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Tendenze

“In Russia nell’alta ristorazione si beve sempre più italiano”

07 Giugno 2012


Maksim Agashkov, Olga Barabnchikova, Nikita Kungurstev, Irina Agashkova,
Alberto Buratto, Baruzdin Alexander, Alexey Nesterov 

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Uno importatore della Luding, società di importazione tra le più importanti della Russia, e una delegazione di sommelier che lavorano presso i ristoranti di lusso di Mosca (il Prichal, il Mechta, il Vodniy, il Peperoni) per la prima volta sbarcano in Sicilia.

Ospiti di un viaggio studio organizzato dalla cantina di Santa Cristina Gela, Baglio di Pianetto, unica siciliana entrata a far parte del portfolio del gruppo russo che conta 200 aziende in tutto il mondo e 80 italiane il cui fatturato che si aggira sui 740 milioni di dollari all’anno.

Sono venuti a scoprire di persona l’Isola che sta crescendo nell’export verso il maggiore mercato dell’area Bric e che ha potenzialità altissime di penetrare nella nicchia luxury del vino. Ad averli condotti in veste di cicerone è stato l’amministratore delegato di Baglio di Pianetto, Alberto Buratto. “Per far capire loro cosa rappresenta il nostro vino dovevo presentare il luogo in cui nasce, non solo portandoli tra i vigneti dell’azienda e in cantina ma mostrando la Sicilia nella sua complessità naturalistica, culturale e gastronomica”, ha spiegato Buratto. Li abbiamo incontrati tra una tappa e l’altra del viaggio che dall’Etna li sta portando verso Trapani e che per un giorno, nella cantina di Baglio di Pianetto li ha visti cimentarsi nell’imbottigliamento.

Un primo commento, a caldo, su questa esperienza pionieristica si concentra in una sola parola: “Deliziosa”. Chi l’ha pronunciata è stato proprio il manager della Luding  Alexey Nesterov, che si è dichiarato sorpreso per ciò che offre e caratterizza la Sicilia. “Ha un patrimonio naturalistico unico per varietà. Il clima, le architetture e i paesaggi sono una cornice incredibile. Per non parlare dell’ospitalità della gente. Non la immaginavo così”. Sorpreso anche dal livello qualitativo raggiunto dalla produzione siciliana. “Ho visto tante aziende ma ciò che mi ha colpito di Baglio di Pianetto è l’idea che sta dietro al progetto della cantina. Proiettata al futuro, in un’ottica di costante  studio e miglioramento che guarda alle prossime generazioni con una pianificazione ben precisa di salvaguardia del territorio. Parametri fondamentali cui guardiamo con attenzione”. E che hanno convinto la Luding ad inserire i loro vini nella lista.

Alla domanda se i vini siciliani hanno forza commerciale e dove essa risieda Nesterov non esita a rispondere che l’asso nella manica è il rapporto qualità/prezzo. “In Sicilia si è arrivati al punto che si può proporre vini di alta qualità con prezzi accessibili. Rispetto al Piemonte e alla Toscana la politica del prezzo è più che democratica. C’è ampio spazio per i vini dell’Isola”. Questa la carta che potrà fare vincere la Sicilia nel mercato russo “ma nel futuro”, precisa l’importatore. “La Sicilia è un territorio del vino non ancora conosciuto e quindi poco apprezzato – spiega -. Bisogna prima di tutto promuoverla. Penso che ha grandi prospettive”. Delle tipologie assaggiate hanno trovato interessanti e “spiazzanti” i bianchi. “Durante una delle nostre cene li ho voluti sottoporre ad un gioco – racconta Alberto Buratto – ad una degustazione alla cieca di tre bianchi. Uno era il Ginolfo gli altri uno Chablis e un Friulano. Hanno decretato il più elegante il nostro Viogner. Non volevano credere quando abbiamo mostrato l’etichetta e l’hanno voluto riassaggiare”.

 Il canale del vino se in Russia si starebbe allargando rimarrebbe però campo esclusivo per i beni di lusso. Come ci confermano i sommelier. Nella carta dei vini il prezzo minimo di un’etichetta varierebbe dai 70 ai 1200 euro e in media la cifra spesa in vino per un pasto normale è sui 150 euro. A tavola poi è il vino Italiano ad essere richiesto. “Se qualche anno fa si voleva bere solo francese, adesso il 60% delle bottiglie chieste ai tavoli vengono dal vostro Paese. Per fare un esempio, la maggioranza delle etichette ordinate provengono dalla Toscana e non da Bordeaux. E poi piacciono soprattutto i monovarietali”, dice Alexander Baruzdin del ristorante Chaika di Mosca. I gusti dei consumatori poi sono cambiati. “Si preferiscono vini di facile beva e non complicati o impegnativi – aggiunge -, inoltre si sta imparando a bere secondo l’abbinamento con il piatto”. E poi sfata il mito, il primato dei super alcolici: “In Russia il vino si beve più della vodka e di altri super alcolici”, almeno nell’ambito dell’alta ristorazione. 

C.d.G.