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Pubblicato in Dove mangio il 18 Luglio2012

Siamo a Trapani, esattamente nella frazione Guarrato, a 20 km dal centro ed a 1.5 km dall'uscita Marsala dell'autostrada A29 Pa-Tp. 

 Un cartello su un cavalletto di legno dice: “Trattoria Diegolina, pranzi veloci, tutto alla brace”. Accanto alla porta una targa in ceramica smaltata ripete il nome del ristorante e aggiunge: la Sicilia in bocca

Entriamo e attraverso una piccola sala si arriva in una grande veranda chiusa in legno. Saranno circa 40 coperti a cui la sera d'estate se ne aggiungono altri nel cortile all'aperto sotto dei gazebo. Ci accoglie il proprietario Diego Pellegrino, che conduce la limitrofa macelleria di famiglia, ricca di varie specialità che faranno felici i carnivori. In cucina la moglie Lina, la seconda a destra nella foto del titolo, che è aiutata da altre tre collaboratrici. A questo punto avrete capito perché la trattoria si chiami così. 

Per risparmiarci la descrizione (fa un caldo stressante) riportiamo in foto il menu. Che comunque è incompleto.

Perché i Pellegrino curano una cucina di territorio e di stagione, fatta di quello che offre il mercato, anzi di quanto di meglio si possa trovare. Allora grande spazio agli ortaggi, alle carni e qui si gioca in casa, con carne proveniente da vitelle solo femmine di massimo 12 mesi, col giusto quantitativo di grasso, conigli, maiali e polli allevati a terra localmente, ovini della zona del Bosco della Ficuzza. Non manca il pesce, anche se la scelta non è ampia, perchè non vuole esserlo.

La signora Lina ci spiega che ha imparato a cucinare dalla suocera. I suoi piatti non hanno niente di impreziosito, non troverete presentazioni fantasiose o abbinamenti insoliti. Ma sicuramente scoprirete i sapori della vera cucina casalinga, fatta di lente cotture, di piatti gustosi, di materie prime scelte . Basti dire che l'olio usato sia per cucinare che per condire è quello pluripremiato ed apprezzato internazionalmente di Terre di Shemir, azienda eletta Best in Sicily 2010 nella categoria Miglior Produttore di Olio, del fratello Francesco Pellegrino, olio purtroppo non per tutte le tasche.


Francesco Pellegrino e i suoi olii

Si comincia un pranzo che rompe i classici schemi antipasto, primo, secondo, in quanto i piatti ci vengono serviti man mano che sono pronti. Inizia la specialità della macelleria: piccoli involtini di carne tenerissima di maiale e di vitella dal gusto sapido dato dal parmigiano e dalla mollica bianca fresca.


Involtini mollica e parmigiano

Poi un succoso tonno all'agrodolce, con cipolla dalla giusta consistenza, qualche pinolo e una spolverata lieve di pistacchio. Il segreto: la scelta di una parte morbida di tonno e la non eccessiva cottura per evitare che diventi stopposo.


Tonno all'agrodolce

Una terrina di polpo con patate: il polpo lesso viene infarinato e fritto leggermente, poi si aggiungono le patate, i pomodorini, il peperoncino, un goccio di aceto ed infine una spolverata di granella di mandorle. Un  piatto particolare.


Polpo con patate

Parmigiana di melanzane, un classico della cucina siciliana che viene servito in versione quasi light: le fette di melanzane sono  fritte appena appena, non assumono quel colore e gusto quasi bruciato, messe al forno a strati con pomodoro pizzutello, basilico, aglio, mozzarella. Delicata e gustosa nello stesso tempo.


Parmigiana

Caponata di melanzane, altro classico sempre in versione light, quasi più una zuppa ristretta, che un piatto di ortaggi fritti; il valore aggiunto è dato dall'aceto che è quello perenne di famiglia ricavato da ottimo vino.


Caponata

Segue uno dei cavalli di battaglia: il coniglio lardiato che poi con il lardo non c'entra niente, un piatto tipico tramandato dalla suocera. Dopo aver soffritto i pezzetti di coniglio si aggiungono i pomodorini, l'aglio di Nubia (presidio Slow Food), origano fresco di montagna, aceto. Ne vien fuori un piatto perfetto che riequilibra il dolciastro della carne e che è stato apprezzato anche dallo scrivente a cui non piace la carne di coniglio di allevamento.


Coniglio lardiato

Poi altro piatto di cui vorresti abbuffarti: la trippa alla parmigiana ottenuta rosolando la trippa in un soffritto di cipolla,  concentrato di pomodoro, tocchetti di melanzana, mezzora di cottura e poi aggiunta di abbondante basilico e parmigiano. Da provare assolutamente.

Finalmente, quando già saremmo satolli e soddisfatti arriva il couscous di pesce. Pietanza regina del trapanese, con la semola incocciata a mano, il brodo di pesce, e aggiunta di scampi e abbondante pesce da brodo. Sublime.
Si continua con la pasta con le sarde, non quella classica del palermitano, in bianco con lo zafferano, ma nella versione rossa col pomodoro e gli immancabili passolini e pinoli dal sapore lievemente dolciastro ma sicuramente interessante.


Pasta con le sarde

A questo punto, non essendo riusciti a limitarci a semplici assaggi delle pietanze, ma avendo bissato e trissato, non ce l'abbiamo fatta più e abbiamo concluso con un semplice bicchiere di sorbetto al limone.
Il tutto è stato accompagnato dagli ottimi vini di Terre di Shemir: Erede, zibibbo secco dai classici profumi del moscato; Noeli, un sauvignon blanc fresco, minerale , dai sentori vegetali; Selvaggio Rosso nero d'avola, shiraz e un pizzico di petit verdot con note speziate e balsamiche, di frutti rossi, di cioccolato.

A chi ama la carne consigliamo di gustare le ottime specialità di Diego e le bistecche alla griglia.


Diego Pellegrino alla griglia

Concludendo, un pranzo che appaga le papille gustative, che avvicina alla cucina casalinga, quella di altri tempi, rivista solo nel senso di alleggerire i piatti pur mantenendo il gusto e la tradizione.
Merita indubbiamente un viaggio anche per i prezzi veramente ridotti.

Giovanni Paternò


Trattoria Diegolina
via Marsala 104
fraz. Guarrato, Trapani
tel. 0923 591202
chiuso domenica a cena

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