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Pubblicato in Il vino della settimana il 27 Novembre2021

di Federico Latteri

Siamo a Montespertoli, in provincia di Firenze in Toscana. La storia di Fattoria La Leccia si lega a doppia mandata a quella della famiglia Bagnoli che, con passione, umiltà ed entusiasmo, ha scelto di tutelare e valorizzare questa piccola porzione di territorio del Chianti.

Tante le proprietà che si sono alternate da queste parti, a partire dalla famiglia Machiavelli, che alla fine del XIV secolo possedeva circa due terzi della superficie di Montespertoli. Ma negli anni '70 è entrata a far parte la famiglia Bagnoli, che decise di recuperarne vigne e oliveti e ripristinare la cantina. Fu posizionata così la prima pietra per la rinascita, creando le basi per quello che è il progetto attuale. Oggi il vigneto dell Fattoria si estende per 20 ettari. Qui si coltivani principalmente autoctoni, come Sangiovese e Trebbiano, ma anche varietà internazionali, come Merlot e Syrah.

Ai vigneti si aggiungono anche 40 ettari di bosco e la superficie occupata da 3.500 piante di olivi di cultivar Leccino, Frantoio, Moraiolo, Pendolino e la rara Madonna dell’Impruneta. L’azienda recentemente ha intrapreso anche una nuova avventura, l’apicoltura: grazie all’ambiente incontaminato, infatti, le api trovano un habitat ideale. Nella gestione della Fattoria, ci sono tre donne della famiglia Bagnoli in prima linea: Paola, la prima ad aver creduto nel progetto di “rinascita”, che si occupa della parte agricola e della cantina; Sibilla, che cura la comunicazione; Angelica che segue la parte amministrativa e quella artistica. Lorenzo, fratello di Sibilla ed Angelica, apporta competenza e passione per il vino.

Altro componente fondamentale è l’enologo Gabriele Gadenz, che sin dall’inizio accompagna la proprietà per tradurre nei vini identità aziendale. Rispettare i tempi della natura, il ciclo della vite e il riposo del vino. Questi gli imperativi di Fattoria La Leccia. La sfida è far esprimere realmente il territorio di Montespertoli, talvolta sottovalutato o non considerato, eppure capace di concentrare l’essenza più profonda di due vitigni davanti a tutti: il Sangiovese e il Trebbiano Toscano. Per farlo, Fattoria La Leccia mantiene una dimensione volutamente piccola, artigianale, a misura d’uomo.

Degustiamo il Cantagrillo 2017, un bianco ottenuto da Trebbiano Toscano che dimostra come con questa varietà a volte un po' bistrattata si possono raggiungere risultati di tutto rispetto. E' frutto di vigneti allevati a cordone speronato che si trovano nel territorio di Montespertoli, su un terreno franco argilloso mediamente calcareo. La densità d'impianto è di 4.200 ceppi per ettaro con rese che si attestano intorno ai 70 quintali per ettaro. La vendemmia viene effettuata manualmente a fine ottobre. Alcuni grappoli vengono fatti appassire in campo con tecniche tradizionali come il taglio del tralcio e la pinzatura del peduncolo. La vinificazione inizia con la pigiadiraspatura, poi le uve vengono raffreddate a 6 gradi centigradi. Una parte di loro va in pressa, dove viene sottoposta ad una criomacerazione prefermentativa di 24 ore, la restante quota va in una vasca termocondizionata per compiere una macerazione più lunga che si protrae fino all'alzata del cappello, in genere 3-4 giorni. La prima parte della fermentazione viene condotta alla temperatura controllata di 15 gradi centigradi. La seconda parte avviene per il 50 per cento in fusti da 100 e 225 litri di rovere, acacia, ciliegio e gelso, dove poi il vino matura. L'altro 50 per cento resta in acciaio inox, dove poi affina sulle fecce nobili per 6 mesi. Non viene svolta la malolattica.

Nel calice il Cantagrillo si presenta di colore giallo dorato abbastanza carico. Ha un naso intenso e variegato di mela golden, susina, fiori gialli di campo e spezie dolci con una sottile nota vanigliata in evidenza. In bocca è pieno, rotondo, discretamente fresco, ordinato nella successione delle sensazioni e ben bilanciato. In chiusura è presente una nota sapida. Si tratta di un bianco che si distingue per morbidezza e armonia e che, pur mostrando un profilo maturo, può andare ancora avanti nel tempo. Bevetelo con un pesce al forno o all'acqua pazza, oppure con preparazioni a base di verdure e ortaggi. Da provare anche con le carni bianche.

Rubrica a cura di Salvo Giusino

La Leccia
Via della Leccia - località Botinaccio
Montespertoli (Fi)
T. 366 9236378
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www.laleccia.it

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