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Pubblicato in Il vino della settimana il 12 Aprile2013

Nero d'Avola centopercento.

Dei Curto si hanno notizie dall'anno mille dalle parti del lago di Como e tra incarichi nobiliari e nomine cardinalizie finisce che arrivano in Sicilia in quel di Trapani per poi stabilizzarsi una volta per tutte alla fine del secolo 16° nel Ragusano e precisamente a Spaccaforno, l'odierna Ispica. Da atti del 1670 risulta che coltivavano la vite e non solo.
 
Per farla breve e non tediare oltre i nostri quattro lettori saltiamo alla fine del '90 e ci concentriamo sull'azienda che gestisce Giombattista: 30 ettari all'80% di Nero d'Avola poi Merlot, Syrah, Insolia e Moscato bianco su un totale di 200 ettari in prevalenza di agrumeti, seminativi e uliveti. Giombattista fa anche il magistrato sentendosi però più agricoltore che uomo di legge e ha una figlia, Francesca, che come spesso succede intraprende un percorso di studi lontano dai campi per poi ricredersi pensando che forse è più interessante e comunque più appassionante dedicarsi al vino.

Per recuperare il tempo perduto decide di affrontare una full immersion nel mondo di Bacco e per un anno va a lavorare a Saint Emilion nella cantina di Robert Giraud a Chateau Timberlay dove ha che fare con 4 Chateaux e un Domaine. Ma non si contenta di apprendere da una sola cantina, anche se di grande prestigio e tradizione, per cui alloggiando presso Clos Fourtet, altra pietra miliare del bordolese, va curiosando continuando ad imparare. Tornata in azienda, Francesca si occupa della commercializzazione e della cantina con la collaborazione dell'enologo Vito Giovinco, mentre il padre si dedica alla campagna.
 
La filosofia Curto è il rispetto di quello che dà la loro terra, mantenendo e non stravolgendo in cantina le caratteristiche proprie e locali delle varietà. La prima annata in bottiglia è il 1998 con il Fontanelle, cru di NdA, e il Rosso che allora erano IGT e che nel tempo sono diventati DOC Eloro. I vigneti sono a Noto nelle contrade Burgio e Fontanelle principalmente a circa 2 km dal mare in suoli calcarei con presenza di marne e di argille, soggetti a temperature calde e a poche piogge. Produzione totale che può arrivare a 100.000 bottiglie in quanto le spalliere sono potate in maniera da dare produzioni molto basse anche al di sotto dei 60q/ha; molto sovescio tra i filari e trattamenti solo quelli strettamente indispensabili in caso di necessità. Mercato estero quasi totalmente e in alcune regioni italiane, solo in HoReCa. La cantina rinnovata nel 2000 è ad Ispica.
 
Degustiamo l'Eloro 2009 di solo Nero d'Avola che viene raccolto a metà di settembre. Fa macerazione per circa 12-15 giorni fino all'estrazione totale delle sostanze contenute nella buccia in compagnia di lieviti selezionati. Poi in acciaio per massimo 2 mesi, leggera filtrazione e lungo affinamento in bottiglia per un anno se non di più. Non fa legno proprio per preservare quello che la natura dà e per conferire una maggiore freschezza. In questi giorni è appena uscita l'annata 2010.

Il colore è rubino e all'olfatto si esprime inizialmente erbaceo con fiori di campo in prevalenza e amarena in frutto, è complesso e i sentori sono difficili da identificare per quanto è equilibrato, ma continuando ad ossigenarlo ecco diminuire il vegetale e spuntare le spezie con evidenza del pepe nero, un tantino di cioccolato ed un'eterea nota balsamica. Elegante ed incuriosente. Al palato arriva fresco, con una discreta acidità molto gradevole e tannini dolcissimi, di buona armonia e retrogusto abbastanza lungo dove riaffiorano i sentori nasali. Se ne fanno 40.000 bottiglie che in enoteca trovate a sole 7,50 euro, quindi con un eccellente rapporto qualità/prezzo.
 
Di buon abbinamento anche con pesci in salse ma specialmente con un roast beef, frittate con verdure e formaggi di media stagionatura.

Azienda Curto
contrada Sulla – S.S. 115
Coord. 36.80.42 – 14.93.21
97014 Ispica (Rg)
tel. 0932 950161
335 5246568
www.curto.it





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