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Pubblicato in Numero 187 del 14/10/2010 il 16 Ottobre 2010
di Redazione

PRODOTTI

L’accordo tra la Sicilia e l’Ice, la partecipazione alle fiere, la tutela dell’ambiente. Con un auspicio: il ritorno delle tonnare fisse

La pesca
fa sistema

Le imprese ittiche siciliane sfidano la crisi puntando all'estero e all'aggregazione. In questo senso si sono mossi diversi progetti del dipartimento regionale Pesca, diretto fino a qualche settimana fa da Gianmaria Sparma (nella foto), appena nominato assessore regionale al Territorio nel quarto governo Lombardo.

Sul fronte dell'internazionalizzazione, per esempio, è stato recentemente sottoscritto un protocollo d'intesa con l'Istituto al commercio estero (Ice) che da qualche anno ha dei moduli specifici per la pesca. «Abbiamo anche individuato fiere di settore molto specializzate che sono dei punti di riferimenti per la pesca nel mondo - ha spiegato Sparma - Partecipando ad eventi come quelli di Boston o di Bruxelles i nostri imprenditori hanno potuto stringere importanti rapporti, facendo conoscere la nostra qualità all'estero. Stando ai primi rapporti dell'Ice, le aziende siciliane hanno stipulato grossi contratti. Quindi, sulla base di questi dati, possiamo dire che i risultati sono stati ottimi».
Un altro grande problema del comparto è la mancata aggregazione tra aziende che potrebbe consentire di chiudere tutta la filiera con notevoli risparmi per i produttori. «Le marinerie - ha proseguito - si sono rese conto che uno dei fattori per battere la crisi è mettere in sistema le aziende. A questo proposito, abbiamo avviato un progetto pilota come l'Op (Organizzazione produttori) di Trapani in collaborazione con il Rina (Registro navale italiano). Il pescato dell'Op di Trapani sarà certificato dal Rina e avrà una tracciabilità ecocompatibile che è sinonimo di qualità nel rispetto dell'ambiente. In questo modo abbiamo raggruppato in un'unica organizzazione un centinaio di pescherecci».
Altro «sogno nel cassetto» del dipartimento è la rinascita delle tonnare fisse. «Prima ce n'erano tantissime, come quelle di Bonagia, Favignana, Porto Palo - ha proseguito il dirigente - È compito della Regione stimolare le imprese affinchè tornino le tonnare fisse che permettono una pesca più selettiva».
Sul fronte delle regole comunitarie, il dipartimento si sta impegnando per presentare all'Unione europea uno studio, con la collaborazione del Cnr e dell'Ispe, sulla pesca di calamaretti, cappuccetto e cicirello, le specie, cioè, quelle che non si possono più catturare con le maglie da 40 mm. «Possiamo dimostrare che - ha spiegato - non si fa nessun danno all'ambiente perchè queste specie sono già adulte quando vengono pescate. Speriamo che, anche grazie all'impegno dell'eurodeputato Antonello Antinoro, si possa mettere un addendum al regolamento che ne consenta la pesca in determinati periodi dell'anno». Un'altra battaglia sarà «combattuta» per il pesce spada, il cui divieto di pesca è attivo dal 1 ottobre al 30 novembre. «È un'attività importantissima per le marinerie siciliane - ha detto Sparma - Oggi si parte con un blocco, ma si arriverà alle quote come con il tonno rosso. invito quindi i pescatori a far emergere le loro attività e a seguire con attenzione questa vicenda».


 


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