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Pubblicato in Il vino della settimana il 04 Agosto 2018
di C.d.G.

di Federico Latteri

Gancia è un nome importante nella storia del vino italiano e, in particolar modo, nel settore della spumantistica. 

Fu fondata nel lontano 1850 a Chivasso da Carlo Gancia insieme al fratello Edoardo. L’idea era quella di produrre un vino come lo Champagne dalle uve Moscato. L’inizio non fu facile perché trovare gli equilibri tra zuccheri, lieviti e temperatura richiedeva lunghe sperimentazioni, trattandosi di una varietà di uva nuova, diversa da quelle utilizzate in Francia nella Champagne, dove Carlo era stato a studiare per due anni.

Alla fine, nel 1865, venne prodotto il primo vino da Moscato con la rifermentazione in bottiglia. Il successo fu immediato e l’anno successivo l’azienda si trasferì a Canelli, dove ancora oggi c’è la sede. Nel corso degli anni Gancia è cresciuta, proponendo nuovi spumanti, conquistando i mercati mondiali e ponendosi sempre all’avanguardia nella comunicazione e nella promozione dei propri vini.

Dal 2014 il proprietario è l’imprenditore russo Roustam Tariko, già nella compagine societaria dal 2011 con il 70 per cento. Per quanto riguarda la filosofia aziendale è importante parlare di “Drink Beauty”, il messaggio con cui nel 2018 è stata presentata la nuova immagine di Gancia. Si riferisce direttamente alla bellezza del nostro Paese che va dalle vigne, all’arte, allo spumante. Tutto ciò è trasferito nelle etichette, nei manifesti pubblicitari e nelle altre forme di comunicazione.

La cantina produce oggi 28 milioni di bottiglie ed esporta in oltre 40 Paesi del mondo. La gamma di etichette è composta da numerose referenze tra cui ricordiamo gli Asti e gli spumanti con la denominazione Alta Langa. Inoltre, vengono prodotti diversi Vermouth e altri liquori. Degustiamo l’Asti Docg Secco, nuova tipologia di una denominazione che fino a poco tempo fa produceva solo vini caratterizzati dalla presenza di un evidente residuo zuccherino.

E’ fatto con uve Moscato Bianco. Durante la spremitura soffice il mosto viene frazionato in tre parti e solo il fiore viene poi utilizzato per la produzione dell’Asti. Si fa una fermentazione parziale attraverso la quale si ottiene una base con 5,5 gradi alcolici che viene conservata a -2 gradi centigradi fino alla spumantizzazione. Quest’ultima viene fatta in autoclave secondo il metodo Martinotti.

Versato nel calice, lo spumante offre un colore giallo paglierino con tenui riflessi dorati e un perlage abbastanza persistente. Al naso è accattivante con un profilo decisamente spontaneo fatto di delicate note floreali. Il sorso è fresco e ha un’ottima corrispondenza con l’olfatto, restituendo al palato i toni aromatici del Moscato. Ottima la bevibilità, dovuta soprattutto all’equilibrio generale e alla gradazione alcolica moderata. Finale discretamente sapido. Si tratta di un vino di immediata piacevolezza, adatto a tutti, da bere in ogni occasione e in ogni momento della giornata. E’ perfetto per l’aperitivo, ma può anche accompagnare antipasti e primi piatti dal gusto leggero come quelli della cucina di mare. 

Rubrica a cura di Salvo Giusino


Gancia
Corso Libertà, 66 - Canelli (At)
Tel. +39 0141 8301
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www.gancia.it
 

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