Siamo online da



ULTIMI COMMENTI

LE RICETTE PIU' LETTE

I VIDEO PIU' VISTI

AREA RISERVATA

cronache di gusto

Direzione, redazione
ed amministrazione:
Via Giuseppe Alessi, 44
(ex via Autonomia Siciliana)
90143 Palermo
Tel. +39 091 336915
Cronache di Gusto
autorizzazione
del tribunale di Palermo
numero 9 del 26-04-07

Cronache di Gusto
è iscritta al Roc
(Registro degli Operatori
di Comunicazione)
col numero 32897

Editoriale De Gustibus Italia
P.IVA 05540860821

Fabrizio Carrera
direttore responsabile

Coordinamento:
Giorgio Vaiana

Collaboratori
Andrea Busalacchi
Andrea Camaschella
Marina V. Carrera
Sofia Catalano
Roberto Chifari
Lorella Di Giovanni

Maria Giulia Franco
Annalucia Galeone
Cristina Gambarini
Federica Genovese
Costanza Gravina
Clarissa Iraci

Francesca Landolina
Federico Latteri
Bianca Mazzinghi
Clara Minissale
Fiammetta Parodi
Geraldine Pedrotti
Stefania Petrotta
Michele Pizzillo
Fabiola Pulieri
Enzo Raneri
Mauro Ricci
Marco Sciarrini
Maristella Vita
Manuela Zanni

Concessionaria
per la pubblicità
Publisette
Via Catania, 14
90141 Palermo
tel 0917302750
info@publisette.it

COOKIE POLICY
PRIVACY POLICY
INFORMATIVA PRIVACY

Pubblicato in Vini e territori il 15 Maggio 2015
di C.d.G.

da Alba, Francesco Pensovecchio

Dopo i nostri assaggi di ieri, oggi una degustazione eccezionale di Nebbiolo Prima, l’evento dedicato al Barolo, al Barbaresco e al Roero.

L'evento si è svolto presso le Antiche Cantine dell’Hotel Calissano ad Alba con oltre cento produttori. Oltre alle nuove annate, una retrospettiva dell’annata 2005. Ecco quelli che ci sono piaciuti.

Castello di Verduno
Barbaresco Docg Rabajà 2005

Il cru Rabajà prende nome dall’antica famiglia che lo ha posseduto, Rabagliato. Dopo venti mesi in botte grande, si imbottiglia senza filtrare né chiarificare e affina per altri 26 mesi. Dopo 10 anni il vino è un prezioso velluto. Frutti di bosco, note erbacee e resinose sono totale armonia.
 
Castello di Verduno
Barolo Docg 2005 Monvigliero Riserva

Bottiglie prodotte: 2.033
Dalle “Marne di Sant’Agata”, un terreno bianco composto da sabbia, argilla e calcare, ecco un altro Barolo Riserva di grande suggestione. La macerazione supera il mese, le follature sono manuali. E’ un ottovolante tra le parti più fresche e generose del nebbiolo e quelle più severe. Cannella, spezie, aghi di pino, tabacco, non si finisce mai, nel bicchiere c’è sempre un angolo segreto e inesplorato da capire.
 
Ceretto
Barbaresco Docg Bernardot 2011

Lo assaggiamo e vorremmo che un Barbaresco avesse sempre un approccio rispettoso come questo Insomma, un Barbaresco rassicurante, carezzevole, di perfetta intesa. Il naso è guidato da fresche note floreali e di frutta rossa. I tannini sono amorevoli.
 
Ceretto
Barolo Docg 2010 Brunate

Notevolissimo. E’ un’ammiraglia lanciata a velocità folle, non fa rumore, non vibra, ti porta felice e lontano in una poltrona di soffice pelle. Rose e viole avvolgono il naso, eleganti i rimandi restituiti dal legno, e ci si sente in un profumato giardino. Nulla è fuori posto.
 
Ceretto
Barolo Docg Bricco Rocche 2005

E qui bisogna prestare attenzione. Le arenarie di Diano di Castiglione Falletto danno una risposta sorprendente. E’ un valzer tra energia e grazia, vigore e stile. I profumi floreali della giovinezza hanno lasciato alle spezie, al cioccolato e ai boschi dove cresce il tartufo. La curiosità ci divora, vorresti una verticale che copra 40 anni per capire meglio.
 
Moccagatta
Barbaresco Docg 2010 Basarin 

La degustazione fatta con Martina Minuto è illuminante. E’ una piccola verticale del cru Basarin presso Neive. Dopo la vinificazione il vino affina in barriques di rovere francese per diciotto mesi e in bottiglia per minimo nove mesi. E’ una visione chiara e cristallina del Barbaresco di questa vigna. Giovane e solare, sono i primi passi.
 
Moccagatta
Barbaresco Docg 2008 Basarin 

Questa vendemmia ci appare morbida, spessa, tranquilla. Si affronta il bicchiere con sensazioni di serenità, spinge una fine nota balsamica e mentolata. Molto piacevole, è un vino tutto da bere.
 
Moccagatta
Barbaresco Docg 2005 Basarin 

I dieci anni di affinamento hanno smussato tutti gli spigoli, è il momento migliore per l’assaggio. Frutta nera, spezie e cuoio si sviluppano su un unico layer degustativo. I suggerimenti sono sussurrati, la piacevolezza massima. 
 
Vajra
Langhe Doc Nebbiolo 2013

Ecco un’altra di quelle bottiglie che confonde perché non capisci dove finisce il nebbiolo e dove inizia il Barolo. Sarà per le vigne giovani o per l’affinamento insufficiente, è in ogni caso una bottiglia fresca, immediata, di grande beva. Frutti rossi sono in sintonia con le note di violetta e rose, tipiche di questa varietà. I tannini sono grintosi ma avvolti da una struttura ricca e cremosa.
 
Luigi Baudana / Vajra
Barolo Docg 2005 Baudana

E’ una inaspettata, bella sorpresa. Austero e minerale, questo Barolo di Vajra viaggia su riconoscimenti di ciliegia nera, eucaliptolo e radici come la liquirizia. Con il liquido nel palato, accelera improvvisamente e quando meno te lo aspetti. Un vino armonico e una bella bottiglia di Serralunga.
 
Vajra
Barolo Docg 2005 Bricco delle Viole

Sarà per la posizione elevata particolarmente felice, appunto il Bricco, questo è un cru che esprime una complessità di tipo quantitativo e qualitativo che non tutti dimostrano. Millimetrico e mitico l’equilibrio tra parti dure e morbide. I conti tra alcol, tannini, acidità ed estratti tornano tutti. Un finale da manuale che rasenta la perfezione.

Leggi i nostri assaggi di ieri in questo link


Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

FLASH NEWS

LE RICETTE DEGLI CHEF

Antonio Zaccardi

Pashà Ristorante

Conversano (Ba)

4) Provola affumicata dessert

SITI AMICI
WINE POWER LIST 2019
GUIDA AI VINI DELL'ETNA

LE GRANDI VERTICALI

Copyright © 2007-2020 cronachedigusto.it. Tutti i diritti riservati. Powered by Visioni©
La riproduzione totale o parziale di tutti i contenuti, testi, foto e video, in qualunque forma, su qualsiasi supporto e con qualunque mezzo è proibita.

Search