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Vini e territori

Diritti di impianto. Cioloş annuncia la regolamentazione sul controllo del potenziale produttivo europeo

11 Settembre 2012
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Un passo avanti nella questione della liberalizzazione dei diritti di impianto che da mesi tiene in apprensione i Paesi produttori d'Europa, associazioni di categoria e piccoli produttori vedendoli assumere posizione contraria alla decisione della Commissione Europea, che ha previsto l'abolizione per il 2015 con probabile proroga al 2018.

Lo spiraglio viene annunciato dal  commissario europeo per l'agricoltura Dacian Ciolos che ha manifestato l'intenzione di voler introdurre una nuova regolamentazione sul controllo del potenziale di produzione di vino in Europa, dopo la fine dell'attuale sistema nel 2015, che si basa su diritti di autorizzazione di impianti di vigne.

La questione di come controllare la produzione è estremamente importante per l'Italia e gli altri Paesi produttori europei, in quanto la liberalizzazione degli impianti  e la conseguente creazione di nuove vigne, rischierebbe di mettere in ginocchio il settore in Europa. 

“Ormai abbiamo la certezza che sul fronte del controllo del potenziale produttivo di vino in Europa, dopo la fine del sistema attuale nel 2015, ci sarà; comunque un regime di controllo sulle superfici piantate a vigneti. Controllo in termini di non liberalizzazione”, ha detto all'Ansa il ministro per le politiche agricole e alimentari Mario Catania, durante i  lavori del Consiglio dei ministri dell'agricoltura dell'Ue che si concludono oggi a Nicosia, in privincia di Catania. 

“Siamo ancora in una fase molto tecnica – ha spiegato il ministro – ma la cosa importante è che siamo riusciti a portare in fondo un lavoro serio che ci porta a guardare con fiducia all'avvenire”.
 
Il prossimo 21 settembre, in occasione della riunione Ue ad alto livello per il settore vitivinicolo, il direttore generale per l'agricoltura della Commissione europea, Josè Silva Rodriguez, presenterà il quadro di intervento che si sta facendo strada per «una regolamentazione più efficace e più flessibile» della produzione di vino europea. 

C.d.G.