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Pubblicato in Numero 91 del 11/12/2008 il 11 Dicembre 2008
di

VIVERE DIVINO

Nino Inzirillo, ex sindaco del Pci a San Cipirello, presidente della Cantina sociale Alto Belice. “Serve dialogo tra il mondo della cooperazione e i gli imprenditori privati, la crisi prende tutti”

Un “rosso”
oltre l’etichetta

La politica e il vino sono le sue passioni, da sempre. A 23 anni, Nino Inzirillo, oggi cinquantenne, era già segretario del Partito Comunista nel suo paese, San Cipirello, nel Palermitano.

Oggi è presidente della Cantina sociale Alto Belice, che fa dei numeri il suo pezzo forte: 1.600 ettari vitati e settecento soci che conferiscono uva. Inzirillo è entrato in azienda nel 1978, quando aveva vent’anni, scalando l’organigramma, fino ad arrivare al vertice nel 2000, nel frattempo è stato anche amministratore comunale (consigliere comunale, assessore e vicesindaco dal 1978 al ’91), poi sindaco, sempre a San Cipirello dal ‘92 al ’97.

Cominciamo dalle sue passioni. Da ex amministratore, che ne pensa della politica oggi?
“E che c’entra questo col vino? Io ora mi occupo di vino. Comunque credo sia necessaria una ricostruzione del centrosinistra”.

E del mondo del vino siciliano?
“Deve nascere un dialogo tra il mondo della cooperazione, le cantine sociali che rappresentano il 70 per cento della produzione siciliana e i gli imprenditori privati. Questo mondo deve imparare ad incontrarsi, per vendere meglio il territorio, perché la crisi attraversa tutti”.

La Dop Sicilia può essere una soluzione.
“Sono d’accordo perché valorizza ancora il territorio. E bisogna puntare anche sul Nero d’Avola”.

Qualcuno al Nero d’Avola non crede più molto.
“Ma io parlo di Nero d’Avola di qualità, bisogna evitare che arrivi sulle tavole a 80 centesimi. Deve essere imbottigliato e confezionato in Sicilia”.

Voi cosa fate per la qualità?
“Abbiamo investito due milioni per ristrutturare e mettere a norma tutta l’azienda. Altri quattro milioni sono disponibili per realizzare nuove linee di produzione: bianchi, rossi e biologico”.

Dia un voto alla sua presidenza.
“No, grazie. Sono una persona umile”.
 

Marco Volpe


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