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Vino della settimana

Vino della settimana – Collio Doc Pinot Grigio Joy 2015 di Castello di Spessa

28 Febbraio 2020
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Siamo a Capriva del Friuli, in provincia di Gorizia, uno dei territori più interessanti dal punto di vista enologico italiano.

Qui sorge l’azienda vinicola Castello di Spessa, circondata dalle colline e a ridosso del confine con la Slovenia. Qui le viti sono protette dai venti freddi del Nord Est dalle Prealpi Giulie e lambite dal benefico effetto del vicino mare Adriatico. La buona escursione termica preserva al meglio profumi e aromi delle uve e la costante ventilazione previene l’umidità, consentendo di ridurre al minimo i trattamenti in vigna. Al castello di Spessa si produceva vino dal sedicesimo secolo.

Un documento attesta una vendita di Ribolla Gialla al 1559. Le cantine di invecchiamento, molto scenografiche, sono scavate nel sottosuolo dell’edificio e si trovano su due livelli: il primo risale al periodo medievale; il secondo, più sotto, a 18 metri di profondità, è ricavato da un bunker militare realizzato nel 1939 e ha una temperatura costante a 14°, ideale per la maturazione dei vini. Dal 1987 la famiglia Pali, attuale proprietaria, porta avanti la tradizione vitivinicola e di ospitalità del luogo, dando nuova vita al maniero e facendone il cuore del complesso d’hotellerie Castello di Spessa Golf&Wine Resort, con un Campo da golf a 18 buche, 3 ristoranti, alloggi di charme in quattro diverse strutture e, a breve, una Wellness Spa con Vinoterapia.

Sono circa 90 gli ettari di vigneti di proprietà allevati con una filosofia eco-friendly e una produzione di 450.000 bottiglie. Quasi trenta gli ettari di vigneto che ricadono nella Doc Collio. Qui i terreni sono formati da un impasto di marna e arenaria stratificatosi nel corso dei millenni (ponca) ricco di Sali e microelementi, che dona ai vini (in particolare ai bianchi) un carattere unico. Dalle uve coltivate nascono i Cru aziendali, a cui si è scelto di dare il nome delle nobili famiglie che negli anni sono state proprietarie del Castello. Dal Pinot Bianco Santarosa al Pinot Grigio Ramato Joy, passando per il Sauvignon Segrè, Ribolla Gialla Yellow Hills, Friulano Rassauer, Bianco Collio Riserva San Serff. Per i rossi , il Merlot Torriani, Pinot Nero Casanova, Rosso Collio Riserva San Serff.


L’avventura di Loretto Pali nell’affascinante mondo del vino inizia negli anni Settanta del secolo scorso. Erede di un’importante famiglia di imprenditori nel settore del mobile, decide di seguire la sua grande passione, quella per la terra friulana e per il vino che ne è la massima espressione. “Il Friuli è la terra in cui sono nato – racconta Loretto Pali – Ne conosco gli incantevoli luoghi, l’ospitalità della gente, la storia, l’arte e il patrimonio enogastronomico che la fanno apprezzare nel mondo”. Uomo del territorio, sensibile alla sua crescita e al suo sviluppo, Loretto Pali ha il vino nel cuore e, con cuore e passione, fa il suo primo investimento acquistando negli anni ’70 primi vigneti in zona La Boatina a Cormòns, realtà significativa della terra d’Isonzo. Qualche anno dopo acquisisce il Castello di Spessa a Capriva del Friuli, storica tenuta del Collio goriziano. In un decennio diventa uno dei protagonisti dell’alta enologia friulana. Ed è sempre l’attaccamento alla tradizione e ai più antichi valori territoriali, che lo spingono successivamente a produrre anche grappe e distillati. Di recente, Loretto Pali ha intrapreso una collaborazione con Simonit&Sirch, specialisti di fama internazionale, per allevare le viti della “Vigna dei 3 Pinot” (Pinot nero, Pinot grigio e Pinot bianco).

Oggi la visione dell’azienda è molto improntata al rispetto della natura. Molto è stato fatto negli anni per definire ed applicare una pratica agronomica eco-friendly a tutela dell’”ecosistema vigneto”, ambiente di cui l’azienda è attenta custode. In particolare l’approccio green di Castello di Spessa ha eliminato i diserbi chimici e, da fine luglio, i trattamenti antiparassitari. In questo modo la quantità di uva prodotta viene spesso in parte sacrificata, ottenendo però un vino molto salubre, senza alcun residuo chimico. In alternativa all’uso di diserbanti chimici, si interviene con tecniche alternative, quali ad esempio il diserbo termico. La gestione agronomica dei vigneti diventa così economicamente più onerosa a favore della salvaguardia dell’ambiente. Da quest’anno verrà inoltre introdotta la confusione sessuale, un metodo di controllo di molti parassiti che danneggiano la vite e i suoi frutti. Questi insetti, noti come lepidotteri (farfalle), quando sono allo stadio giovanile di larve, possono attaccare i frutti e le foglie, cibandosi e scavando gallerie al loro interno. La confusione sessuale consiste nel diffondere nell’aria il feromone sessuale che emette la femmina di ogni specifico insetto, in misura tale da impedire al maschio di fecondarla. Il mancato accoppiamento comporta una popolazione di larve assai diminuita e di conseguenza un minor danno ai frutti.


Degustiamo il Collio Doc Pinot Grigio Joy 2015, un vino ben fatto che si distingue per pulizia e piacevolezza. Le uve, cento per cento Pinot Grigio, sono frutto della “Vigna dei tre Pinot”, situata a Capriva del Friuli, proprio alle porte del Castello di Spessa. Il terreno è la tipica ponca friulana, costituita da marne e arenarie. Le viti, piantate nel Duemila, sono allevate a guyot. La vendemmia viene fatta a fine agosto. La vinificazione inizia con una macerazione pellicolare di 10-15 ore a 6 gradi centigradi per l’estrazione di colore e aromi. Segue la fermentazione alcolica alla temperatura di 16-18 gradi in vasche di acciaio inox, dove il vino affina sulle fecce nobili fino a marzo.

Il colore ramato chiaro è il biglietto da visita del Joy. E’ una tinta che troviamo in diversi bianchi fatti da Pinot Grigio e che viene ritenuta quella originale per questo vitigno. La fase olfattiva è caratterizzata da profumi nitidi, ben delineati. Distinguiamo la pera, piccoli frutti rossi, un po’ in secondo piano il melone bianco e un’evidente nota di mandorla fresca. Il sorso è snello, dinamico ed equilibrato grazie ad una viva acidità che bilancia molto bene una consistenza misurata. Discreta la lunghezza e davvero ottima la bevibilità. Può essere abbinato ad antipasti di vario genere, primi piatti e zuppe dal gusto non troppo intenso, formaggi freschi e carni bianche. E’ ottimo con la cucina di mare, molluschi e crostacei in particolare.

Rubrica a cura di Salvo Giusino

Castello di Spessa
Via Spessa, 1 – Capriva del Friuli (Go)
t. 0481 60445
infovini@castellodispessa.it
www.castellodispessa.it

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