Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Vivere di vino

“Vendere il vino oggi? È cambiato tutto, adesso serve fare abiti su misura”

02 Marzo 2015
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(Rocco Pugliese)

I primi passi da winelover li muove nella sua Gioiosa Jonica, in Calabria, ma l’amore lo porta in Sicilia, dove continua la scoperta di quel mondo che lo ha folgorato e che non lo abbandona. 

Così Rocco Pugliese racconta la sua esperienza con il vino, di cui non può più far a meno; in primo luogo, perché attorno ad esso ha costruito il suo lavoro come consulente commerciale; in secondo luogo, perché il suo approccio è una sorta di devozione che lo spinge ad una ricerca costante dei prodotti da consigliare; in terzo luogo, perché Rocco il vino lo beve, ma non certo il primo che gli capita. Parlare con lui può aiutare a capire come sta cambiando oggi il mondo della rappresentanza e del commercio del vino.

Per Pugliese tutto è cominciato nel 2004 e per caso. Rocco sta terminando il corso di laurea di economia. Un amico, proprietario di una delle enoteche più importanti della zona, si rivolge a lui per farsi dare una mano nella gestione. Il giovane dottore in economia, appena ventisettenne, del vino distingue solo il colore, bianco e rosso. Ma a stretto contatto con un mondo nuovo, giorno dopo giorno vede crescere in lui curiosità, approccio col gusto e passione. Ne resta folgorato e cosa fa? Comincia a studiare, studiare, studiare. Assorbe informazioni, modi di fare, conoscenza. Come una spugna. Un anno dopo, rileva l’enoteca e comincia a gestirla insieme al fratello Alessandro. Nelle sue mani, cambia tutto. L’enoteca diventa altro. Resta sempre un luogo dove bere e acquistare vini, ma lo stile è totalmente diverso. Rocco la trasforma in un posto gourmet con 30 posti a sedere e vi fa crescere una cucina territoriale, includendovi il meglio dei prodotti italiani. Mentre Alessandro segue gestione e conti, ironia della sorte, l’aspirante economista pensa al vino, nuovo complice di vita. Dopo due anni l’enoteca finisce per essere recensita sul Gambero Rosso e sulle più importanti riviste di settore. Ma ad arricchire sempre più la conoscenza di Rocco è l’incontro con alcuni produttori e con alcune persone che fanno parte del mondo del vino. Così, scopre nuove realtà, dai vini francesi a quelli naturali e biodinamici.

“Si apre un universo per me – racconta Rocco Pugliese -. Apprendo, assaggio nuove cose e comincio a percepire il vino non più come una bevanda. Voglio sapere tutto, a partire dalla filosofia produttiva. I vini comincio a sceglierli con la pancia. Non mi bastano più i nomi, le etichette. Ne voglio l’identità, lo stile, l’eleganza. E apprezzo sempre di più l’assenza di interventismo in vigna e in cantina. Un trinomio indissolubile che dà la qualità di un vino diventa per me quello tra vitigno, territorio, produttore”, afferma Rocco.

Nel frattempo, l’amore per Cinzia, oggi sua moglie, lo spinge in Sicilia. Così seguendo il cuore, come sempre del resto, lascia l’enoteca e si trasferisce a Catania. La passione ancora una volta ha la meglio, ma occorre ricominciare da capo. E da dove se non dal vino, da quella via maestra che è ormai parte della sua vita? Scommette ancora e in due anni costruisce un portafoglio di aziende vinicole con cui lavorare. Alcune grandi, altre ancora poco conosciute, ma di cui Rocco riconosce le potenzialità. In portafoglio oggi le cantine che gravitano attorno alle Caves de Pyrenees, o ancora i vini di Frank Cornelissen, o Porta del Vento ed altri ancora.

Oggi Rocco è un siciliano adottato, è appena diventato papà e percorre in lungo e in largo la via del vino. A dire il vero, non sono tantissimi i chilometri che fa. “Faccio un lavoro sartoriale. Non ho bisogno di girare tanto in macchina. Ai miei clienti consiglio vini su misura, quelli che più si addicono alle loro esigenze. Meglio pochi, ma buoni, possibilmente variabili in base ai menù di stagione. Le carte dei vini enciclopediche sono ormai out. I consumatori sempre più esigenti”.

E della ristorazione siciliana dice: “Cresce moltissimo. Ai ristoratori che vogliono conoscere il mondo del vino consiglio di porsi sempre l’obiettivo della crescita professionale che riguarda in primo luogo le risorse umane. Devono essere qualificate, non si può improvvisare. Poi è necessario che si parta dalla passione, la sola cosa che fa la differenza”. “La Sicilia del vino – aggiunge – ha tanto da offrire. In 20 anni ha fatto passi da gigante e si colloca tra i primi posti in Italia. Di certo, oggi la crisi condiziona i consumi e questi si fanno anche più regionalizzati. Ma è fondamentale lavorare per un’apertura mentale, per diffondere la cultura del vino. Per far questo, è importante il confronto con il resto del mondo”.

Oggi Rocco Pugliese si diverte lavorando e soprattutto sono lontani, anni luce, i ricordi di quando per lui il vino era solo bianco o rosso. Il suo palato non è più quello del ventisettenne. Il suo approccio al vino è totalmente cambiato. Ha una visione più naturalista e meno interventista, conosce la filosofia del vino e di chi lo produce. Il suo lavoro? Lo interpreta in termini di consulenza, non di vendita. La sua bevuta del cuore in questi anni? “Una degustazione di grandi etichette di Borgogna, tra tutte La Tâche di Romanée-Conti”. I suoi vitigni preferiti restano in assoluto il Pinot Nero e il Nebbiolo.

Francesca Landolina