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Pubblicato in Il vino della settimana il 19 Dicembre 2015
di C.d.G.

Negroamaro del Salento Igp

Era il 1921 quando Cosimo Varvaglione a Leporano alle porte della penisola salentina cominciò a coltivare terreni non lontani dalla costa ionica. Una zona che può diventare molto calda d’estate e subire anche i freddi invernali dovuti a venti da oriente. E’ la cosidetta "Magna Grecia", una regione dove la vite ed il vino hanno da sempre costituito i pilastri dell’economia, del costume ma anche della cultura. Basti osservare i crateri, le anfore, gli affreschi provenienti da quel tempo: ovunque raffigurazioni che si richiamano al mondo del vino.

(Maria Teresa e Cosimo Varvaglione)

In questo contesto Varvaglione cominciò con viti ad alberello, tutte di vitigni autoctoni. Oggi tutto è in mano ad un altro Cosimo che per dedicarsi al vino in maniera più competente ha completato i suoi studi di enologo. L’azienda può contare su 60 ettari di proprietà a cui se ne aggiungono altri in affitto. All’alberello sono stati affiancati le spalliere a Guyot con il 65% di Primitivo, poi Negroamaro, Aglianico, Verdeca, Fiano, Malvasie a cui si aggiunge, unico straniero, lo Chardonnay. Produzione di 2 milioni e mezzo di bottiglie suddivise in 19 etichette e di queste ben l’80% sono vendute all’estero. In azienda una masseria del ’600 fa da centro direzionale e di ricevimento mentre la nuova cantina è a poca distanza.

Tra i vini, 4 fanno parte della linea "Giovani", 2 rossi, un bianco ed un rosato, chiamati 12 e mezzo, tutti caratterizzati dal grado alcolico di 12,5 proprio per essere dei vini freschi, non impegnativi, ma sempre realizzati con grande cura. Accanto a questa linea con la vendemmia 2013 si è creata la 12 e mezzo limited edition messa in vendita quest’anno e come edizione limitata resterà unica e non sarà ripetuta per altri millesimi. Una linea che incontra il design riportando in etichetta la stilizzazione della trama di tessuti: il pied de poule per il Primitivo, lo spigato per il Negroamaro, il pois per la Malvasia.

(Negroamaro)

Di questa linea degustiamo il Negroamaro del Salento, antico vitigno a bacca rossa tipico della Puglia, il cui nome è la ripetizione del significato di nero: negro e avros dal greco antico, anche se l’amarognolo può essere presente; è un vitigno in passato utilizzato da taglio, ora in blend con la Malvasia dà vini eleganti; costituisce la base dei grandi rosati di Puglia. Per il 12 e mezzo è vendemmiato alla fine di settembre meccanicamente da viti a spalliera, vinificazione in rosso classica con lieviti selezionati, affinamento in tonneau per 3 mesi, in bottiglia per oltre 6.

Versato nel calice il colore è rubino quasi granato, impenetrabile. Al naso vuole aria, ossigeno per aprirsi in quanto inizialmente ritroso, poi esprime note di prugna, di amarena, frutti di bosco accanto a sentori selvatici di funghi, di sottobosco, di balsamo. Un naso diverso dai soliti, che lo denota. Anche in bocca non è il solito vino convenzionale, stereotipato, ha la sua decisa personalità, è un continuo rincorrersi tra il fruttato e l’amaro, un inseguimento tra l’acidità e il tannino, pur leggero. Veramente intrigante.

Lo abbineremmo a piatti gustosi, di personalità, non banali. Noi l’abbiamo apprezzato con un risotto ai funghi porcini, con braciole al sugo, un caciocavallo di media stagionatura. Sono 7 mila bottiglie con un prezzo allo scaffale di 10 euro. Lo trovate anche nei 2 punti vendita aziendali in centro a Leporano e a Pulsano.
 

Varvaglione Vigne e Vini
Contrada Santa Lucia sn
74020 Leporano (Ta)
tel. 099 5315370 – 099 6611307
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www.vigneevini.eu

 





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