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Pubblicato in Cronache dal Vinitaly il 27 Aprile 2011
di Redazione


Paolo Librandi

Tra le espressioni più autentiche del panorama vitivinicolo calabrese, l’azienda Librandi di Cirò Marina, ha presentato all’ultima edizione del Vinitaly 2011 il meglio della sua produzione interamente da vitigni autoctoni, oggetto di un lungo lavoro di sperimentazione iniziato nel 1993.

“La nostra cantina – racconta Paolo Librandi, uno degli amministratori dell’omonima azienda - ha deciso di investire nella ricerca per la valorizzazione della viticoltura tradizionale calabrese. Nel nostro territorio talmente ricco di biodiversità - aggiunge Librandi - ci sarebbero grandi cose da realizzare in campo vitivinicolo, ma purtroppo le scelte in questo settore, come il restringimento delle aree a vitigni autoctoni, spesso vanno nella direzione opposta all’ottenimento delle basi per poter raggiungere risultati qualitativamente migliori”. Dalla prima vigna sperimentale di Cirò Marina nel 1993, l’azienda Librandi ha proseguito il lavoro di ricerca sul territorio regionale contribuendo alla rinascita di cultivar tradizionali come Magliocco, Gaglioppo, Greco bianco, Arvino, Mantonico Bianco e Pecorello. E proprio da questi vitigni autoctoni provengono i vini di punta della Librandi con una produzione totale di 2 milioni e 600 mila bottiglie, di cui un milione e mezzo circa dedicate alla produzione della doc Cirò, che ricopre il 50% dell’intera produzione territoriale. Segue nel ‘99 l’impianto di un campo sperimentale e, nel 2003, di un giardino varietale, che hanno portato all’ampliamento della ricerca sulle varietà autoctone. “Ad oggi - spiega Librandi – sono state recuperate e confrontate 151 diverse varietà, in collaborazione con l’Istituto Cnr di Torino e il Centro di studi Enosis. Attualmente, grazie alla consulenza del professor Franco Mannini, ci stiamo concentrando su un lavoro di selezione clonale sul Gaglioppo e Magliocco dal quale abbiamo ottenuto un riscontro positivo e sul quale puntiamo per valorizzare ulteriormente le potenzialità enologiche del patrimonio enologico regionale”.
“Produrre vino in Calabria oggi – continua Librandi - in teoria potrebbe significare molto, considerate le enormi potenzialità solo in parte colte, ma manca ancora un’identità dal punto di vista vitivinicolo nella mia regione. Spesso , infatti, ci si affida ad enologi che spingono per la coltivazione e l’utilizzo di vitigni internazionali, come Merlot e Cabernet, snobbando l’eccellente risorsa del nostro Gaglioppo, orgoglio del territorio cirotano e frutto di un terroir che nulla ha da invidiare a quelli di Borgogna”.
Grazie anche alla collaborazione tecnica dell’enologo Donato Lanati, l’azienda Librandi produce nelle tre tenute di Cirò Marina, Rosaneti a Casabona e Critone a Strongoli eccellenze aziendali come il Val di Neto bianco Efeso da Mantonico, il Cirò rosso riserva Doc Duca Sanfelice, il Val di Neto rosso Magno Megonio da Magliocco e il Passito Le Passule.
Sull’attuale crisi nel mondo del vino e su quest’ultima edizione del Vinitaly Librandi dice: “Questa edizione è andata molto bene. La crisi attuale è innegabile, ma si comincia a notare un umore migliore nei consumatori. O effettivamente stiamo superando questo momento di stasi, o la gente ha finalmente deciso di reagire”.

Daniela Corso 


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