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Pubblicato in Numero 162 del 22/04/2010 il 25 Aprile 2010
di Redazione

L'EVENTO/2

Un ciclo di incontri storico-tecnico-culturali hanno riempito il pomeriggio dei delegati del concorso

I giurati scoprono
il velo della Sicilia

L’incontro pomeridiano dei giurati del Concours Mondial de Bruxelles è stato dedicato ad una conferenza storico culturale sulla Sicilia. Un modo per avvicinare i partecipanti ad una conoscenza più approfondita del nostro territorio ricco di fascino e bellezze artistiche.

Elisabetta Calandrino, guida turistica, ha inaugurato i lavori presentando un ciclo di fotografie di monumenti e tradizioni siciliane, ed illustrando agli invitati, la maggior parte stranieri, le bellezze storico artistiche dell’isola. Il servizio è stato intitolato “Armonia dei contrasti”, volendo precisare che la Sicilia è indubbiamente terra di contraddizioni, ma che la sua forza sta proprio nell’armonizzare tutto in un unico popolo. Dalla festa di San Giuseppe a Salemi ai monumenti voluti da Ruggero Settimo, passando per i Normanni, le fotografie hanno incantato il pubblico che ha molto apprezzato l’intervento della relatrice.
A seguire si è tenuta una presentazione dei terroir siciliani ad opera del direttore dell’Irvv Dario Cartabellotta, che ha spiegato agli intervenuti il perchè dell’appellativo continente così spesso attribuito alla Sicilia “La nostra regione è unica per varietà e tipologia di terreno, ecco perchè è essa stessa un continente”. Provincia per provincia, si è ripercorso ogni zona, luoghi fregiati di numerose Doc e di vini eccellenti. E’ stato compito del giornalista Fabio Piccoli illustrare i territori della Sicilia orientale; l’Etna su tutti, il famoso vulcano che si affaccia sul mare. Molti partecipanti sono rimasti poi molto stupiti del fatto che il Moscato di Siracusa sia considerato il vino più antico d’Italia, mentre l’invito di Piccoli è stato quello di degustare la stessa tipologia di vino, ma proveniente da zone diverse “Il Nero d’Avola qui non è uguale da nessuna parte, provatene uno di Trapani ed uno di Ragusa e sentirete le differenze”.
Infine l’accorato intervento del professor Giorgio Calabrese, presidente Onav e siciliano di nascita, “Il vino non è una bevanda, è di più. Io bevo l’acqua, il vino lo degusto”, ad indicare la salubrità del bere con moderazione. “Italia, Francia e Spagna, ricongiungeranno i legami del vino con la storia e lo riproporranno oggi per un consumo migliore” ha profetizzato  Calabrese, che non ha dimenticato di citare la scienza come chiave del futuro.
 Calabrese ha infine aggiunto di amare molto il vino siciliano, sia perchè è il frutto della sua terra, sia perchè è superiore anche ai vini del Piemonte, la regione che lo accoglie da oltre 30, ed in cui vive.
Al termine dell’incontro si è svolto un convegno sulla grappa, che ha visto la degustazione di numerosi prodotti siciliani e non. Grande emozione per Giancarlo Conte, vice presidente dell’Irvv e produttore di grappe, nel poter realizzare il primo congresso dell’Istituto nazionale grappe proprio in Sicilia. Conte ha poi aggiunto, “Già due anni fa avevo avuto l’intuito che le grappe potessero entrare a pieno titolo tra le specialità proposte al concorso”.

Laura Di Trapani


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