in oro. Il vinacciolo non è un vinacciolo qualsiasi, ma è copia di un vinacciolo la cui età raggiunge ben 7.000 anni. Questo è stato rinvenuto proprio nel paese caucasico, dove si dice sia provenuta originariamente la pianta della vite, ed è attualmente il vinacciolo più antico mai esistito.
L’incontro ha segnato l’avvio ufficiale di un rapporto in ambito vitivinicolo fra l’Alto Adige, la più antica regione a vocazione enologica dell’area centro europea di lingua tedesca, e la Georgia, culla della vitivinicoltura mondiale. L’idea del gemellaggio nasce dalla presenza presso il Castello alto-atesino di Katzenzungen di una pianta di vite di oltre 350 anni, ritenuta la più vecchia al mondo: la vite “Versolan”.
Per la Georgia, così come per l’Italia e l’Alto Adige in particolare, il vino riveste grande importanza, una importanza che affonda le sue radici nella cultura e nelle tradizioni.
Il percorso della vite – da Est, attraverso l’area dei Balcani, verso l’Ovest europeo – viene così ripercorso idealmente nel gemellaggio.
L’istituto dei Giardini del Castello di Trauttmanssdorff sono da tempo impegnati in una opera di selezione, conservazione e studio di numerose varietà di vitis vinifera. Esso metterà a disposizione delle autorità georgiane know-how e ogni informazione utile per studiare e recuperare il corredo genetico di numerose varietà in pericolo di estinzione.


Francesco Pensovecchio

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