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L'assessore all'Agricoltura La Via: "Il marchio unico sarebbe un valore aggiunto per le nostre produzioni. I prossimi obiettivi? Potenziare la funzione turistica dell'enogastronomia"

"La Doc Sicilia
per rilanciare il nostro vino"

Un mondo imprenditoriale fatto di giovani, di aziende al femminile, di ricerca. E poi la Doc Sicilia obiettivo sempre più vicino di buona parte dell'enologia dell'Isola. Ecco la vitivinicoltura siciliana secondo l'assessore regionale all'Agricoltura, Giovanni La Via.


 
Assessore, cominciamo con l'argomento più caldo degli ultimi tempi: la Doc Sicilia. Ci siamo?
"Il progetto Doc Sicilia è il punto di partenza per una strategia di rilancio del settore vitivinicolo regionale. Pensiamo ad un marchio unico sul territorio regionale che possa rappresentare un valore aggiunto per le nostre produzioni e che differenzi e tuteli i nostri vini sui mercati nazionali e internazionali. Il sistema imprenditoriale è cresciuto. Ci attendono nuove sfide e quindi è necessaria una nuova strategia. Per competere bisogna differenziarsi, dobbiamo puntare a utilizzare il 'brand Sicilia' già molto noto, ma poco sfruttato. Credo che possa essere una scelta vincente e per questo ho voluto lanciare questa proposta al mondo dei produttori. Ragioniamo
insieme, confrontiamoci c'è la necessità di un approfondimento per condividere tutti insieme il percorso esatto".

Una strada che porta anche ad un potenziamento del turismo.
"La Sicilia parla offrendosi al mondo attraverso i propri luoghi straordinari, la propria cultura e folclore e il proprio patrimonio enogastronomico. E in un luogo dove gli spazi rurali e le aree forestali rappresentano la realtà di vasti territori, conferire all'agricoltura anche una funzione turistica è certamente indispensabile. Ciò significa ampliare e potenziare il processo di diversificazione dell'attività agricola in virtù di una multifunzionalità di obiettivi e di effetti. L'agricoltura diviene così una delle leve strategiche da utilizzare per l'elaborazione di una strategia di marketing territoriale sistemico che sia tale da offrire al mondo lo spirito più vero di una terra ospitale, vulcanica e straordinaria".

Quali sono le mosse dell'assessorato per rilanciare il comparto?
"Chi ha già difficoltà con le banche non ottiene nuovi crediti. Abbiamo pensato ad un sistema di credito agevolato. Un credito di esercizio, a breve o medio termine, agevolato dal concorso di interessi a carico della Regione. Una soluzione per affrontare l'attuale periodo di crisi. Dobbiamo rimettere in circolo tutte quelle risorse che sono già all'interno del sistema. Penso per esempio ad accelerare il completamento dell'erogazione dei fondi previsti dal cosiddetto decreto 'Omnibus' del 2002, in favore delle imprese agricole danneggiate dalla siccità, anticipando le annualità dei prossimi 5 anni al 2009".

Ma dei fondi ci sono già?
" Insieme alle organizzazioni professionali agricole abbiamo studiato un pacchetto di interventi per dare ossigeno ad un settore di primaria importanza per l'economia dell'Isola. Su 63 milioni, 29 sono già disponibili gli altri 34 troveranno copertura nell'ambito della manovra di bilancio. Sono soldi veri e immediatamente utilizzabili che serviranno a rilanciare il comparto in un periodo di crisi".

La Sicilia guarda sempre più ai nuovi mercati, all'export, ne è prova l'accordo con l'Istituto per il commercio estero.
"La conquista dell'estero comincia dalla Svizzera - dove, alla fine di aprile, tra Zurigo e Ginevra, si terranno le 'Giornate del vino' - e proseguirà in Russia, Canada, Svezia e Polonia. In concomitanza partiranno anche diverse campagne di comunicazione con lo scopo di prendere per la gola altre nazioni, come la Francia, gli Stati Uniti, il Giappone, la Cina, la Danimarca, l'Austria, la Repubblica Ceca ed il Regno Unito. La convenzione avrà per la prima volta una durata biennale e questo consentirà di adottare strategie più a lungo termine. È un accordo molto importante che apre nuovi canali di commercializzazione per le aziende. Un modo per far crescere la Sicilia all'estero".

Una nota statistica: la Sicilia è tra le regioni col maggior numero di aziende agricole al femminile.
"La donna è foriera dei valori necessari per affrontare le sfide al cambiamento imposte da una visione sempre più globale dell'economia. Negli ultimi anni, numerosi sono gli esempi mirabili di imprese agricole condotte da donne che hanno saputo declinare un semplice processo produttivo in un'opera da divulgare per educare le giovani generazioni, ottenendo un prodotto dall'appeal rinnovato e incisivo nelle scelte del consumatore. Un risultato che è senza dubbio frutto non solo della creatività, prerogativa prevalentemente femminile, ma anche dell'approccio, maggiormente carico di sensibilità, verso la gestione e la risoluzione delle problematiche aziendali e di mercato".
 

Carla Fernandez

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