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Ore 17.51

Presentato il progetto sperimentale della cantina Viticultori Associati. I luoghi di Pirandello punto di partenza dell’enologia moderna siciliana

Il vino va in miniera

Taccia dei Caci, la miniera di Ciaula guarda la luna, diventa culla per il vino. È il progetto in via sperimentale presentato dalla cantina viticultori Associati di Canicattì, neo medaglia d’oro del Vinitaly. Si tratta di affinamento nel sottosuolo e partirà ad ottobre. Per anni gestita dalla famiglia di Luigi Pirandello, la miniera si trova all’interno del parco minerario del comune di Aragona e ad ottobre accoglierà nelle sue gallerie le prime bottiglie.


“Con questo programma – spiega Giovanni Greco, Presidente della Cantina Viticoltori Associati – vogliamo fondere un pezzo di storia della Sicilia con un visione moderna di enologia e turismo. Il vino in miniera infatti segna, idealmente, il riscatto di quest’ambiente estremo, che da luogo tetro può trasformarsi in un ambiente ideale per l’affinamento dei nostri vini”. Infatti le condizioni termiche e di umidità adatte e favorevoli per l’affinamento. Dietro al progetto c’è la consulenza di Antonio Guzzo: “Nei vini che otterremmo potremo esprimere la massima qualità con la cultura del territorio”. Ad ottobre il progetto potrà partire. “Già è iniziata la preparazione del sito con la collaborazione del comune, attendiamo solo le autorizzazioni”, dice Greco. Si apre un nuovo capitolo per le cantine sociali che si confermano alla pari dei grandi nomi del vino. “Le cantine sociali non fanno più vino di massa. Un preconcetto del passato. Adesso le cantine sociali fanno qualità”, afferma con orgoglio il presidente. Il progetto suggellerebbe una nuova consapevolezza dell’enologia siciliana, come sostiene Fabio Granata. “Abbiamo unito l’innovazione alla tradizione in una forma identitaria aperta alla grande enologia nazionale”.

Manuela Laiacona

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