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Pubblicato in Taormina Gourmet 2022 il 22 Ottobre2022
ph Vincenzo Ganci - Migi Press

di Francesca Landolina

Sono tante le sfumature di Grillo in Sicilia, che coltivato in differenti zone dell’isola da est a ovest si esprime in vario modo e con diverse peculiarità.

Difficile individuarne caratteristiche generali, perché sono i terroir singoli e gli stili di produzione poi a decretare il suo destino. Lo insegna una cantina nell’estremità occidentale del territorio di Monreale. Parliamo della cantina Dei Principi di Spadafora, a Virzì, guidata da Francesco Spadafora e dalla figlia Enrica. Su quelle colline, ondeggianti e dolci, il Grillo sembra godere di un habitat perfetto. La tenuta di estende per 180 ettari di cui 100 vitati, ma sono ettari coltivati come un giardino, concepiti come piccoli micro-zone selezionate. Il numero di bottiglie prodotte è di circa 200 mila bottiglie ma la produzione è così selettiva che la cifra può cambiare di anno in anno. La filosofia aziendale è quella di produrre vini sartoriali, che parlano del territorio e dell’annata, della vigna, in cui non c’è nulla di più di ciò che la natura offre. I suoli di natura sabbiosa in prevalenza rendono i vini freschi, e questa è una costante che si ritrova anche nel Grillo. Per questo vino e per tutti sono usati lieviti indigeni. Minima la solforosa, aggiunta solo durante l’imbottigliamento. Viene fatta la fermentazione malolattica. Vinificazione e affinamento in vasche di cemento. Affinamento in bottiglia variabile, mai breve. Caratteristica aziendale è quella di sentire costantemente il vino, in numerosi assaggi dalle vasche in poi per decidere quando imbottigliare e mettere in commercio. “Vogliamo mettere il consumatore nelle condizioni di potere apprezzare il vino quando è veramente pronto”, dice Enrica Spadafora.

Degustiamo Principe G 2019, in etichetta con la sola dicitura Grillo prima del 2017.

2019
Vendemmia regolare. Naso nitido, intenso, dal profilo fruttato e floreale, agrumi, zagara, erbe aromatiche, note marine salmastre. In bocca bella acidità, salino.

2018
Annata problematica per via delle piogge ma senza particolari problemi sanitari per le piante. Al naso le note fruttate, meno intense, cedono il passo a sentori di macchia mediterranea. Un po’ meno complesso a livello olfattivo. In bocca restano la freschezza e la sapidità.

2017
Annata calda e siccitosa. Naso intenso con profumi di frutta a polpa bianca matura, erbe aromatiche, alloro timo. Sorso fresco, grande struttura in bocca, finale lungo e sapido.

2014
Vendemmia regolare. Naso lievemente evoluto, ma intenso. Al naso fiori gialli di campo e note marine. In bocca, troviamo un po’ di morbidezza ma con grande slancio in un contrasto netto tra naso e palato. Energico il sorso, e sempre sapido.

2013
Vendemmia regolare. Al naso, profumi freschi di fiori di campo, gialli, note salmastre ed erbe aromatiche. Equilibrio in bocca. Fresco il sorso. Persistente e lungo nel finale.

2012
Annata caldissima, con notevoli livelli di maturazione. Naso intenso e complesso con note di fiori gialli, erbe aromatiche e marine. In bocca sorso più pieno, materico. Sapido anch’esso.

ALCUNE FOTO (Vincenzo Ganci, Migi Press)

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