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Pubblicato in Il vino della settimana
di Redazione

E venne l'ora del Prosecco, nella tipologia Prosecco di Valdobbiadene Superiore di Cartizze, vino spumante Docg prodotto nell'omonimo comune in provincia di Treviso, in località Cartizze.

 Sicuramente in questa rubrica torneremo a recensire un Prosecco, che è il nome del vitigno, quindi se già non sapete tutto di questo vino dovrete attendere per chiarirvi finalmente le idee. In compenso, da oggi conoscerete quello che comunemente viene chiamato Cartizze perché, detto tra noi, il nome corretto sarebbe Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Superiore di Cartizze, anche se in questo caso Conegliano non c'entra niente. Comunque in enoteca basta chiedere Cartizze e vi danno quello dal nome lungo.

Cartizze costituisce il cru del Prosecco, è una piccola zona collinare di 107 ha e circa 140 proprietari, ogni ettaro vale oltre 2 milioni di euro, tipo area edificabile. Le uve di Prosecco, che ora  per disciplinare non si potranno più chiamare prosecco bensì Glera,  hanno un alto grado zuccherino per cui quasi tutto il Cartizze è vinificato nella tipologia Dry quella che contiene da 17 a 35 grammi di zucchero per litro.

Oggi recensiamo Cartizze 2010 di Azienda Bisol in Valdobbiadene frazione Santo Stefano. E' un'antica azienda familiare e l'attuale generazione è composta dai fratelli Antonio con i figli Gianluca, direttore generale e Desiderio, enologo, ed Eliseo coi figli Claudio, produzione e Alberto, amministrazione. La famiglia possiede 125 ettari in 35 poderi e ben 3  ettari in Cartizze, a circa 300 metri di altezza, molto soleggiati, ventilati, ricchi i umidità con suolo roccioso-sabbioso. Le uve, 100% di Glera, sono raccolte a perfetta maturazione ad ottobre, ripassando in vigna anche tre volte. 

L'uva scelta è raffreddata a 8° C per criomacerare per 14 ore. Dopo la pressatura soffice e una prima decantazione si aggiungono i lieviti selezionati per la fermentazione a temperatura controllata che può arrivare anche a 20 giorni. Dopo un paio di travasi viene eliminata la feccia grossolana e si lascia quella fine per la maturazione che va da 4 a 7 mesi. A questo punto, secondo il metodo Charmat, il vino base viene chiuso in autoclave, grandi recipienti termocondizionati a pressione in acciaio, e accompagnato da ulteriori lieviti fa la rifermentazione o presa di spuma che dura circa 20 giorni. Quando la seconda fermentazione raggiunge il grado zuccherino voluto, la si arresta portando la temperatura a zero gradi, si fa riposare il tutto per una settimana circa, si filtra, ulteriore riposo e si imbottiglia. Prendete appunti che il metodo non lo ripeteremo.

Passiamo alla degustazione. Nel bicchiere il colore è giallo paglierino scarico, la spuma sparisce velocemente ed il perlage è finissimo ma rado. All'olfatto si avvertono sentori vegetali, di prato fiorito con evidenti profumi di mela, pera e pesca. Non è molto intenso ma gode di una buona franchezza. Al palato l'attenzione va subito verso l'anidride carbonica che è finissima, rende lo spumante raffinato e per niente aggressivo. Data la tipologia dry ci si aspetterebbe una certa dolcezza, invece è un vino amabilmente secco, quasi un extra dry ed infatti la scheda riporta soli 23 g/l di zucchero e 11,5 di alcol. E' sapido ed armonioso, si ritrova la frutta, ma delicata, non invadente e una buona acidità che si accompagna ad un retro gusto lungo. 

Ecco un dry che si può piacevolmente bere anche a tutto pasto, purché le portate non siano molto decise e il dessert non eccessivamente dolce. Il nostro abbinamento: antipasto di melone e prosciutto, risotto ai funghi, cotoletta milanese, piccola pasticceria alla mandorla ed anche panettone classico. Produzione 12.000 bottiglie che trovate a 26 euro.

Soc. Agr. BISOL
via Follo 33, fraz. Santo Stefano
31049 Valdobbiadene (Tv)
tel. 0423 900138
www.bisol.it





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di Giovanni Paternò

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