Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
La manifestazione

Si alza il sipario sulla 32esima edizione di ViniMilo

24 Agosto 2012
milo milo

La prima edizione, indimenticabile! Seicento metri di budello di maiale farcito di un pregiatissimo battuto di suino dei Nebrodi e arricchito da spezie ed erbe aromatiche. Con vino e salsicce la festa non poteva essere più allegra.

Se il vino poi era il Nerello mascalese, e “padronale” quello che facevano i contadini per intenderci, per quei partecipanti che affollarono la piazzetta, era come toccare il cielo con  un dito. La storia della ViniMilo contempla questo incipit e oggi celebra la sua 32esima edizione. Tanti personaggi si sono alternati, ma lo zoccolo duro è ancora costituito dalle aziende tradizionali, Barone di Villagrande in testa, che resteranno le indiscusse  protagoniste di ogni edizione. Scomparsi anche i contadini col loro “vino fatto in casa” sopraffatto da prodotti celebrati e medagliati, i partecipanti non potranno  godersi neppure la salsicciata. Pazienza, si dovranno consolare “solo” con i piatti che i celebrati e stellati chef della Sicilia orientale prepareranno nel corso della manifestazione.

Vedere il programma per credere (si può sceglie tra i menu di Patti e Colonnetta del “Ristorante  Coria”, o per chi è disposto a sborsare biglietti verdi, potranno godersi il menu a sei mani (Pino Cuttaia, Pietro D’Agostino, David Tamburino) martedì 4 settembre all’ Azienda Barone di Villagrande. O il più accessibile Street Food fuori dal Comune in programma martedì 28 agosto sempre all’Azienda Barone di Villagrande”.Gli interpreti dei momenti” ricreativi non potevano non essere delle stessa misura dei relatori che si alterneranno nell’arco di  quindici giorni per disquisire il “fenomeno Etna” che oggi lo si affronta sempre più in senso olistico. Perché vino, cibo e gastronomia, paesaggio, economia, scienza e ricerca, geologia hanno acquisito un’importanza che si è posta sempre più all’attenzione delle più prestigiose istituzioni internazionali. Non stupisce che tra qualche settimana sull’Etna arriveranno i primi commissari internazionali per stilare le relazioni ai fini dell’attribuzione del riconoscimento all’Etna di “Patrimonio dell’Umanità”. Lo ha annunciato Ettore Foti  ieri sera alla conferenza di presentazione tenutasi sulla terrazza dell’azienda Barone di Villagrande”.

Maestranze al completo con Nicola D’Agostino collettore culturale tra il Comune di Milo e la Regione, Aldo Lorenzoni Direttore del Consorzio Soave con quale l’Etna ha stipulato un gemellaggio per coordinare “ studi e promozioni” dei vini “vulcanici” (e il Soave è una regione vulcanica), Giuseppe Mannino presidente del Consorzio Doc dell’Etna, che registra progressi ma solo numerici e poco culturali, tant’è che molti produttori  Doc “immigrati”, ignorano il consorzio e ne limitano per non dire minano, la forza del Brand Etna, limiti questi da considerare in perfetta sintonia con “La strada del vino” per la quale il Presidente Scilio non ha potuto che limitarsi a raccontare solo frammenti di ricordi paterni e delle strade impervie che ai primi del novecento consentivano il trasporto delle botti dalle alture delle cantine sino al porto di Riposto. Rendendo intuibile che in fondo “La strada delle mulattiere” del primo novecento era ancor più efficace dell’odierna “Strada del vino dell’Etna”. Poi sono entrate in scena quattro  donne simbolo dell’imprenditoria enologica e non. Per raccontare l’”Impresa Donna”. Che era da intendersi come si coniuga l’economia dell’impresa vinicola. Invece  pagine aperte sul “Manuale dei nostri sentimenti” outing sentimentali ed  emotivi che Francesca Curto dell’omonima azienda ed Enza La Fauci hanno interpretato con struggente passione tali da renderli il più didattico dei manuali enoampelografici. Un preludio ai convegni dei prossimi giorni a cui parteciperanno Luigi Mojo, Attilio Scienza, Dario Cartabellotta, Roberta Bonsignore e tanti altri. Stefano Gurrera (il programma completo su www.comune.milo.ct.it)

Stefano Gurrera