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Pubblicato in Cosa bevo
di Emanuele Di Bella
    COSA BEVO

Un raro Pinot Nero targato Sicilia cosa_bevo.jpg

Dall’Azienda Agricola Ferrara, in contrada Feotto a San Giuseppe Jato (PA), arriva un vino prodotto dalla cultivar “Pinot Nero”, il più capriccioso dei vitigni, una vera mosca bianca per la vitivinicoltura siciliana. L’Azienda nata nel 1995,  opera sin dall’inizio in agricoltura biologica, estesa 35 ettari, dei quali solo 5,36 vitati e di questi  meno di 1 ettaro (soltanto 3.000 barbatelle innestate) a Pinot Noir, che danno vita ad un numero ridottissimo di bottiglie, appena 3.500.

Come previsto dalla normativa vigente in materia di agricoltura biologica, l’Azienda è associata all’organizzazione Suolo e Salute ed è soggetta a verifiche periodiche da parte di tale Ente.
Il Pietre Cadute, viene ottenuto da uve coltivate con il metodo dell’agricoltura  biologica, da un vigneto con resa bassissima, impiantato nel 2003 a 500 metri s.l.m.;. vinificato con sistemi innovativi, viene imbottigliato dopo un affinamento in tino di rovere per circa 1 anno.
Il vino si presenta alla vista di un colore rosso rubino intenso, con riflessi leggermente aranciati, limpido  e non  brillante perché volutamente non viene filtrato, da notare l’ottima viscosità  e gli archetti molto stretti e persistenti soprattutto ai bordi delle pareti del bicchiere.
Al naso ottima complessità olfattiva, molto franco, con sentori di frutta matura a bacca rossa,  lieve note di frutti di bosco, sentori terziari con  predominanza di cuoio e  liquirizia abbastanza gradevoli. Al palato molto armonico ed equilibrato, con un giusto rapporto tra calore dell’alcool, acidità e sostanze polifenoliche. Tannini molto friabili e dolci, ottimo corpo ed eccellente struttura.  Al retrogusto amarognolo e  molto persistente.

Si consiglia abbinarlo al mitico “castrato” alla brace, carni grasse, cacciagione da pelo e formaggi stagionati. Migliora di gran lunga dal punto di vista olfattivo se viene stappato almeno 1 ora prima del consumo. La temperatura di servizio ideale si aggira attorno ai 16-18 °C.

In enoteca, se riuscite a trovarlo, costa attorno a 18,00  euro.

Gianni Giardina 

    COSA BEVO

Un raro Pinot Nero targato Sicilia cosa_bevo.jpg

Dall’Azienda Agricola Ferrara, in contrada Feotto a San Giuseppe Jato (PA), arriva un vino prodotto dalla cultivar “Pinot Nero”, il più capriccioso dei vitigni, una vera mosca bianca per la vitivinicoltura siciliana. L’Azienda nata nel 1995,  opera sin dall’inizio in agricoltura biologica, estesa 35 ettari, dei quali solo 5,36 vitati e di questi  meno di 1 ettaro (soltanto 3.000 barbatelle innestate) a Pinot Noir, che danno vita ad un numero ridottissimo di bottiglie, appena 3.500.

Come previsto dalla normativa vigente in materia di agricoltura biologica, l’Azienda è associata all’organizzazione Suolo e Salute ed è soggetta a verifiche periodiche da parte di tale Ente.
Il Pietre Cadute, viene ottenuto da uve coltivate con il metodo dell’agricoltura  biologica, da un vigneto con resa bassissima, impiantato nel 2003 a 500 metri s.l.m.;. vinificato con sistemi innovativi, viene imbottigliato dopo un affinamento in tino di rovere per circa 1 anno.
Il vino si presenta alla vista di un colore rosso rubino intenso, con riflessi leggermente aranciati, limpido  e non  brillante perché volutamente non viene filtrato, da notare l’ottima viscosità  e gli archetti molto stretti e persistenti soprattutto ai bordi delle pareti del bicchiere.
Al naso ottima complessità olfattiva, molto franco, con sentori di frutta matura a bacca rossa,  lieve note di frutti di bosco, sentori terziari con  predominanza di cuoio e  liquirizia abbastanza gradevoli. Al palato molto armonico ed equilibrato, con un giusto rapporto tra calore dell’alcool, acidità e sostanze polifenoliche. Tannini molto friabili e dolci, ottimo corpo ed eccellente struttura.  Al retrogusto amarognolo e  molto persistente.

Si consiglia abbinarlo al mitico “castrato” alla brace, carni grasse, cacciagione da pelo e formaggi stagionati. Migliora di gran lunga dal punto di vista olfattivo se viene stappato almeno 1 ora prima del consumo. La temperatura di servizio ideale si aggira attorno ai 16-18 °C.

In enoteca, se riuscite a trovarlo, costa attorno a 18,00  euro.

Gianni Giardina 


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