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Pubblicato in Numero 208 del 10/03/2011
di Redazione

IL PRIMATO

Secondo la Coldiretti, il Belpaese ha il record delle produzioni alimentari più falsificate al mondo: 2 piatti su 3. L’associazione: “Danni per gli allevatori, serve tolleranza zero”

Italia taroccata

L'Italia ha il triste primato delle produzioni alimentari più falsificate nel mondo con il business del Made in Italy taroccato che supera i 50 miliardi di euro in tutto il globo dove ben due piatti “italiani” su tre sono taroccati.

E’ quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere apprezzamento per le operazioni che hanno portato al sequestro di oltre 23.000 chili di prodotti alimentari per un controvalore di 750.000 euro, ad oltre 20.000 chili di prodotti alimentari con falso marchio dop su "parmigiano reggiano" , "grana padano" e prosciutti di Parma" oltre a 91mila confezioni di aceto balsamico per imitazione, evocazione ed usurpazione di prodotti tutelati da marchio a denominazione protetta.
In Italia - sottolinea la Coldiretti - sono arrivati quasi 60 milioni di cosce di maiale dall’estero nel 2010 con il rischio concreto che vengano “spacciate” dopo la stagionatura come prosciutti made in Italy mentre sono ben 8,6 miliardi i litri in equivalente latte che hanno attraversato la frontiera per diventare spesso formaggi o mozzarelle “italiane”. Il risultato – sostiene la Coldiretti - è un danno per gli allevatori italiani che vedono sottopagate le proprie produzione a prezzi insostenibili che fanno chiudere le stalle e per i consumatori che vengono ingannati sull’origine dei prodotti acquistati. I reati di frode e sofisticazione alimentare sono - sottolinea la Coldiretti - un crimine particolarmente odioso in tempi di crisi perché colpisce soprattutto quanti, per la ridotta capacità di spesa, sono costretti a risparmiare sugli acquisti di alimenti. Lo smercio di prodotti che non rispettano i necessari requisiti sanitari, soprattutto nel caso dei simboli dell'agroalimentare italiano assume un valore che - conclude la Coldiretti - va ben al di là della situazione specifica e va per questo combattuto con decisione. Serve tolleranza zero nei confronti di un doppio inganno a danno dei consumatori e degli agricoltori impegnati nel garantire la qualità di un prodotto unico ed inimitabile”.


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