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LA NOVITA'

Un marchio d'area per il rosso siciliano più diffuso. L'idea nasce da un gruppo di produttori agrigentini e nisseni

Nero d'Avola, nasce
un "consorzio"


da sinistra Carmelo Bonetta, Giovanni Greco e Francesco Cucurullo

Il debutto ufficiale è avvenuto pochi giorni fa nell'ambito del Salone del Gusto di Torino. Una degustazione dei Nero d'Avola prodotti nella Sicilia centro meridionale, dove si concentra una buona parte delle coltivazione di questa varietà di uva, un po' simbolo vitivinicolo dell'Isola.

A lanciare l'idea alcuni produttori, tra cui Giovanni Greco della cantina Viticultori associati di Canicattì, Francesco Cucurullo della Masseria del Feudo di Grottarossa di Caltanissetta, Salvatore Lombardo di San Cataldo, Vito Bagliesi di Naro, Carmelo Bonetta di Baglio del Cristo di Campobello di Licata ed altri ancora. "L'idea che portano avanti queste cantine - dice Gianni Giardina che per conto dell'Istituto vite e vino ha presentato l'iniziativa a Torino assieme a Giovanni Greco  - è quella di aggregarsi attorno a un territorio e creare un marchio d'area che renda identificabile il Nero d'Avola dal punto di vista organolettico". Dice Greco: "Non vogliamo dire che il migliore Nero d'Avola sia il nostro, ma piuttosto rendere più riconoscibili i nostri rossi. Ricorreremo a tutte le iniziative possibili per portare questo marchio sulle bottiglie. Pensiamo che sia anche un modo per aiutare la commercializzazione di questi vini". L'Istituto regionale della Vite e del vino è al fianco di quest'iniziativa perché cammina sul solco già tracciato all'ultimo Vinitaly dei tanti territori enologici di cui è formata la Sicilia. In cantiere nei prossimi giorni una riunione operativa per definire il territorio e una sorta di disciplinare di produzione che dovrà essere rispettato dai soci che faranno parte di questa associazione volontaria. Meglio tardi che mai.

Agata Polizzi

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