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Pubblicato in Il vino della settimana
di C.d.G.

 

di Gianni Paternò

Era il lontano 1882 e a Turi, in provincia di Bari, Don Antonio Zaccheo fondava una delle sue 4 aziende viticole sparse per l'Italia.

Dalla fine degli anni '60 vi lavorava Antonio Coppi, enologo che iniziò da operaio, scalando tutte le qualifiche e facendosi le ossa nell’azienda Carpineto in Toscana. Tornando nella sua terra natale, come ama ripetere “da orgoglioso pugliese con i piedi per terra e a testa alta” con la passione, la dedizione e la competenza che gli erano proprie, dopo una parentesi da consulente per più cantine, nel 1979 acquista l’azienda dei Zaccheo con la cui famiglia rimane in grande amicizia. Erano 30 ettari di vigneti, in prevalenza di Primitivo e una cantina antica, piena di fascino.

Coppi il vino lo sa fare anche perchè i vigneti sono splendidi e ben coltivati in una zona particolarmente vocata. Per cui, stanco di venderlo come vino da taglio per arricchire i nordici, nei primi anni '90 acquista la prima linea di imbottigliamento. Inizia così la gloriosa attività della famiglia in quanto la moglie Eleonora Pugliese, che aveva portato in dote altri 25 ettari e i figli Doni, Lisia e Miriam, anch’essa enologa, sono a tempo pieno impegnati in azienda.

(Miriam, Doni, Lisia, Antonio Coppi)

Oggi gli ettari sono diventati 100, per la maggior parte di Primitivo, fiore all’occhiello della casa, affiancato da Malvasia nera e bianca, Negroamaro nel Salento, Aleatico e Falanghina, quindi tutte varietà locali, ad alberello e Guyot coltivate in biologico e in conversione e niente internazionali; dopo 10 anni di certosino impegno nell’anno scorso si sono finiti i lavori di restauro conservativo della storica cantina che oggi, oltre ai suoi compiti principali alimentati da energie rinnovabili, serve da museo, per degustazioni, eventi e cene dove i vini accompagnano i piatti di grandi chef.

La produzione comprende 700 mila bottiglie che per il 65% si vendono all’estero, suddivise in 7 rossi, 3 bianchi e 2 rosati. Di questi degustiamo Senatore, un Primitivo dedicato al capo famiglia che aveva intrapreso anche un percorso politico, coronato a soli 40 anni con l’elezione al Senato, interrotto dalla scelta e dalla volontà di continuare a fare bene l’imprenditore. Senatore costituisce il top dei Primitivo dopo o accanto alla riserva Vanitoso. E’ ricavato dalle vigne migliori ad alberello tra Castellana Grotte e Conversano, in colline battute dai freschi venti del nord in terreni ricchi di rocce carsiche ed è un Gioia del Colle Doc

(Antonio Coppi)

Il millesimo 2010 è da poco in commercio. Le uve sono state vendemmiate nella prima decade di settembre, trasportate in cassette, selezionate, diraspate, pressate, messe a fermentare con le bucce e lieviti selezionati per 8-10 giorni; dopo la malolattica dall’acciaio il vino passa in botti grandi per un anno, poi chiarifica con bentonite, filtrazione ed in bottiglia per un lungo sonno che arriva fino a 3 anni; resa di soli 50 ettolitri per ettaro, solfiti solo sulle uve e tanto pochi che in bottiglia ne troviamo meno di 50 milligrammi per litro.

Nel calice il colore è granato più che rubino, coprente, bordi violacei. All’olfatto dopo anni di chiuso pretende aria, allora diventa intenso, perfettamente franco, invitante, con note rivolte più al terziario, ma con un fondo di frutti rossi e senza stucchevole vaniglia, si sentono spezie fresche, cioccolato, tabacco, mineralità quasi da pietra focaia e infine un pizzico di vegetale. Palato pieno con tannini ben piantati ma perfettamente ammansiti, corretta acidità in accompagnamento, potente struttura e armoniosa complessità, infine un retrogusto affettuosamente amarognolo. Sontuoso, non per niente miete premi.

Abbinatelo a gusto vostro. Noi l’abbiamo gustato con un gateau di patate, prosciutto e formaggi, con bietole e funghi saltati in padella, con gruyère svizzero. Sono 15 mila bottiglie al prezzo di 20 euro allo scaffale.

Rubrica a cura di Salvo Giusino

 
Cantine Coppi
S.P Turi-Gioia dl Colle
70010 Turi (Ba)
tel. 080 8915049
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www.vinicoppi.it
 


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