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Pubblicato in Numero 28 del 27/09/2007 il 26 Settembre 2007
di Emanuele Di Bella
    LA CUCINA DEL FUTURO

bonillihp.jpgStefano Bonilli, , direttore ed editore del Gambero Rosso, dice la sua: “Alla gente piace l’innovazione, ma al di fuori di ciò a Bologna si faranno sempre tortellini e si farà sempre cous cous in Sicilia”

“La tradizione
alla fine vincerà”


Abbiamo chiesto direttamente all’autorevolezza di Stefano Bonilli, direttore ed editore del Gambero Rosso, quali saranno le caratteristiche della cucina italiana nell’immediato futuro. “In Italia la farà sempre da padrona la tradizione, perché è da essa che nasce tutto.
Può esserci un’evoluzione nelle preparazioni e negli strumenti, invece, elemento che non stanca il cliente. Ma al di fuori di ciò a Bologna si faranno sempre tortellini e si farà sempre cous cous in Sicilia”.
E circa la Sicilia, qual è la situazione attuale e quale sarà il futuro?
“Per quando riguarda la Sicilia, c’è una zona più sviluppata, quella orientale, che propone già adesso eccellenze gastronomiche sia nelle materie prime che nella ristorazione d’eccellenza, come Corrado Assenza per la pasticceria e Pino Cuttaia, chef de La Madia. L’altra metà della Sicilia. invece, segue l’onda della prima ed eccelle nelle materie prime anche se ciò che manca è la passione e il coraggio dei cuochi di mettersi in discussione nella propria regione, facendola eccellere anche nell’alta ristorazione. Pino Cuttaia ne è un ottimo esempio, ha contrastato le difficoltà iniziali con il suo talento e bisogna comunque aspettare, il tempo non sarà tiranno in questo”.
Qual è, invece, il futuro della gastronomia mondiale?
“È un futuro in cui non sarà difficile spostarsi per andare a mangiare a cena in un’altra nazione, per poi ritornare a casa. Con i crescenti voli low cost sarà tutto più semplice. Inoltre, sono favorevole ad una contaminazione ben pensata e studiata delle cucine, pur mantenendo gli aspetti della diversità ben saldi”.



L.D.T.

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