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Numero 30 del 11/10/2007

    L’EVENTO/2


Appuntamento dal 12 al 14 ottobre per “Collezioni gastronomiche”: insieme sette tra i migliori chef siciliani, per un viaggio tra stili diversi. A confronto: Carmelo Chiaramonte, Accursio Craparo, Franco Ruta, Andreas Zangerl, Corrado Assenza, Pino Cuttaia e Salvatore Barbara

L’alta cucina,
Modica superstar


Il meglio della cucina siciliana? Abita a Modica. La conferma, se ce n’era bisogno, viene da “Collezioni gastronomiche”, la kermesse internazionale di alta cucina che dal 12 al 14 ottobre farà tappa in Sicilia, al Kempinski Hotel di Mazara del Vallo (Tp).

    PERBACCO

nero.jpgSlow Food e Gambero rosso hanno assegnato il massimo riconoscimento a tre Nero d’Avola. Ecco quali sono


I “Tre bicchieri”
di Pachino


Per la prima volta tre vini di Pachino vengono premiati con il massimo riconoscimento da una delle più autorevoli guide italiane del settore. Pubblichiamo un articolo di Salvo Foti. 

    L'EVENTO

a_043.jpgDal 19 al 21 ottobre a Roccapalumba, in provincia di Palermo, la sagra degli "scuzzulati". Ecco la loro storia e il programma

È tempo di fichidindia

Tempo di fichidindia a Roccapalumba, nell'hinterland palermitano. La kermesse andrà avanti per tre giorni da venerdì 19 ottobre a domenica 21. La parata delle majorettes, i balli, gli spettacoli faranno da sfondo alla festa pagana più attesa dell’anno.

    VIVERE DIVINO

Manfredi e Francesco Guccione applicano i princìpi dell’agricoltura biodinamica. “Ci ha fatto tornare il vero amore per la campagna, e un approccio filosofico e spirituale con la natura”. È loro l’unico Trebbiano Igt siciliano

La luna nel bicchiere

Contrada Cersa a Monreale è il luogo dove la luna entra nel bicchiere, dove i fratelli Guccione danno vita alle loro sei etichette, tutte frutto delle vigne trattate secondo i princìpi dell’agricoltura biodinamica. La biodinamica è l’idea di Rudolf Steiner, filosofo, ricercatore e fondatore dell’antroposofia, che rispose così, negli anni Venti del secolo scorso, ai problemi emergenti dall’agricoltura chimica che allora muoveva i primi passi.


E a Bologna ci sono i piatti di Charlot

Chi non ricorda il povero Charlot, sempre affamato, mangiare suole e lacci degli scarponi ne “La febbre dell'oro”? Gli originali piatti del più affamato tra i comici del cinema verranno riproposti a Bologna, nell'ambito della manifestazione Chapliniana, che dal giugno scorso celebra il trentennale della scomparsa di Charlie Chaplin con film, concerti, mostre, incontri. L'iniziativa “Il cibo di Charlot”, promossa dalla Cineteca di Bologna e dal Consorzio Università-Città con la
collaborazione dell’associazione “La cultura del cibo”, coinvolge 34 ristoranti in città e provincia che per tutto il mese di ottobre proporranno un piatto “chapliniano”.
Si potranno gustare per esempio i “legacci per scarponi in salsa di cipolla e guanciale” (da “La febbre dell'oro”); oppure stelle filanti con coriandoli di funghi porcini e cascata di erbe profumate (da “Luci della città”); o hot dog alla bolognese (da “Il circo”). Due famose pasticcerie del centro allestiranno le loro vetrine con scarponi ricoperti di glassa, bombette al cioccolato e altre delizie ispirate ai film di Chaplin. Gli omaggi culinari culmineranno con la cena del 29 ottobre nella quale tre grandi chef italiani (Fulvio Pierangelini, Massimo Bottura e Davide Scabin) reinventeranno il rapporto tra Chaplin e il cibo (hotel Carlton, costo 150 euro, info 051/2194826).
Nel frattempo si potrà continuare a visitare la bella mostra “Chaplin e l'immagine” (prorogata fino al 18 novembre), allestita dalla Cineteca in Sala Borsa, a cura di Sam Stourdzè.
Tre settimane in più per curiosare tra 250 fotografie di scena e di set; vedere brani scelti dell'opera del grande comico attraverso 17 schermi e otto proiezioni; ammirare l'album Keyston, esposto per la prima volta, che ripercorre, attraverso fotogrammi e testo, la storia dei primi 35
cortometraggi del 1914. Per non parlare dei “filmini di famiglia inediti”. Info: 051/2194820 o
www.cinetecadibologna.it.


C.d.G.

    CIBO & CINEMA

Da Clint Eastwood a Massimo Troisi, passando per Russell Crowe e Marcello Mastroianni, centinaia di film si sono occupati del rapporto fra il buon mangiare e il grande schermo

Pellicole in tavola

La passione per il cinema e l’enogastronomia vanno spesso di pari passo: basta far scorrere il filo della memoria di ogni cinefilo per trovare scene, situazioni (e ricette...) che, direttamente o indirettamente, hanno a che fare con la sfera del gusto.

    LA CUCINA DEL FUTURO

Lo chef Gianfranco Vissani: “Dobbiamo riuscire a vendere la tradizione italiana che è l’unica cosa che vissanihp.jpgsappiamo e possiamo fare in questo Paese”. E poi lancia l’allarme: “Il prezzo del cibo è troppo alto, le famiglie monoreddito non ce la fanno più”

“L’unica strada
sono le trattorie”


Abbiamo voluto chiedere a Gianfranco Vissani il futuro delle tavole degli italiani, non solo perché è un grande chef, ma perché è importante ascoltare le molte voci e i molteplici punti di vista. Vissani è infatti, esponente di un certo tipo di ristorazione italiana, quella della tradizione, che si impegna oltremodo a portare sulle tavole dei suoi clienti come sugli schermi del televisore a milioni di italiani.

    LA CURIOSITÀ

Si chiama "Sasàmore" e sulle bottiglie ci sarà il volto sorridente di Sasà Salvaggio. "Così volgio dare un'immagine allegra della Sicilia"sasahp.jpg
Se sull'etichetta
spunta il comico

Diciamo la verità, questa ci mancava. Il comico sull'etichetta di una bottiglia per «vendere» allegria. Con la faccia della Sicilia, quella che ama ridere ma con ironia e autoironia. Il comico in questione e Sasà Salvaggio, stra-conosciuto in Sicilia (come non ricordare il suo grido di battaglia: «uaààà»), star di spettacoli televisivi e teatrali (è stato anche uno dei conduttori di Striscia la notizia di Antonio Ricci su Canale 5).

    L’INTERVISTA


Dal Semifreddo, il locale di Mosca inaugurato tre anni fa, lo chef siciliano racconta il suo futuro: “Aprirò altri graziano.jpgtre Mulinazzo a New York, Las Vegas e Caracas”. I russi a tavola: "Ho visto allungare con l'acqua un Sassicaia del '76"

Nino Graziano
sbarca in America

All’appuntamento al Ritz Carlton eravamo un po’ in ritardo e Nino aspettava già. Alla splendida galleria Tretiakov il tempo era volato via per colpa o, piuttosto dovremmo dire, grazie ad Andrej, medico disoccupato e nostra guida personale in lingua italiana nella pinacoteca.


E la birra “arricchita”

“Quella birra è transgenica”. L’allarme arriva da Greenpeace, che ha controllato alcuni campioni della Budweiser, un marchio che in Italia è commercializzato dall’Heineken: dopo avere analizzato il prodotto direttamente in distilleria, in Arkansas, i volontari dell’associazione ambientalista hanno denunciato di avere trovato in tre casi su quattro tracce del transgenico Bayer LL601, una delle varietà che l’anno scorso hanno contaminato le riserve di riso statunitense. L’associazione ambientalista, per questo motivo, ha chiesto ragione alla casa produttrice, osservando fra l’altro che il riso transgenico non è ammesso fuori dagli Stati Uniti.
Ma se la casa madre statunitense ha specificato che non sono presenti tracce di riso geneticamente modificato nella birra esportata fuori dagli Stati Uniti, l’Anheuser-Busch, l’azienda che produce la birra, ha replicato con durezza: “Tutti i nostri prodotti – specifica l’azienda statunitense – seguono una trafila che prevede i più alti standard di qualità”.


C.R.




In Italia ammessi solo mais e soia

 

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La “superpatata” fa litigare

 

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