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Pubblicato in Taormina Gourmet 2016 il 17 Ottobre 2016
di Fabrizio Carrera


(Paolo Leone, Michele Faro e Federico Latteri - ph Vincenzo Ganci)

La degustazione che chiude Taormina Gourmet è una verticale inedita di sei annate dell'Archineri, la prima fatta in pubblico, di grande valore e prestigio, proposta dall'azienda Pietradolce, azienda giovane, sul versante nord della denominazione Etna Rosso, una delle prime aziende che ha contribuito alla rinascita dell'Etna. 

Il vulcano anticamente votato alla coltura della vite ha poi avuto un momento di trasformazione e solo negli anni '90 è rinato come territorio legato al vino. In degustazione sei annate di Archineri, prima etichetta prodotta da questa azienda nella contrada Rampanti. Michele Faro, presentando i suoi vini, ricorda quanto la sua azienda Pietradolce sia giovane, paziente e rispettosa del territorio. I suoi sono vini prodotti in agricoltura ecosostenibile da Cru su piccole terrazze di pietra lavica che costituiscono già da sole una difficoltà. Le vigne di questi vini in degustazione hanno tra i 90 e 130 anni e la vendemmia di quest'anno, che si fa solitamente ad ottobre, è al momento ancora in atto. 
 
Anno 2014 -  questa annata è stata perfetta sia dal punto di vista climatico che di resa. Al naso accostabile al nebbiolo o secondo qualcuno al Pinot nero, ha sicuramente le caratteristiche perfette dell'Etna rosso: freschezza, acidità iniziale, eleganza e alla fine la componente tannica. Colore rubino tendente al granato, limpido e luminoso. Dalle note fruttate e assolutamente riconoscibili le note laviche.

Anno 2013 - qui si evidenziano subito alcune differenze con la 2014. Così come un vino è espressione di un territorio è anche espressione anche del clima. L'Archineri 2013 nasce da una vendemmia un po' complessa: piovosa e difficoltosa. Al naso ha una nota più eterea, più fine. In bocca ha sempre freschezza e si percepisce che è un vino ancora giovane. È più minerale e di colore già più scarico, ma sicuramente un vino che andrà avanti per lungo tempo.

Anno 2012 - annata caldissima e asciutta, complicatissima rispetto a quella del 2013 per l'inverso, cioè per il caldo. Il vino ha a naso una nota fruttata più matura delle precedenti annate, in bocca la freschezza risulta comunque mantenuta nonostante l'annata calda che non è riuscita a snaturare il vino.

Anno 2011 - una grandissima annata, con tre anni di evoluzione in più rispetto al 2014 che si percepiscono già a naso con una componente speziata già più presente. In bocca il vino mostra una giovinezza che va oltre la percezione a naso.

Anno 2010 - annata molto piovosa, difficile sia nella gestione della crescita del l'uva che nella raccolta, ma nel vino si percepisce come inizino ad emergere spezie orientali e una nota sapida. Un vino davvero molto elegante. 

Anno 2009 - concentrazione maggiore rispetto al 2010, rispecchia il sapiente lavoro dell'azienda nel gestire momenti di pioggia nelle varie fasi del ciclo vegetativo. Un'altra annata che in futuro avrà sicuramente qualcos'altro da dirci

La verticale è stata condotta da Federico Latteri di Cronache di Guisto. Al tavolo il proprietario dell'azienda Michele Faro e Paolo Leone di Cuzziol

Fabiola Pulieri


ALCUNE IMMAGINI DELLA VERTICALE













 


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