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Pubblicato in Qui Slow Food il 09 Maggio 2013
di Redazione

La fragolina di Ribera e Sciacca merita un’attenzione particolare tra i Presidi Slow Food per numerosi motivi, ma prima di tutto è un frutto molto delicato, difficile da produrre e purtroppo anche costoso.

Le fragoline si trovano sui mercati quasi tutto l’anno. In genere sono prodotte in serra a costi minimi e, anche se le qualità organolettiche sono molto diverse da quelle originali, vengono usate per guarnire dolci, o lavorate per i gelati e per le conserve. E’ un KO per i nostri sensi, mentre sul fronte della spesa dopo alcuni passaggi il prezzo raggiunge una quota simile a quello del prodotto migliore.
 
Alla vista, la fragolina di Ribera e Sciacca ha un colore molto intenso e un profumo inebriante, diverso dalle altre coltivate in serra che solitamente hanno colore rosso chiaro, la forma a punta, profumi poco netti e, in effetti, una durevolezza maggiore. Infatti, tra gli aspetti negativi della prima, questa deperisce molto velocemente, tanto da dover essere consumata entro 24/48 ore dalla raccolta, deve essere conservata al fresco in appositi cestini (una volta di vimini) ricoperti dalle foglie, e non in frigorifero perché se ne alterano i profumi.
 
I ritmi della coltivazione sono quelli di sempre. I (pochi) contadini che ancora si dedicano a questa coltivazione raccolgono il prezioso frutto delle piantine all’alba o dopo il tramonto proprio per rispettarne al massimo il frutto delicato. E’ di grande suggestione notare il sentiero creato per la coltivazione: è una traccia sul terreno appena percepibile, segnata dallo stesso passo dell’uomo, per arrivare nel mezzo al campo (solo apparentemente omogeneo) e senza calpestare nemmeno una delle preziose piantine.
 
Dietro l’istituzione del Presidio ci sono profumi e sapori che si stanno perdendo, c’è rispetto per la natura, oltre lo sforzo di dare valore al lavoro dei contadini.  Il disciplinare prevede la commercializzazione in forma fresca, oppure sotto forma di confettura necessariamente senza aggiunta di pectina.
 
Tutte le informazioni e la storia del presidio sono disponibili sul sito a questa pagina.
 
Mario Indovina
Fiduciario Slow Food
Condotta di Palermo


 


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