Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Vini e territori

Baglio di Pianetto festeggia 20 anni: una cena speciale per il press tour Sicilia dei Fenici

05 Febbraio 2017
baglio_di_pianetto_2 baglio_di_pianetto_2


(La visita in cantina con Renato de Bartoli)

di Francesca Landolina

Il nostro viaggio durante il press tour “Sicilia dei Fenici” ci porta a Santa Cristina Gela, in provincia di Palermo, a Baglio di Pianetto, il sogno siciliano del Conte Paolo Marzotto che proprio quest'anno compie venti anni. Il vento si fa sentire e sferza forte a 650 metri di altezza. Ad accoglierci è Renato de Bartoli, che da circa sei mesi è alla guida dell’azienda vitivinicola.

Sono le cinque del pomeriggio e abbiamo il tempo per visitare la cantina e ascoltarne la storia. L’azienda nasce nel 1997 dalla volontà del Conte Paolo, dall’amore della terra e dei suoi frutti e diventa realtà grazie a scelte coraggiose e innovative nel rispetto del territorio. Coltiva 88 ettari a Santa Cristina Gela nella Doc Monreale, 61 dei quali in produzione, 5 in fase di reimpianto e 3 ad uliveto. I vitigni sono Insolia, Catarratto, Grillo, Viognier, Merlot, Petit Verdot e Cabernet Sauvignon. Autoctoni ed internazionali, perché la passione vinicola del fondatore è stata e rimane quella di creare vini che esaltino l’unicità del territorio siciliano attraverso il savoir faire dei grandi chateaux francesi.


(Renato de Bartoli racconta l'azienda e il Timeo, Grillo in purezza della cantina)

Un’operazione quest’ultima, ben percepibile degustando i vini, a partire da quel primo bianco prodotto, il Ficiligno, blend di Viogner e Insolia, che prende il nome dalla composizione del terreno. Ce ne parla Renato de Bartoli, mentre visitiamo la cantina, concepita su 4 livelli per permettere all'uva di seguire un percorso naturale dal suo ingresso al piano più alto fino alla barricaia sottoterra.


(L'antipasto)

La visita è interessante, ma il vino è piacere e si ha modo di degustarlo nel corso di una cena conviviale che ci permette di assistere all’abile trasformazione di materie prime eccellenti, come la carne, ad opera del macellaio palermitano Emanuele Cottone, e la ricotta della zona, che diventa la farcia deliziosa dei cannoli del Caffè del Corso di Santa Cristina Gela che il signor Biscari riempie a vista a fine cena. In cucina c'è lo chef Andrea Pandolfini. Ma facciamo un passo indietro. Eravamo rimasti al giro in cantina. Baglio di Pianetto è molto altro: un luminoso agrirelais che ci accoglie tra le sue mura, in sale arredate con stile ed eleganza . Ed è all’interno di una di queste sale, dal tetto a volta a crociera che ceniamo, in un clima conviviale e rilassante.  


(I vini degustati)

Si comincia da un aperitivo con l’anteprima di Timeo 2016, ultimo nato nella cantina di Santa Cristina Gela. Un Grillo in purezza che forse rappresenta la nuova filosofia del vino di Sicilia. Un bianco che tra quelle colline dal clima un po' continentale riesce a tirar fuori il meglio di sé. Svolta dunque verso gli autoctoni? “Non proprio – dice Renato De Bartoli. I nostri internazionali qui coltivati hanno regalato eleganza e carattere distintivo ai vini. Non seguiamo le mode e il nostro è un percorso verso una maturità aziendale, che rimane ancorata nella sua tradizione, senza la quale non ci potrebbe essere innovazione”.


(Emanuele Cottone)

Il Timeo 2016 da così il via ad un aperitivo conviviale a base di capocollo e guanciale, provola delle Madonie dell'azienda Barreca e ricotta fresca. La cena ha inizio, non prima di aver assistito ad una vera esibizione artigianale: Emanuele Cottone prepara davanti ai commensali una tartare di manzo. Si rimane incantati dalla gestualità e dalla velocità dei suoi movimenti. “Il taglio al coltello permette alla carne di conservare le sue caratteristiche, il grasso si amalgama e i profumi si esaltano”, spiega il macellaio con l’entusiasmo che lo contraddistingue. Siamo davanti a veri artigiani del cibo e del vino. La tartare è deliziosa in abbinamento a Shymer 2013, un blend di Syrah e Merlot. Si introduce così il sapore di un vino con uve coltivate in parte in Val di Noto, in Tenuta Baroni, a Pachino. Qui, zona sempre votata all’agricoltura e in particolar modo alla coltivazione dei rossi, Baglio di Pianetto coltiva Nero d’Avola, Frappato, Syrah e Moscato di Noto in 70 ettari dei quali 39 in produzione  e 3 ad uliveto.


(A tavola per la cena)

Proseguiamo la cena con due primi, paccheri con ragù di agnello guarnito di scorza di arancia e vellutata di lenticchie di Ustica, in abbinamento a Ramione 2013, anch’esso blend di Syrah e Merlot, primo rosso prodotto a Pianetto, un vino corposo e armonico che rende omaggio al primo proprietario della tenuta. Tra un piatto e un altro ci si alza dalla tavola per assistere alla preparazione della salsiccia di suino nero dei Nebrodi tagliata al coltello, poi cotta e servita su un letto di cavolicelli selvatici, raccolti la mattina tra le campagne intorno al baglio. In abbinamento il Cembali 2011. Un vino che ci porta in piena Val di Noto, davanti ad un sensuale ed elegante Nero d’Avola.


(Sergio Biscari)

Dulcis in fundo, la cena si chiude con i cannoli di Santa Cristina Gela riempiti a vista dal pasticcere Sergio Biscari. Sono un dolce tipico della zona caratterizzati dalla scorza croccante e bruna e dalla consistenza fine della ricotta, lievemente zuccherata così da assaporarne sapori e profumi. Sul dolce si abbina Ra’is Essenza 2012, moscato di Noto, coltivato in località Baroni a Pachino. La tappa a Baglio di Pianetto val bene un press tour…