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Pubblicato in Il vino della settimana il 21 Settembre2019

di Federico Latteri

Ci troviamo a Castel Bolognese in provincia di Ravenna, all'interno della denominazione Romagna Sangiovese Sottozona Serra. 

La storia di Costa Archi inizia negli anni '60, quando Gian Battista Costa, nonno dell'attuale titolare Gabriele Succi, pianta alcune vigne di Albana sui terreni della moglie Gabriella Archi. Gabriele prende in mano le redini della cantina nel 1995, contando sulla piccola parte della proprietà ereditata dalla madre. Sin dall'inizio decide di puntare sui vitigni a bacca rossa, in particolare sul Sangiovese, scelta in quel momento in controtendenza con quello che stava accadendo in Romagna, dove era più in voga la coltivazione di uve bianche.


(Gabriele Succi)

La commercializzazione del vino inizia con la vendemmia 2004. L'azienda oggi può contare su 13 ettari di vigneti, divisi tra podere “il Beneficio” e podere “Monte Brullo”. In entrambe le aree i suoli sono costituiti da argille rosse oppure da argille gialle ricche di depositi calcarei. Le pratiche agricole vengono effettuate con grande rispetto per la natura secondo i principi della lotta integrata alle avversità della vite.

Tra le varietà coltivate il Sangiovese è quella principale con 9 diversi cloni presenti, poi ce ne sono altre a bacca rossa come il Merlot e a bacca bianca come il Montù. In cantina si lavora in maniera tradizionale con lunghe macerazioni, travasi e solo una leggera filtrazione in pre-imbottigliamento. Si usano lieviti indigeni, quelli selezionati vengono impiegati solo se è indispensabile nelle annate in cui le uve hanno concentrazioni di zuccheri particolarmente elevate. In questo modo l'ottima materia prima riesce ad esprimersi in maniera diretta e autentica, fornendo vini ricchi di energia e sfumature che sono fedeli espressioni del terroir.

Davvero molto ben riuscito il Romagna Doc Sangiovese Serra Assiolo 2015. E' fatto con uve di un singolo vigneto in cui ci sono diversi cloni di Sangiovese, sia di biotipo romagnolo che toscano. La vinificazione viene effettuata in piccoli tini da 7,5 ettolitri con follature manuali, senza il controllo della temperatura. La macerazione sulle bucce ha una durata di circa 10 giorni. La successiva fermentazione malolattica è spontanea. Il vino matura in tonneaux da 500 litri di più passaggi per un anno, successivamente affina 6 mesi in acciaio e infine, dopo l'imbottigliamento, resta in vetro per almeno 5 mesi prima dell'immissione sul mercato.

Versato nel calice, presenta un colore rosso rubino di buona intensità. Il naso, pulito e variegato, ha un profilo armonico e sobrio, assolutamente privo di eccessi o forzature. Profumi di ciliegia, prugna e viola sono arricchiti da sentori di erbe aromatiche e da un cenno balsamico. Al palato è fresco, dinamico, succoso e ben strutturato con tannini solidi e  piacevolmente vellutati e un lungo finale. Dotato di una grande versatilità negli abbinamenti, dà il meglio di sé proprio a tavola. Può accompagnare primi piatti dal gusto ricco come le tagliatelle al ragù, carni rosse e bianche cucinate in mille modi, soprattutto alla brace e formaggi di diverse tipologie. Si tratta di un rosso a cui sembrerebbe non mancare niente: è completo, territoriale, gastronomico e viene proposto ad un prezzo davvero conveniente. Da tenere assolutamente in cantina, sempre pronto per ogni occasione. Difficilmente ci deluderà.           

Rubrica a cura di Salvo Giusino

Costa Archi
Via Rinfosco, 1690 - Castel Bolognese (Ra)
T. 338 4818346
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www.costaarchi.wordpress.com

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