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Pubblicato in La curiosità il 28 Luglio 2011
di Redazione

Firmato l’accordo siglato tra Viticultori Associati di Canicattì e l’Ente Parco della Valle dei Templi di Agrigento che, già dalla vendemmia 2011, prevede l’acquisto e la vinificazione delle uve prodotte all’interno della Valle da parte della nota cantina vitivinicola agrigentina.

L’obiettivo è quello di valorizzare i vigneti ‘storici’ della Valle, come Nero d’Avola, Inzolia, Catarratto, definendo un idoneo disciplinare di produzione a cui i proprietari dei vigneti devono attenersi per garantire in produzione uve di particolar pregio. Insomma vino e archeologia, insieme per fare grande un territorio ricco di storia, natura e vocazioni produttive.
Per nove anni così la CVA di Canicattì si impegna ad acquistare le uve prodotte dai vigneti selezionati all’interno dell’area archeologica e a vinificarle, almeno una parte, sotto il marchio DIODOROS di proprietà del Parco archeologico di Agrigento. Nascerà così il “vino dei Templi”, una o più etichette che potranno riprodurre il sistema visivo proprio del Parco. “E’ un altro segno di attenzione verso in nostro territorio ed il suo patrimonio materiale ed immateriale – spiega Giovanni Greco, presidente della Cantina sociale di Canicattì. Questi vigneti rappresentano un giacimento enologico di primaria importanza, non solo per le condizioni pedoclimatiche che caratterizzano l’area, una zona ventosa, secca, con suoli a volte molto profondi, quasi sabbiosi, ma per la capacità di evocare e rappresentare uno dei luoghi più affascinati della nostra isola: la valle dei templi”.

Sandra Pizzurro


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