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Pubblicato in Numero 30 del 11/10/2007 il 10 Ottobre 2007
di Emanuele Di Bella
    CIBO & CINEMA

Da Clint Eastwood a Massimo Troisi, passando per Russell Crowe e Marcello Mastroianni, centinaia di film si sono occupati del rapporto fra il buon mangiare e il grande schermo

Pellicole in tavola

La passione per il cinema e l’enogastronomia vanno spesso di pari passo: basta far scorrere il filo della memoria di ogni cinefilo per trovare scene, situazioni (e ricette...) che, direttamente o indirettamente, hanno a che fare con la sfera del gusto.
sideway.jpgIl successo mondiale di “Sideways”, storia semiseria di due amici alla ricerca di sé stessi e di un buon Pinot Nero tra le vigne della California, ha ravvivato l’interesse per le pellicole che si occupano di cibo e di vino.
Partiamo dalla situazione più rituale, più all'italiana che propone il sarcastico “Il pranzo della domenica” di Carlo Vanzina, dove la riunione conviviale tra parenti diviene anche momento per far emergere crudeltà represse nel microscosmo familiare. Bella commedia sentimentale tra i filari, invece, quella descritta nel gradevolissimo “Un’ottima annata” di Ridley Scott, con Russell Crowe, ex gladiatore, nei panni di un abile banchiere specializzato in transazioni finanziarie. La morte improvvisa del vecchio zio lo distrae dai guadagni a sette cifre e lo conduce in Provenza nei luoghi della sua infanzia. Tra le vigne della tenuta Max ritrova i sapori del suo passato, gli amici della fanciullezza e "rinasce" come vigneron, trovando anche l'amore.
“Cuori al verde” di Giuseppe Piccioni, racconta invece la storia di Stefano (Giulio Scarpati), in disperata crisi economica, che tenta il suicidio nel camioncino di Giulio (un divertente Gene Gnocchi), il quale, dopo averlo portato al pronto soccorso, viene convinto dal medico di turno ad ospitare Stefano a casa sua. Una volta arrivati a casa Giulio, per tirare su di morale Stefano, gli prepara, descrivendone meticolosamente la preparazione, una frittata con le zucchine. Più raffinata ma sempre a base di uova l'omelette alle erbette che è il piatto preferito del dolente e meraviglioso Marcello Mastroianni di “Sostiene Pereira”. locandina.jpgE chi non ricorda le lumache alla Grand-Mére in “Pretty Woman” con Julia Roberts? È una delle scene più simpatiche del film: quella in cui durante una cena di lavoro ,in un ristorante estremamente chic, la bella Vivien è costretta a mangiare delle lumache, non senza difficoltà di ordine pratico. Infatti farà volare un guscio, provvidenzialmente preso al volo da un cameriere, creando, così, un certo imbarazzo nel serio uomo d'affari interpretato da Richard Gere.
Tragico, come in tutti i film di Peter Greenaway, l'approccio al vino del personaggio di Kracklite ne “Il ventre dell'architetto”. Per un Dioniso, infatti, il Bel Paese, patria di Bacco, può condurre al baratro. C’è tanto di comprensibile, e ancora di più di caustico, nel film di Greenaway, ma non è un caso che proprio a Roma Kracklite scopra questa magica essenza che si chiama “vino”, al cui potere inebriante non è preparato e che tanto caro costeranno al suo ventre e alla sua salute mentale. Non terrorizzatevi, non è così per tutti! Ambientato tutto in cucina, invece, “Ricette d’Amore” (Drei Sterne) di Sandra Nettlebeck, dove la vita di Martha, chef di successo impegnata nella creazione di ricette perfette, è sconvolta quando deve prendersi cura all'improvviso della nipotina Lina, che per ironia della sorte ha deciso di non mangiare più… Martha tenta invano di rintracciare il padre di Lina, un italiano che forse non sa neanche di avere una figlia, mentre cerca di farsi accettare dalla piccola che non vuole più mangiare. Intanto la padrona del 'Lido' assume Mario, uno chef proprio italiano che in breve tempo riesce a farsi amare da tutti, anche da Lina, che con lui riprende a mangiare.amelie.jpg
E che dolcezza ci infonde Audrey Tautou, che ne “Il favoloso mondo di Amélie” di Jean-Pierre Jeunet, confessa di provare un gusto speciale nei piccoli piaceri della vita quotidiana come mangiare i lamponi infilati nelle dita di una mano o rompere con il cucchiaio la crosta della créme brulée. Chissà perché, poi, nell’immaginario di chi scrive è rimasto il Terence Hill di “Lo chiamavano Trinità”: che gusto vederlo divorare direttamente dalla padella una enorme porzione di fagioli. Come semplice e indimenticabile è il minestrone all’italiana preparato da Francesca (Meryl Streep), casalinga delusa dalla vita, per il fascinoso (e rigorosamente vegetariano) fotografo interpretato da Clint Eastwood ne “I ponti di Madison County”
Chiudiamo, invitando chi legge a segnalare altre ricette cinematografiche, ricordando l'ultimo, malinconico Massimo Troisi de “Il Postino” e i suoi Spaghetti alla Mario Ruoppolo, soave matrimonio fra la pasta nazionale, i pomodori e i carciofi.
E ricordiamo che andare al cinema fa bene e fa venire appetito.


Daniele Meledandri

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