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Pubblicato in Taormina Gourmet 2019 il 28 Ottobre2019


(Stefano Mazzone - ph Vincenzo Ganci)

di Michele Ferraro

Stefano Mazzone, chef del Grand Hotel Quisisana di Capri, porta al Taormina Gourmet una rivisitazione del peperone arrosto che nasce dai ricordi di gioventù quando, durante i lunghi soggiorni estivi in Sicilia, la brace con sopra i peperoni rappresentava già un momento di festa. 

Stefano Mazzone per la sua versione di “pipi arrustuti” utilizza tutte le parti del prodotto, anche quelle meno nobili e considerate spesso alla stregua di uno scarto, come ad esempio l’acqua di vegetazione che, filtrata e gelatinata, diventa la base del piatto, proposto con aglio fritto, capperi, acciughe, olive nocellara del belice “cunsate”, prezzemolo, basilico ed un disco di mollica di pane raffermo insaporito con olio d’oliva.


(ph Vincenzo Ganci)

Il piatto, che rappresenta un’esaltazione degli ingredienti “poveri” della dieta mediterranea ribalta il concetto di valore: “I prodotti poveri, come il peperone o l’acciuga non valgono certo meno del caviale, basta intendersi sul concetto di valore, a cosa diamo importanza. Se parliamo di sapore, questi prodotti non hanno nulla da invidiare ad altri molto più costosi”, afferma Stefano Mazzone.


(ph Vincenzo Ganci)

Ad accompagnare il piatto dello chef del Quisisana Carmelo Bonetta, patron dell’azienda vitivinicola agrigentina Baglio del Cristo di Campobello, ha scelto un’Adenzia del 2016, blend di nero d’avola e syrah. Un abbinamento davvero indovinato che oltre ad esaltare le note del peperone riesce a rinfrescare e ripulire il palato dopo l’assaggio di un piatto di grande carattere come questo. Il talk è stato condotto da Stefania Petrotta.

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