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Pubblicato in Numero 101 del 19/02/2009 il 18 Febbraio 2009
di Redazione

VINO E AFFARI

L'azienda siciliana sigla un accordo col marchese Carlo Guerrieri Gonzaga per la distribuzione dei vini a marchio San Leonardo nell'Isola

Dal Trentino
una mano in Tasca

La crisi non sembra avere colpito Tasca d'Almerita che, a poche settimane dall'accordo con Sallier de La Tour per la gestione della cantina nel territorio della Doc di Monreale, ha siglato un accordo col marchese trentino Carlo Guerrieri Gonzaga per la distribuzione in Sicilia dei vini a marchio San Leonardo.

Oggetto dell'intesa sono quattro prodotti. Il Villa Gresti, un Merlot al 90%; il San Leonardo, risultato dell'assemblaggio del vino di tre uve, vinificate ed invecchiate separatamente: Cabernet Sauvignon 60%, Cabernet Franc 30%, Merlot 10%; una grappa stravecchia e una grappa bianca. Un accordo nato «in maniera del tutto semplice e naturale», spiega Alberto Tasca (nella foto), amministratore delegato di Tasca d'Almerita Spa. Che prosegue: «Loro cercavano una soluzione distributiva in Sicilia, a noi fa piacere dare la possibilità ai nostri agenti di lavorare con progetti che abbiano come denominatore comune la ricerca dell'eccellenza qualitativa». Secondo il manager, ciò che accomuna i Guerrieri Gonzaga ai Tasca è l'approccio col mondo del vino, che da sempre avviene con «grande passione e dedizione». Poi l'amicizia con Anselmo Guerrieri Gonzaga è stata la ciliegina sulla torta che ha dato il la al progetto. «Un accordo atipico per le nostre linee strategiche che tendono a controllare tutta la filiera produttiva - tiene a precisare - siamo però convinti che sarà un'alchimia vincente».
Ma che riflessi avrà questo accordo sull'immagine e sul business di Tasca d'Almerita? «L'immagine rimarrà grande se continueremo a lavorare con impegno e dedizione per l'ottenimento di risultati qualitativi attribuibili all'eccellenza, il business sarà buono se i numeri saranno confortanti - precisa Alberto Tasca -, insomma inutile fare proclami anche perché non è nostra abitudine, dovremo avere tutti la pazienza che il mondo del vino necessita e dovremo essere determinati nell'impegno e nella cura dei dettagli».
Tasca risponde, così, con un certo dinamismo a questo momento di crisi per molte realtà imprenditoriali, manifestando però anche molta prudenza nel momento in cui gli si chiede la ricetta del successo. «Parlare di successo in questo preciso momento economico non è facile - conclude l'ad -, sicuramente non ci lasciamo deprimere dalle circostanze, anzi tentiamo sempre di trovare soluzioni valide. Il nostro lavoro implica una visione a lungo termine molto distante dalle regole del mondo della finanza spinta. La leva finanziaria nel nostro settore comparata ad altri comparti sarebbe definita una "follia", in realtà credo che la visione a lungo termine sia una fantastica medicina per l'economia e soprattutto la finanza di oggi, ovviamente corredata da tattiche per il breve e medio periodo ma con la giusta visione. In finanza dieci anni sono ritenuti un arco temporale lungo, in enologia non bastano neanche per il progetto di un solo vino».
 

Annalisa Ricciardi


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