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Pubblicato in Vinitaly 2010
di Redazione

Ore 18.37

La cantina siciliana è azienda pilota in un programma che prevede un maggior rispetto dell’ambiente nell’attività imprenditoriale. Previsto anche un marchio

Ecosostenibilità in Tasca

Tasca sempre più ecosostenibile. L’azienda siciliana, infatti, diventa la capofila di un programma messo a punto da alcuni ricercatori dell’università Cattolica del Sacro Cuore. Il progetto ha l’obiettivo di avvicinare le aziende agricole sempre più al tema della sostenibilità ambientale.


“Vogliamo – commenta Ettore Capri, docente di valutazione del rischio alimentare ed ecotossicologico al’università Cattolica e responsabile del programma - che si colga l’importanza dell’attività imprenditoriale, che non è legata solo all’ambito economico, ma anche ecologico, sociale ed etico”. E quasi per caso è nato questo rapporto con Tasca, che sarà azienda pilota del programma. Il frutto dell’operazione è un marchio “Sos Tain” che “l’azienda sostenibile” che aderisce al programma può anche incollare sulle proprie bottiglie. “Ma – precisa il professore Capri – bisogna considerare che il raggiungimento della sostenibilità implica un processo lento”. Entro due mesi nascerà un’associazione che dovrebbe prendere la denominazione “aziende vitivinicole ecosostenibili”. Chi ne farà parte, e Capri ovviamente punta a creare una rete ampia di aziende, dovrà firmare una dichiarazione di consapevolezza. “A quel punto comincia un percorso – aggiunge il docente – che prevede un’autovalutazione per intercettare le zone grigie, ovvero le attività aziendali poco sostenibili, e identificare quali sono le priorità da affrontare per raggiungere l’obiettivo”. L’imprenditore poi è libero di agire come crede, scegliendo per esempio propri consulenti. Se dopo questo processo l’azienda raggiunge i livelli minimi di sostenibilità, può utilizzare il marchio. Se non li raggiunge ancora, allora ne potrà impiegare una versione in bianco e nero. “Quel che va compreso – dice ancora Capri – è che non si tratta di un sistema di marketing, ma di un modo per mettere in evidenza anche il lato ecologico, sociale ed etico dell’attività imprenditoriale e accogliere le direttive dell’Unione europea in materia di sostenibilità. Sono obblighi che in futuro saranno sempre più vincolanti”.

G.L.M.


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