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Pubblicato in Vini e territori il 24 Novembre2017

Continua il racconto del nostro press tour dedicato alla scoperta di questo interessante vino e del consorzio, molto dinamico e attivo


(I produttori del Lessini Durello al gran completo)

di Federico Latteri, Verona

(continua...) Oggi fanno parte del consorzio 31 aziende e sono 473 gli ettari di vigneti coltivati a Durella. La produzione annua arriva a un milione di bottiglie di cui il 60 % è fatto con il Metodo Martinotti e il 40 % con il Metodo Classico. 

In questi giorni la Doc Lessini Durello compie 30 anni. E’ il momento giusto per fare il punto della situazione e tracciare eventuali strategie future. Durante Durello and Friends 2017 si è discusso molto su cosa è stato fatto in passato, sul percorso iniziato negli anni '70 dalle tre aziende storiche, Fongaro, Marcato e Cecchin e sullo stato attuale. Interessanti gli eventi che hanno permesso un confronto sia con altre realtà del mondo delle bollicine italiane che con lo Champagne, assoluto riferimento per i vini di questa tipologia. La tavola rotonda “Durello and Italian Friends” ha dato la possibilità di ascoltare le testimonianze e le idee di personaggi di rilievo provenienti da varie denominazioni importanti per la produzione di spumanti. Accanto ad Alberto Marchisio, presidente del Consorzio del Durello, c’erano Mattia Vezzola per il Franciacorta Docg, Enrico Paternoster per il Trento Doc e Franco Adami per il Valdobbiadene Prosecco Docg.

Identità, regole e scelte precise sono i punti fondamentali evidenziati durante il dibattito, tutti elementi indispensabili per la crescita e per il futuro di un progetto a lungo termine. Stimolante e ricca di spunti di riflessione la degustazione “Questione di Metodo o di terroir……Durello e Champagne a confronto” condotta da Andrea Gori, ambassadeur de Champagne e penna di Intravino con la collaborazione di Chiara Mattiello del Consorzio Tutela Vino Lessini Durello.

Protagonisti tre Champagne ottenuti da Chardonnay in purezza, provenienti da tre diverse aree, la Cote des Blancs, la Montagne de Reims e la Cote des Bar e tre Lessini Durello Metodo Classico, l’Extra Brut 60 mesi riserva 2010 di Gianni Tessari, il Dosaggio Zero 80 mesi riserva 2009 di Casa Cecchin e il Pas Dosè 80 mesi riserva 2009 di Fongaro. Sono stati descritti gli aspetti fondamentali del territorio e i vari stili di produzione, cercando poi di capire se ci sono punti in comune e se il Durello ha le carte in regola per diventare qualcosa di importante. Ottima la qualità media degli spumanti veneti, ben fatti e ricchi di personalità. I Francesi hanno chiaramente dimostrato una finezza e una classe ancora lontana per tutti. Gori ha evidenziato il valore strategico della cuvee fatta con vini di annate diverse che permette ai produttori di Champagne di avere sempre un prodotto di alta qualità con un preciso stile. Questa tecnica potrebbe rappresentare un’arma in più in futuro per i produttori del Durello.

Bisogna comunque fare un’attenta valutazione poiché tenere in azienda vini di riserva di annate precedenti comporta costi elevati. Nell’arco della manifestazione è stato possibile degustare le etichette delle aziende del Consorzio, circa un centinaio e discutere con i produttori, sia ai banchi d’assaggio che durante la visita di alcune cantine. Il Lessini Durello è un prodotto molto interessante che non ha ancora espresso tutte le sue potenzialità e può crescere molto. Ci sono ottime prospettive, ma tutto è subordinato alle decisioni sulle strade da percorrere per il futuro. Occorre identificare sempre più il prodotto con il territorio, concetto fortemente sostenuto da Aldo Lorenzoni, dinamico direttore del Consorzio Tutela Vino Lessini Durello, acquisire consapevolezza e scegliere in maniera chiara metodo, vitigno e filosofia produttiva su cui puntare. Ci auguriamo che tutto vada per il meglio. Questa denominazione merita di diventare una realtà di prestigio e ha gli strumenti per compiere il salto di qualità. Seguirà l’articolo con i nostri migliori assaggi.

LEGGI QUI LA PRIMA PARTE DELL'ARTICOLO DEDICATO AL LESSINI DURELLO  

 

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