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Pubblicato in Numero 88 del 20/11/2008 il 20 Novembre 2008
di

IL PREMIO/1

Il Sant’Agostino Baglio Soria ’06 nella Top 100 di Wine spectator. Un riconoscimento anche al Majus Nero d’Avola di Ajello

Vino, un siciliano
fra i big del mondo

La Bibbia del vino mondiale dice che è una delle cinquanta migliori etichette sul mercato. Il Sant’Agostino Baglio Soria 2006 di Firriato, infatti, è stato inserito esattamente a metà della top 100 di Wine spectator. “Uno dei nostri vini più venduti – dice Salvatore Di Gaetano (nella foto), l’amministratore della cantina di Paceco -, nato nel 1995 e molto apprezzato nei mercati del centro Europa, soprattutto in Svizzera”.


Ma c’è altro, perché il Sant’Agostino Baglio Soria si trova in enoteca, dove arriva dopo dieci mesi di affinamento in barrique di legno americano e francese, a soli undici euro. Un ottimo rapporto qualità-prezzo per questo blend di Nero d’Avola e Syrah.
E una menzione è arrivata dalla rivista americana anche per l’Ajello Majus Nero d’Avola Sicilia del 2006, citato come Europe’s best values dalla rivista Wine spectator. Il papà è Salvatore Ajello, 52 anni, titolare dell’azienda di un’altra cantina trapanese, ma stavolta è di Mazara del Vallo: “La nostra azienda, che è nata nel 1860 è arrivata, ormai alla quarta generazione. Riconoscimenti come quello del Wine spectator sono il segnale del buon lavoro che negli anni si porta avanti”. E anche il Majus è un piacere che ci si può concedere senza troppi indugi considerato che una bottiglia costa fra i sei e gli otto euro.
Ciò che conta poi è la qualità e quella come confermano le parole di Ajello paga sempre. “Nonostante sia noto a tutti come il mercato degli ultimi anni sia in crisi – ha raccontato il vertice di casa Ajello - i nostri prodotti sono stati acquistati ugualmente raggiungendo un fatturato discreto”.

Piera Zagone


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