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Pubblicato in Numero 184 del 23/09/2010 il 25 Settembre 2010
di Redazione

L'EXPORT

Accordo tra Providi e Irvv. Dal Canada alla Corea, dalla Svizzera alla Cina, ecco dove saranno mirate le iniziative per vendere il vino

Promozione
Paesi terzi,
la Sicilia ha scelto

Canada, Usa, Russia, Svizzera,  Cina, Giappone e Corea.  Sono questi i Paesi dove ‘sbarcherà’ il vino made in Sicily. Un progetto di promozione e comunicazione dei vini siciliani, che partirà con l’inizio del nuovo anno, frutto dell’accordo tra l’associazione Pro.vi.di (l’associazione che ragguppa ben 42 cantine e produttori grappa dell’Isola che ha esordito all’ultimo Vinitaly) e l’Istituto Regionale della Vite e del Vino.

A quest’ultimo il ruolo di soggetto attuatore, alla Pro.vi.di il compito di individuare mercati ed obiettivi. “Lo sviluppo delle attività di internazionalizzazione delle imprese vitivinicole siciliane – spiega Dario Cartabellotta, direttore generale dell’Irvv - appare come una scelta indispensabile al fine di garantire competitività al sistema enologico della Sicilia negli anni futuri”. I fondi a disposizione: un milione e 200 mila euro all’anno per tre anni. A questa cifra, che è erogata dall’Unione europea, va unito un 30 per cento che dovrà essere speso dalle aziende.
Trentasei mesi è la durata del progetto che comprenderà azioni di promozione, fiere ed esposizioni, degustazioni, incontri con gli esperti del settore. Così in Canada, ad esempio, è prevista la manifestazione itinerante che ha conquistato un ruolo di primaria importanza nel panorama delle iniziative promozionali enologiche e che si conferma oggi uno degli appuntamenti più attesi dagli operatori canadesi di settore.  Manifestazione che si propone l'obiettivo di sostenere la produzione enologica italiana in Québec e Ontario e nel contempo di ampliare l'offerta e la presenza di vino italiano in British Columbia, Alberta e Manitoba.  Negli altri Paesi spazio al ‘Vinitaly Tour’ dove ogni incontro organizzato del Vinitaly sarà preceduto da una presentazione ai terroir di Sicilia curata da un giornalista esperto del settore.  E’ il momento dunque di aumentare le opportunità di avvicinamento tra domanda internazionale ed offerta enologica siciliana. “La nostra regione è quella che ha sfruttato meno le opportunità sui mercati internazionali. – commenta il direttore dell’Irvv - Anche a livello nazionale, a fronte di una quota export che raggiunge il trenta per cento nelle principali aree viticole nazionali, la Sicilia è ben al di sotto del dieci per cento”. Comunicare e promuovere ma con azioni “che siano modulate – prosegue Cartabellotta - in relazione alle diverse tipologie delle imprese vitivinicole siciliane, alla loro capacità di intercettare determinati canali distributivi”. Del resto attualmente il vino “è il prodotto agroalimentare maggiormente coinvolto nei flussi degli scambi commerciali internazionali e, pertanto, la redditività delle imprese enologiche passa in gran parte dalla loro capacità di aumentare le vendite sui mercati internazionali. Senza dimenticare – conclude Cartabellotta - che da circa un decennio è in atto una inesorabile contrazione dei consumi nei Paesi tradizionalmente produttori, ovvero Italia, Francia e Spagna,  e un aumento, invece, degli stessi in altri mercati, Usa, Nord Europa ed Asia soprattutto”.

Sandra Pizzurro


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