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La curiosità

Sul New York Times Eric Asimov consiglia i vini dell’estate

28 Maggio 2012


Eric Asimov

Sul New York Times, Eric Asimov,  una delle firme enogastronomiche statunitensi più autorevoli, ha anticipato qualche giorno fa le tendenze in fatto di vino e di birra per la stagione estiva dando consigli su cosa bere nel week end che precede il giorno della memoria.

Generalmente come afferma: “Il Memorial Day è considerato il giorno dei rosé. Consuetudine sbagliata”. Nel pezzo scrive: “è una tipologia di vino che potrebbe andar bene tutto l’anno, ovviamente se ci riferiamo alle grandi produzioni di Château Pradeaux e Domaine Tempier, Château Simone, o ancora a quello di Valentini a Montepulciano, e la Domaine Ilarria nell’ Irouléguy, da degustare sia nelle più fredde giornate di gennaio che nelle sere d’estate di luglio”.

Per lui non tutti i rosé hanno questa versatilità. Nella maggior parte dei casi, infatti, dice “che la gradazione alcolica non è ben bilanciata dalla dolcezza”. Per una giornata calda, i rosé da bere sono  quelli strutturati, caratterizzati da buona freschezza e acidità. Della Provenza, patria spirituale del Rosé, consiglia Château de Roquefort, Domaine du Jas Esclans e d’Peyrassol.

La selezione che enuncia nelle sue righe non riguarda solo la Francia. Cita anche Campos de Enanzo etichetta della regione Navarra e Bermejos Los delle Isole Canarie e poi ancora Shinn di Long Island e Arnot-Roberts della California,  e il Touriga Nacional. Gli Champagne rosè  Asimov non li reputa indicati per l’estate. Consiglia invece il Renardat-Fache e il Cerdon du Bugey.

Naturalmente nella lista non esclude i rossi, che per lui vanno serviti per la stagione freschi: dal Beaujolais, ai Cerasuolo di Vittoria di Valle dell’Acate, COS e Occhipinti, da lui stimati come prodotti eccellenti e consiglia ai lettori anche il Frappato. Oltre ai classici Chianti, Barbera, Dolcetto,  Valpolicella rivela poi la sua passione anche per i  meno noti come il Teroldego dal Trentino o il Cornalin della Valle d’Aosta. E tra gli italiani nomina anche il Lambrusco. E sempre sui rossi dell’Europa la scelta cade sui vini del Ribeira Sacra, della parte orientale della Galizia.

Per i bianchi esprime le sue preferenze sui Sacerre e sui Riesling. E sullo Chardonnay scrive: “Per molte persone lo Chardonnay rimane sinonimo di vino bianco. Sia in estate che in inverno, non dirò mai di no allo Chablis, il più caratteristico Chardonnay al mondo (…)”. E sul Pinot Grigio, Asimov fa capire la sua posizione: “lascio le produzioni peggiori ai ristoratori mediocri”. Per quelli buoni, consiglia invece le produzioni di Elena Walch e Alois Lageder dell’Alto Adige.
 
Asimov non è amante solo di vino. Nelle ore calde si disseta anche con la Pilsner: “Amo il secco e l’amarezza di una Pilsner. Ottime le versioni realizzate a New York da Breweries Sixpoint e Brooklyn. Pilsner da degustare sono anche quelle di Vittoria, Lakefront, Tröegs e Pilsner Urquell”.

Dalle tedesche alla bavaresi, ecco i nomi  di alcune delle produzioni che lo appassionano: Allagash, Hoegaarden, Casa Southampton Publick, Hefeweizen, Franziskaner, Schneider Weisse, Brooklyn e Ayinger.
 
 
Per consultare l’articolo originale cliccare su http://www.nytimes.com

 

Maria Antonietta Pioppo