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Pubblicato in Vini e territori il 15 Marzo2013

I primi assaggi confermano le previsioni.

L’annata 2012 è stata complicata a Bordeaux, e ha fatto tribolare in tempo di vendemmia, ma sarà tutta all’insegna della finezza, con qualche perdita in potenza e longevità. I vigneron, con il vino in cantina, posso fare adesso stime più precise e anticipano come si presenterà al calice la 2012. Le bizzarrie del clima nel cuore di Francia, che poi non sono state così diverse da quelle che hanno afflitto i viticoltori in altre parti d’Europa, hanno portato periodi di alta temperatura e poi piogge insistenti concentrate alla fine di settembre, momento critico e decisivo prima della vendemmia. Condizioni che hanno alterato il ciclo vegetativo con un calo della produzione della pianta, e spianato la strada all’attacco delle muffe. Se prima e poco dopo la raccolta l’umore dei produttori palesava già, per quanto riguarda i rossi, la certezza di una qualità buona anche se non paragonabile ad altre annate, ora ci dicono che lo stile Bordeaux è salvo. Come assicura Christian Hostein, responsabile dei vigneti di Château Talbot a St-Julien, anche se il Merlot, il Petit Verdot e il Cabernet Sauvignon ne sono usciti in maniera diversa. Ha sofferto più quest'ultimo. 

Certo la 2012 non se la scorderanno facilmente. Come ha dichiarato Jeans-Christophe Barron, direttore tecnico di Château de Rouillac in Pessac-Léognan: "Se alcune annate le ricordiamo tranquille, vissute con estrema calma, come una passeggiata a cavallo nel bosco, questa resterà nella memoria come un evento che dura tre giorni, o il salto agli ostacoli alle Olimpiadi, momenti che richiedono concentrazione, timing, agilità ed equilibrio". 

Fonte: decanter.com

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