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Pubblicato in Qui Milano il 25 Maggio 2011
di Redazione

Il giornalista americano in visita in Lombardia per un reportage sul cibo del capoluogo. Ne parla Mauro Remondino nel testo tratto dal suo blog http://myslowburninglife.blogspot.com/

In questi giorni è a Milano, il giornalista americano Mark Schatzker. Sta preparando un reportage sul cibo a Milano per conto di Condé Nast Traveler.

Ci siamo incontrati al Principe per un caffè e qualche parola in libertà su come va nei ristoranti milanesi. Mark è molto attento alla tradizione. La tavola milanese non è soltanto riso, cotoletta, cassoeula, rustin negà. Gli ho raccontato le mie impressioni sui passi di una cucina che sta lentamente lasciando il posto all'innovazione e alla creatività, quando va bene. Milano vanta luoghi di ottimo cibo, bisogna scoprirli. Per un americano che arriva come un meteorite non è semplice. I luoghi comuni di come ci vedono all'estero sono innumerevoli e a sentire lui la nostra immagine corre lungo i binari del fashion e poche altre cose. Spero di avergli dato buoni suggerimenti. Lo leggerò. Mi ha lasciato il suo libro "Steak" un viaggio intorno al mondo alla ricerca della carne perduta. Questo award-winning food and travel writer racconta la sua odissea in modo fluido e puntuale. C'è spazio per il Chianti, la Chianina, l'Antica macelleria Falorni, la bistecca maremmana, la panzanella e la pappa al pomodoro, la razza piemontese, marchigiana, romagnola, podolica. C'è posto anche per umami. Un racconto da viaggiatore curioso come deve essere. Mark che ha 37 anni  è nato a Toronto. Nel suo viaggio ha eletto quella scozzese la migliore steak del mondo. "Intendo il filetto, un taglio che cuoce velocemente e che per essere gustoso richiede alimentazione ad erba per l'animale e non altri modi".  Pochissimi contatti con chef italiani e un magnifico incontro con la famiglia Fariello, il loro agriturismo ad Ascea Marina lungo la costa salernitana e le ricette "rustiche" di "Tilde".


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