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Pubblicato in Vinitaly 2019 il 07 Aprile2019


(Riccardo Cotarella - ph Vincenzo Ganci)

Sul palco dell'evento di inaugurazione del Vinitaly 2019, anche Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, che si è mostrato decisamente preoccupato per il prezzo del vino italiano così basso. 

"Una brutta deriva questa - dice Cotarella - un chiodo fisso che ho in testa da un po' e che deve essere assolutamente rimosso nel più breve tempo possibile". Cotarella affronta questo delicato argomento parlando solo del prezzo dello sfuso italiano, "perché se metto a confronto il prezzo di vendita delle bottiglie del vino italiano con quelle dei nostri competitor è un vero disastro". Fare vino, per Cotarella, "è una nostra missione, ma adesso siamo preoccupati. Perché ci lamentiamo sempre del gap di prezzo tra Italia e Francia, ma poi non facciamo nulla affinché si limi un po' questo dislivello". Cotarella sciorina i numeri: "I prezzi di vendita delle nostre produzioni sono calati de 70 per cento rispetto al 2017 - dice il numero uno di Assoenologi - mentre il vino sfuso in Francia è aumentato del 30/35 % per i bianchi e del 40 % per i rossi". Molti parlano di legge di mercato, ma per Cotarella non è così: "Forse questa legge di mercato è valida per i mattoni o per altri beni, ma non per il vino - dice - Se il mercato del vino si dovesse fermare, le conseguenze sarebbero drammatiche, visto che i produttori abbandonerebbero i vigneti e questo sarebbe il vero male". L'abbandono dei vigneti, poi, per Cotarella, fa il paio con un altro disastro: "L'aumento della produzione in maniera spropositata per compesare il prezzo basso di vendita". Si è notato nella vendemmia 2018, soprattutto, un anno con una tra le più basse produzioni di vino degli ultimi decenni: "I rischi - conclude Cotarella - sono dunque due: o si perde la qualità nei vigneti a favore di una quantità esagerata, oppure si perdono proprio le vigne per l'abbandono dei produttori". 

G.V.

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