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Pubblicato in La novità il 13 Marzo 2018
di C.d.G.


(Vincenzo Casillio e Domenico Mazzilli)

di Michele Pizzillo, Bologna

Con “Puglia come mangi”, il bistrò studiato per Fico Eataly World di Bologna, Casillo, che si occupa della selezione, movimentazione, miscelazione, trasformazione e commercializzazione del grano (150.000 tonnellate di sfarinati prodotti nel 2016, 63 milioni di euro di giro d’affari e principale piattaforma logistica e commerciale italiana), racconta la bellezza, i sapori e l’unicità della gastronomia della propria terra, la Puglia appunto, attraverso la proposta di tre prodotti simbolo dello Street food regionale: la focaccia barese, la puccia salentina e il panzerotto, specialità da gustare senza usare forchetta e coltello. 

Nella Fabbrica italiana contadina, poi, per mostrare le materie prime naturali e tradizionali e la cura artigianale con cui vengono seguite le lavorazioni, l’azienda pugliese ha costruito il mulino Casillo, dove mostra l’intero processo produttivo e come la materia prima viene trasformata per passare così dal campo al chiosco di “Puglia come mangi” dove viene usata per realizzare le gustosissime specialità dello street food pugliese. E, così, con questo bistrò Casillo delizia i visitatori di Fico provenienti da ogni parte del mondo,  “mettendo nel piatto” ingredienti genuini, sapori della terra d’origine e “tanta creatività”, sottolinea l’amministratore delegato di Selezione Casillo, Domenico Mazzilli. Che, aggiunge: “Non potevamo essere assenti da un luogo che racchiude il meglio della nostra cultura legata alla terra, essendo Casillo un’azienda dinamica, innovativa e sostenibile che con “Puglia come mangi”, presenta in un contesto di respiro internazionale l’eccellenza agroalimentare della propria regione”. Una volta assodato che il bistrò dentro Fico è un punto di riferimento per quanti cercano materie prime di qualità, nel caso dell’azienda pugliese anche certificate, Vincenzo Casillo ha cominciato a chiedersi “perché non valorizziamo i grani che si coltivano nel nostro Paese?”. Nasce così il progetto “Prime Terre”, con l’obiettivo di valorizzare le produzioni regionali e dar vita a farine e semole che raccontano e profumano della terra in cui sono nate. E, cioè, “rispetto, amore per la tradizione agricola e per tutti i protagonisti coinvolti, dal coltivatore al consumatore, sono gli elementi che hanno trovato concretezza in un progetto che valorizza la grande biodiversità dei grani italiani e regionali - spiega Mazzilli -. I grani duri e i grani teneri 100% italiani e 100% territoriali del progetto Prime Terre sono coltivati e macinati nelle regioni storicamente vocate alla coltura di cereali, come ad esempio Puglia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Sicilia, Basilicata, Campania e Abruzzo. Ciascuna varietà rispecchia le attitudini agricole del territorio ed è espressione autentica della cultura contadina ancora presente in queste regioni”.

Per presentare un progetto del genere, Casillo ha scelto Fico, intanto per mostrare come un bistrò può essere un importante veicolo di promozione e conoscenza dei prodotti regionali, in questo caso pugliesi; poi per sottolineare che Prime Terre è un progetto che da un lato tutela l’identità territoriale e dall’altro valorizza il patrimonio enogastronomico delle regioni coinvolte. Perché Prime Terre è il progetto di filiera controllata e certificata e dalla forte impronta territoriale che garantisce la genuinità e l’origine locale dei grani macinati. Il grano, coltivato, raccolto e macinato sul posto, dà vita a farine e semole che parlano e profumano della terra in cui sono nate. La filiera controllata all’origine delle farine e delle semole, è un valore aggiunto per quanti mirano alla valorizzazione delle produzioni locali puntando sull’acquisto di materie prime e di preparazioni 100% del territorio. Aggiunge Mazzilli “il nostro progetto rappresenta il ritorno a sistemi economici semplici e circolari in cui tutti i protagonisti, dal coltivatore al consumatore, vivono in armonia con l’ambiente che abitano adoperandosi nella tutela e nella trasmissione delle sue vocazioni e delle maestranze che ne garantiscono la prosecuzione e lo sviluppo. All’origine di questa idea c’è la volontà di dare concretezza all’amore nei confronti della tradizione agricola che da sempre connota le realtà regionali e italiana. Il grande rispetto nutrito verso quanti, ogni giorno, solcano la terra per prendersene cura e per renderla rispettosamente fertile di eccellenti grani duri e teneri, ha trovato la sua realizzazione in un progetto che intende esaltare e valorizzare i grani italiani e regionali. Trasmettere questo rispetto e questo orgoglio per le nostre radici contadine, diffondere la consapevolezza della grande biodiversità dei grani duri e teneri italiani, incoraggiare le coltivazioni nostrane producendo farine e semole 100% italiane, 100% locali”. E’ stato ribadito a Bologna, sottolineando, anche, che non basta amare un territorio per contribuire al suo sviluppo; non basta ammirare le sue bellezze per renderle eterne; non basta solcarne la terra per sentirla viva e farla propria; per farlo crescere bisogna conoscere, approfondire, assecondare e valorizzare le produzioni che un determinato territorio può offrire. Nel caso di Casillo è il grano, duro o tenero che sia, che rispecchi le attitudini agricole del territorio, l’espressione autentica della cultura contadina che ancora perdura nelle nostre regioni, sia per tradizione sia per scelta. Un viaggio all’origine delle tradizioni e del gusto. Un viaggio nelle coltivazioni italiane e regionali, insomma.


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